I rialzi azionari di questa settimana hanno portato gli indici in prossimità dei massimi toccati un mese fà, cancellando i ribassi causati dal terremoto giapponese e dalla guerra nordafricana. Sul fronte macroeconomico sono state riviste al ribasso le stime di crescita mondiale. Alla luce di queste previsioni, i primi dati macroeconomici segnalano un rallentamento dei consumi negli Stati Uniti rispetto ai dati sulla produzione, inoltre ad alimentare i dubbi sulla continuità della ripresa in atto è l'ascesa senza freno del prezzo del petrolio. Sul mercato del reddito fisso, i titoli di stato hanno perso terreno per la seconda settimana consecutiva sorpresi dal dato sull'inflazione europea e dalla forza dell'Euro, che si apprezza rispetto alle altre valute nonostante le pessime notizie dal Portogallo e dall'Irlanda (il mercato sconta per certo una stretta monetaria della Bce per il 7 aprile) . Sul mercato azionario, settimana di sovraperformance degli emergenti rispetto ai paesi sviluppati, l'imminente stretta monetaria in europa rende quindi di nuovo attraente l'investimento in emergenti. In particolare, bene gli indici americani e tra gli europei, bene il Dax tedesco, spinto all'insù dai comparti più pesanti dell'indice: industriali, chimici e risorse di base. I deludenti andamenti del settore bancario e dei finanziari (vedi Portogallo e Irlanda) hanno invece penalizzato l'indice italiano e spagnolo. Per quanto riguarda le materie prime, si segnala un rialzo del 2% in dollari; bene agricoltura e materie prime, male i metalli di base. Il tema della settimana entrate è verificare il proseguimento dei rialzi in atto e se tale movimento si rafforzerà nel medio periodo o se invece il secondo trimestre del 2011 si indebolirà sulla spinta dei dati macro e delle notizie provenienti dall'earning season statunitense. Intanto il Vix ( volatilità ) fa segnalare una riduzione tornando con forza sotto quota 20.
Il blog ha lo scopo di supportare l'investitore sui principali temi della finanza,in modo del tutto avulso da logiche di vendita
lunedì, aprile 04, 2011
martedì, marzo 29, 2011
Settimana di borsa positiva per gli operatori finanziari che ritrovano fiducia dopo le sedute di tensione. Le nubi relative al terremoto in Giappone e alla crisi libica, non si sono però completamente dissolte. In particolare, in Giappone si registra una parziale fusione delle barre di combustibile usato al reattore numero due della centrale nucleare di Fukushima ed la perdita dell'acqua altamente radiottiva contaminata dalle barre. In Libia invece gli insorti hanno annunciato la conquista della città natale di Gheddafi. Inoltre in settimana si sono anche diffusi nuovi timori sulla tenuta del debito portoghese. Gli indici sono stati comunque capaci di registrare performance positive consistenti: nel Vecchio Continente tutte le performance sono state sopra i tra punti percentuali: in particolare Francia e Germania hanno registrato incrementi del 4,19% e del 4,10%. Buone i risultati anche degli altri paesi sviluppati giudati dal 2,91% del Giappone. Anche tra gli emergenti segni positivi generalizzati, dove si distinguono in particolare il Cile (6,47%) che sembra aver interrotto la prolungata fase correttiva, ma anche la Cina (4,74%) e soprattutto India (5,13%). Ancora debole la Turchia, che segna un più modesto 0,90%. Nel mercato Forex, l'Euro rimane forte nonostante le pressioni provenienti dalla situazione portoghese. Tra le commodities, positivi sia petrolio sia oro, dopo i cali della settimana scorsa. In diminuzione, invece, la volatilità dopo il forte aumento registrato nella settimana precedente.
lunedì, marzo 21, 2011
Settimana di borsa condizionato dal terribile terremoto che ha colpito il Giappone. Si è aggiunto, sul finire di settimana, l'acuirsi della crisi in Libia, con l'ipotesi Onu di un intervento volto a far cadere il regime di Gheddafi. Intano sui listini internazionali si sono abbattute forti vendite, specie nella prima parte della settimana quando si sono susseguite notizie provenienti dal Giappone. Poi gli indici sono stati capaci di reagire: nel Vecchio Continente Ibex e paesi noridici hanno chiuso in parità, mentre hanno sofferto Dax, Cac e Ftse Mib. Nel resto del mondo, l'azionario giapponese chiude l'ottava con circa 10 punti percentuali di perdita, mentre gli indici americani chiudono con un passivo limitato al 2%, in recupero comunque dai minimi della settimana. Tra gli emergenti segni contrastanti: positivi Russia, Cile Malaysia e Corea mentre i mercati cinesi risentono della situazione in giappone. Tra gli indici settoriali hanno recuperato limitando i danni Assicurazione, Health Care e Telecom, più resistenti Oil & Gas, Costruzioni e Industriali. Nel mercato Forex, dopo un rally lo Yen è tornato sulle posizioni di inizio settimana con un Euro che ha recuperato posizioni anche sul Dollaro Usa, raggiungendo ormai livelli critici di resistenze dinamiche. Tre le materie prime, in calo sia petrolio sia oro, mentre hanno recuperato posizioni i metalli industriali. In forte aumento la volatilità, l'indice Vix ha toccato quota 31 per poi indebolirsi e tornare in area 24.
lunedì, marzo 14, 2011

Settimana di borsa caratterizzata da segni meno sui mercati azionari internazionali che non riescono a trovare la forza che ha caratterizzato le prime settimane di gennaio. Il precipitare degli eventi in nord Africa, il caro prezzi delle materie prime e la discesa del Dollaro e ora, anche l'impatto economico del terremoto in Giappone, stanno apportando tensione al mercato che si trova in situazioni di incertezza.
Nel mercato americano l'S&P 500, nell'ultima settimana recupera sul finale il supporto a 1300 punti migliorandone l'impostazione. Nel Vecchio Continente a differenza dell'America gli indici principali hanno registrato una maggiore debolezza. Il tema della settimana entrante sarà quindi di verificare quale dei mercati darà la direzione al trend, se quello americano improntato maggiormente al rialzo rispetto a quello ribassista europeo. Rimangono inoltre deboli i mercati emergenti, che fanno registrare cadute fino ai 4 punti percentuali di Cina e Corea. Da inizio anno questi mercati stanno decisamente mostrando una perdita di forza relativa. In recupero solo la Turchia. In tema di comparti settoriali, molto colpiti quelli legati alle risorse di base mentre hanno tenuto le posizioni solo Food e Telecom. Sul fronte valutario, l'Euro ha manifestato la medesima tendenza di deprezzamento verso la generalità delle valute: il cambio verso il Dollaro ormai è giunto in area 1,40/1,41. L'obbligazionario, grazie alle difficoltà dell'equity, recupera qualche posizione: le scadenze lunghe arrivano a guadagnare fino a 50 bps.
Nel mercato americano l'S&P 500, nell'ultima settimana recupera sul finale il supporto a 1300 punti migliorandone l'impostazione. Nel Vecchio Continente a differenza dell'America gli indici principali hanno registrato una maggiore debolezza. Il tema della settimana entrante sarà quindi di verificare quale dei mercati darà la direzione al trend, se quello americano improntato maggiormente al rialzo rispetto a quello ribassista europeo. Rimangono inoltre deboli i mercati emergenti, che fanno registrare cadute fino ai 4 punti percentuali di Cina e Corea. Da inizio anno questi mercati stanno decisamente mostrando una perdita di forza relativa. In recupero solo la Turchia. In tema di comparti settoriali, molto colpiti quelli legati alle risorse di base mentre hanno tenuto le posizioni solo Food e Telecom. Sul fronte valutario, l'Euro ha manifestato la medesima tendenza di deprezzamento verso la generalità delle valute: il cambio verso il Dollaro ormai è giunto in area 1,40/1,41. L'obbligazionario, grazie alle difficoltà dell'equity, recupera qualche posizione: le scadenze lunghe arrivano a guadagnare fino a 50 bps.
venerdì, febbraio 11, 2011

La settimana appena conclusa è stata caratterizzata dalla debolezza dei paesi emergenti che fino ad oggi avevano retto meglio l'urto della correzione che interessa l'area; i mercati dell'area rimangono condizionati dalle notizie sull'inflazione. Gli indici che registrano le maggiori perdite in settimana sono quello cinese, quello coreano e infine quello russo; quest'ultimo dovuto all'indebolimento del prezzo del petrolio. Raggiungono nuovi massimi invece gli indici americani; in particolare il Nasdaq che si trova ora sui livelli del 2007, azzerando completamente la crisi. Anche in Europa in settimana gli indici trovano vigore, in particolare da segnalare il Dax che riesce a superare la resistenza a 7200 punti con la miglior performance tra i mercati del Vecchio Continente. Alla base di questo movimento vi sono un crescente ottimismo sulla crescita, mentre i prezzi del debito pubblico calano lentamente ma in modo costante. In Europa, in calo solo la Spagna e i paesi nordici, quest'ultimi indeboliti dalla debacle di Nokia. Tra i comparti settoriali, si conferma la tendenza alla normalizzazione nei rapporti di forza relativa: ritrovano forza chimici, industriali e auto.Debole invece, come detto, il petrolio. In ambito Forex, l'Euro guadagna posizioni su Franco e Yen, nonostante tra i Cds di stati e banche si segnala qualche incremento. Continua a scendere il Bund, il mercato obbligazionario rimane decisamente debole.
lunedì, gennaio 24, 2011

Settimana di correzione per gli indici azionari. L'Eurostoxx 50 torna a ritestare i 3000 punti per poi ritracciare, l'impostazione dell'indice rimane comunque sostanzialmente invariata. Prende una pausa invece l'indice tedesco Dax dopo un rialzo durato per tutto il 2010, che ha visto l'indice superare i massimi a 6.300 punti. Nella settimana appena trascorsa sono giunti segnali positivi a livello macro; i dati di attività economica hanno evidenziato il nuovo massimo storico per l'indice Ifo Tedesco. Bene il dato del Pil cinese del quarto trimestre, mentre rassicurano le notizie derivanti dall'america con il dato sui sussidi alla disoccupazione settimanali a 404.000. In settimana l'elemento di maggior interesse è stata una decisa rotazione settoriale dei comparti azionari. In Europa a beneficiarne sono, come la settimana precedente, i titoli bancari e assicurativi, che ritrovano vigore interrompendo il trend ribassista che li ha contraddistinti per tutto il 2010. Ne hanno fatto le spese quindi i settori azionari a più alta forza relativa nell'ultimo anno; Chimica, Materiali di base, Beni per la Casa e la Persona, Industriali. Questa rotazione settoriale ha di conseguenza favorito gli indici europei con un maggior peso di titoli bancari e finanziari come Ftse Mib e Ibex, mentre il Dax ha chiuso in rosso prendendosi una pausa dopo il prolungato rialzo. Anche sul mercato americano ha visto un cambiamento di settori; i titoli tecnologici e quelli a media- piccola capitalizzazione stanno perdendo forza relativa rispetto al mercato. Gli indici azionari in conclusione rimangono ancora con un'impostazione positiva, seppure siano prossimi ad importanti livelli di resistenza (1300 per l's&P 500 e 7200 per il Dax). Ritracciano in settimana perdendo forza tutti i mercati azionari emergenti eccetto l'India che realizza una performance positiva, dopo però settimane di debolezza. I mercati obbligazionari emergenti risentono negativamente del surriscaldamento delle relative economie; in settimana Brasile e Polonia hanno infatti aumentato i tassi ufficiali. In ambito cambi, infine, l'Euro recupera su quasi tutte le valute grazie al buon andamento del comparto finanziario e all'allentamento della crisi europea.
lunedì, gennaio 17, 2011

La settimana appena trascorsa si è aperta con le stesse incognite della precedente e con gli indici internazionali piuttosto deboli. Una decisa sterzata è arrivata con le notizie riguardanti il buon successo delle aste dei titoli di stato portoghesi, guidati dagli acquisti della Bce, elemento che ha riportato gli indici in territorio positivo. Sui mercati azionari, settimana positiva di rialzo dei principali indici, su dati economici migliori delle attese. La stagione degli utili statunitensi del quarto trimestre sta confermando il trend di crescita di utili e fatturato. Forte rialzo in settimana per i mercati azionari europei del settore bancario e finanziario e quindi per i panieri europei ad alto contenuto finanziario (Ftse Mib, Ibex), mentre hanno sottoperformato i settori europei più difensivi. Emergenti in generale recupero anche se non manca qualche segno meno (come India e Turchia). In campo valutario, si conferma la correlazione tra borse ed andamento dell'Euro: questa settimana la valuta europea recupera sulla generalità dei cross. L'euro si è rafforzato inoltre per via di timori inflazionistici e dalla possibilità di un aumento dei tassi di interesse da parte della Bce.
La minaccia inflazionistica sembra essere sempre più realistica anche per i paesi emergenti. Le banche centrali potrebbero essere costrette a rivedere la propria politica monetaria attraverso il rialzo dei tassi di interesse e la rivalutazione dei cambi. Questo ovviamente causerebbe un freno alla crescita.
In conclusione l'andamento degli indici azionari in settimana ha rafforzato gli indici più deboli mentre ha consolidato quelli più forti, rimane anche rialzista il trend di medio periodo. Restano alti i livelli di ipercomprato e la possibilità di storni o correzioni.
Indice Vix: è ormai sul supporto fondamentale a quota 16, in un contesto di downtrend pronunciato. Sono possibili correzioni e aumenti di volatilità sui mercati azionari nelle prossime sedute
lunedì, gennaio 10, 2011
Settimana di rientro...

Settimana di rientro dalle festività che ripropone interessanti temi per le varie asset class. Il 2011 si è aperto su una nota positiva, con dati economici più forti del previsto, azioni in rialzo ed obbligazioni in ripiegamento. Tra gli indici azionari del Vecchio Continente troviamo segni più per Dax, Cac, Ftse e persino Ftse Mib, quest'ultimo grazie alla componente "Oil" del paniere; in calo pesante solo l'indice spagnolo. Gli indicatori sono in forte ipercomprato per cui molto probabilmente sono possibili sull'azionario dei ribassi per fare uscire gli indicatori da questa fase. Gli spread dei paesi periferici di Eurolandia hanno subito l'ennesimo allargamento, anche se Spagna e Portogallo hanno comunicato di essere in grado di centrare gli obiettivi di deficit per il 2010. Nonostante questo, i credit default swap sui debiti pubblici dei paesi europei periferici sembrano mostrare che il mercato prevede un peggioramento della situazione in essere. Ne è conferma l'aumento degli spread dei titoli del debito bancario area euro senior e la caduta dell'Euro rispetto le principali valute.
Le materie prime sono risultate in calo di circa il 2% questa settimana, su timori che la stretta monetaria in atto in Cina possa determinare un calo della domanda. Anche le voci di regolamentazione per impedire a singoli operatori di detenere rilevanti quote dello stock di materie prime presso le borse merci a contribuito al ridimensionamento delle quotazioni.
Grafico Euro vs Franco Svizzero: il cross eur/chf fa registrare nuovi minimi, la debolezza dell'euro è determinata dall'incertezza sul debito pubblico dei paesi periferici di Eurolandia.
mercoledì, dicembre 22, 2010

Il titolo ha toccato i 47 euro per cinque volte ritornando indietro, mostra una figura ad accumulazione posizionarsi long alla rottura delle resistenza a 47 euro, occhio ai falsi segnali!molto importante vedere i volumi
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Akza

Settimana di borsa che conferma le difficoltà europee in tema di debito pubblico governativo. Tra le asset class di investimento si sono registrate forti diminuzioni dei prezzi dei titoli di stato a causa della crisi dei paesi europei che sembra ora allargarsi anche verso Francia e Germania: ne è evidenza il ribasso del bund tedesco. In questo contesto di incertezza, gli investitori visto i rialzi dell'azionario delle ultime settimane sembrano spinti verso attivi più rischiosi. Tra questi selezionando i settori meno indebitati, come l'azionario industriale. I titoli invece bancari e assicurativi, avendo in bilancio quantità elevate di titoli di stato rimangono sfavoriti dagli investitori. La situazione dei mercati appare ancora statica con gli indici azionari occidentali vicini ai massimi del 2010 ( Dax, s&P 500, nordici), mentre gli emergenti stanno tirando ancora il fiato, dopo il surriscaldamento degli ultimi mesi. Sul mercato dei cambi dopo il rally di inzio anno, il dollaro sta terminando il 2010 in ribasso del 3% rispetto alle principali valute. Molto probabile che l'andamento del biglietto verde possa continuare in modo erratico, con ampie oscillazioni indotte dai deficit fiscali negli Stati Uniti e dalla debolezza dell'Europa perifierica. Tra le commodities da segnalare la fase di consolidamento dell'oro. Ancora in ripiegamento gli indici obbligazionari, anche emergenti. Ripiega verso i minimi di periodo il Vix, elemento da non trascurare in quanto le probabilità di una fase correttiva di breve diventano piuttosto elevate. Allego grafico Vix : l'indice si appoggia a quota 16, in un contesto ribassista, potrebbe preludere a improvvisi aumenti di volatilità.
lunedì, dicembre 13, 2010

Settimana di borsa contrastata in settimana per le borse internazionali che mantengono una struttura tecnica positiva nel trend generale, manifestando però sul breve tendenze distinte. In settimana la notizia che ha influito maggiormente sugli indici azionari è stata la decisione da parte degli Stati Uniti di estendere i tagli d'imposta introdotte dalla vecchia amministrazione Bush e di introdurne di nuove. Il fine è quello di stimolare l'economia americana nel breve a tal punto di compensarne i costi di manovra. L'indice s&P 500 si conferma infatti in settimana l'indice più forte ne è conferma la chiusura verso i massimi di periodo. La crescita rimane comunque ancora stagnante ed è ancora prematuro parlare di espansione; gli effetti di stimolo infatti sono indotti dall'esterno dalla politica monetaria e fiscale anzichè creati dai player di settore; imprese, banche, famiglie e pubblica amministrazione.
In area euro si è assistito invece ad un'ulteriore ampliamento degli spread della periferia dell'area, con l'eccezione dell'Irlanda che ha approvato nuovo budget di austerità. Gli spread rimarranno tuttavia sotto pressione per via di cospicue nuove emissione obbligazionarie nel 2011.
I mercati emergenti hanno invece sofferto in settimana, in primo luogo Turchia e India. Il primo corregge all'interno del proprio trend rialzista mentre il mercato indiano, come pure altri paesi Bric come Brasile e Cina, sta tirando il fiato ( indice Bric -4,6% ad un mese). Riscontri positivi invece per Corea, Malaysia, Messico e Sudafrica. In settimana da sottolineare il dato di inflazione cinese al 5,1% e le conseguenze che tale dato potrebbe avere a livello globale se il governo cinese decidesse di introdurre ulteriori misure restrittive per correggerlo.
Sul fronte valutario, L'Euro si è indebolito verso tutte le valute, in particolare Sterlina inglese e Franco Sivzzero. La tensione sul debito periferico ancora non riesce a trovare uno sbocco definitivo, tanto da condizionare anche il mercato obbligazionario governativo. Le scadenze più lunghe, infatti, perdono in settimana tra lo 0,60% e lo 0,70%. (allego grafico bund; la quotazione del bund hanno infatti stornato verso i primi supporti a 129 e ora si appoggia al supporto statico in area 125).
lunedì, dicembre 06, 2010
Settimana tonica

Settimana di borsa tonica con recuperi su tutte le borse internazionali. Gli indici si portano di nuovo vicino ai massimi di breve. L'S&P 500 chiude la settimana sui massimi annuali in area 1220, nonostante il dato sull'occupazione americana che rimane preoccupante . Il bilancio settimanale rimane quindi positivo per azioni e materie prime, mentre negativo per le obbligazioni. Il mercato obbligazionario della zona periferica europea continua a registrare forti tensioni per l'indecisione dei paesi membri sulla politica di salvataggio da attuare verso i paesi dell'area euro in crisi. Bene in settimana l'asta di titoli pubblici spagnoli. Le tensioni, tuttavia, sul mercato obbligazionario europeo non sono finite. Bisogna aspettare le prossime pesanti scadenze di rimborso dei titoli di stato spagnoli e portaghesi per sciogliere la prognosi sullo stato di salute delle rispettive economie.
Sul mercato azionario, bene il Dax che chiude molto vicino ai massimi del 2010, trainato dai settori che, anche in ambito europeo si confermano come i più forti (Industriali, Chimica, Auto, Beni per la casa e la persona). Rimangono sottoperformanti, invece, bancari, assicurativi, utilities e telecom. Il loro andamento ribassista si riflette sulla minor performance di indici come Ibax e Ftse Mib a forte contenuto finanziario, penalizzati anche dall'aumento del rischio paese.
Riguardo le materie prime, settimane caratterizzata da robusti rialzi, dopo la correzione di metà novembre (sia energetiche, sia metalli preziosi) . Le quotazioni sono sostenute dalla domanda crescenti dei paesi emergenti. Ancora debole il Bund, ormai giunto comuque a supporti di discreta valenza.
Focus sul Ftse Mib; l'indice mantiene una bassa forza relativa rispetto all'azionario europeo. L'indice già da tempo sta facendo registrare massimi decrescenti. Pericolosamente vicino si supporti di area 19800 e sotto la trendline rialzista di medio periodo, rotta la scorsa settimana. (vedi grafico)
lunedì, novembre 22, 2010

La scorsa settimana ci sono stati dei risvolti contrastanti per gli indici internazionali. La correzione di mercato è stata innescata da Cina e dai paesi periferici dell'area Euro. Il mercato ha visto alternarsi fasi positive a correzione più o meno marcate; nel complesso però non è cambiato il quadro tecnico in maniera significativa. Una correzione fisiologica quindi, giustificata da un rialzo che dura ininterottamente da dieci settimane. Tra i mercati più profittevoli, si evidenzia, una volta tanto, il Nikkei, capace di recuperare posizioni fin tanto da tornare sopra 10000 punti. Il Dax, invece, conferma la sua forza facendo segnare il miglior rendimento tra i mercati europei; quello peggiore, invece, spetta all'Italia. Il motivo è da ricercare nella debolezza del settore bancario italiano, il settore in settimana infatti registra un -1,6%.
Sul mercato obbligazionario, settimana di nuovi ribassi dei prezzi soprattutto in Europa sulla scia della crisi irlandese. Riamane ancora da vedere che ripercussioni avrà la crisi Irlandese soprattutto sui paesi più deboli, Spagna e Portagallo in primis.I due paesi non risultano così vulnerabili quanto l'Irlanda il cui sistema bancario ha di recente aumentato la propria dipendenza dalla Banca Centrale europea.
Anche le materie prime hanno ceduto terreno questa settimana sempre in risposta alla stretta monetaria cinese (che ha aumentato di mezzo punto il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche), il loro andamento sarà quindi molto influenzato dalla capacità della Cina di poter frenare le spire inflazionistiche senza compromettere la crescita economica. In settimana anche oro e petrolio si sono mossi in correzione.
lunedì, novembre 15, 2010

Settimana di borsa negativa per quasi tutte le borse internazionali, sia quelle dei paesi sviluppati sia quelle emergenti. In particolare in Europa hanno sofferto ancora il Ftse Mib e il Cac, mentre solo la Germania ha limitato i danni.Le ricorrenti crisi tra i paesi membri dell'Unione monetaria europea stanno spingendo i paesi più solidi come la Germania, a richiedere la creazione di un meccanismo permanente di risoluzione delle tensioni finanziarie. La settimana ha visto ampi allargamenti degli spread, con un recupero finale sulle voci d'accesso dell'Irlanda ai fondi d'emergenza; questo ha causato una caduta degli indici obbligazionari. Sui mercati azionari gli indici americani hanno fatto segnare un 2% di perdite, ma sono state superiori le perdite dei paesi emergenti, tra cui spicca il Brasile, India e Cina. Quest'ultima mostra una situazione di surriscaldamento congiunturale, che ha prodotto il recente rialzo dell'inflazione (giunta al 4,4% ) . Importanti repercussioni sull'economia globale deriverà dal modo in cui Pechino gestirà questo surriscaldamento, se utilizzerà strumenti che vanno a rallentare la crescita o se interverrà con altri strumenti per allentare la pressione.
A livello settoriale si sono mantenuti positivi solo il comparto Auto e quello dei Beni per la casa e la persona, ma hanno limitato le perdite anche gli Industriali. Segni meno per gli Assicurativi, i Materiali da Costruzione e per il Settore Volo.
Sul mercato dei cambi, l'incertezza sui tempi d'accesso dell'Irlanda ai fondi di emergenza ha visto recuperare tutti i cross verso l'Euro, con il Dollaro che recupera quasi il 3%.
Questa settimana l'attenzione sarà rivolta alla tenuta del trend di breve dell'S&P 500, e all'ipotesi che una sua violazione potrebbe generare effetti correttivi nel breve. Il trend di medio e lungo rimane comunque positivo. In forte correzione anche le materie prime, anche se l'apprezzamento del dollaro ha attenuto in senso contrario le perdite, il motivo dello storno è da ricercare nella Cina e nella politica di raffreddamento della sua economia, essendo essa stessa la principale fonte di domanda di materie prime a livello globale.
lunedì, novembre 08, 2010

Settimana di borsa molto positiva per i listini internazionali che si rinforzano sulle notizie provenienti dagli USA; dalla monovra annunciata dalla Fed, dalle elezioni di midterm, e dai dati di crescita più forti delle attese. Questi tre eventi hanno prodotto effetti positivi per i prezzi degli assets sia per l'azionario sia per l'obbligazionario governativo. Riguardo all'esito elettorale, la vittoria dei Repubblicani rende più probabile concessioni della Casa bianca alle imprese. Riguardo la nuava fase di easing quantitativo (immissione di circa 900 miliardi di dollari fino alla fine di giugno 2011) spinge a spostare i propri asset dall'obbligazionario (meno attraente in un'ottica di lungo termine sia per la minore remuneratività che per l'accresciuto rischio di inflazione) all'azionario.Riguardo l'ultimo elemento, i dati di crescita oltre le attese fanno propendere a una visione rialzista del corrente trimestre.
Nella settimana appena trascorsa le cattive notizie sono arrivate invece dall'Europa, con l'aumento del premio per il rischio del debito dell'area Euro, in particolare quello irlandese. Questo ha comportato nell'area euro ad un indebolimento del settore finanziario e degli indici ad alto contenuto finanziario, come Ftse Mib e Ibex, con vendite generalizzate, mentre ha premiato i settori ciclici come Basic Materials e Chimici. In ambito settoriale deboli Retail, Banche, Tecnologici e Utilities. L'ottima performance dei titoli del comparto dei materiali di basi va di pari passo con l'eccellente andamento di tutti gli indici emergenti, e del deprezzamento del dollaro. In ambito valutario, l'Euro mostra ancora forza verso il Dollaro USA e le altre valute, ma è chiaramente frenato dai problemi irlandesi; si apprezza rispetto all'Euro il Franco Svizzero (vedi grafico)
martedì, novembre 02, 2010
Settimana di borsa più volatile rispetto alle precedenti, con i mercati azionari internazionali che ritracciano sia per prese di profitto sia per il riaffaciarsi di nuovi timori per il comparto bancario globale. Per l'area Euro ritracciano con maggior forza Spagna e Regno Unito mentre fanno meglio Germania e Italia. Male il Giappone che mostra una maggior debolezza rispetto a tutti gli indici. Per i mercati emergenti segno più per il Messico e Malesia, mentre ritraccia pesantemente Turchia, la peggiore, dopo Brasile e India. America chiude la settimane leggermente in positivo. Bene l' S&p 500 che rimane rialzista nel breve dopo il superamento di area 1130 e il raggiungimento del primo obiettivo a 1170, ora punta verso i massimi del 2010 a 1220. Nasdaq e Dow Jones prossimi alle resistenze. Per l'indice più rappresentativo europeo, il Dax, continua la sua risalita dopo il superamento delle resistenze poste a 6300 punti. L'indice italiano rimane ancora ribassista nel medio periodo, mentre laterale nel breve. Per i settoriali area euro, prende forza il settore telecommunicazione e utilities, mentre perdono posizioni i titoli ciclici ; industriali, tecnologici e materiali in testa. Tra le valute da segnalare il recupero della sterlina sull'euro e il continuo apprezzamento in settimana dello yen. Bund : quotazione che dopo l'impennata in area 133 (resistenza) storna verso 128-129, supporto valente. Indicatori che escono dall'ipercomprato.
lunedì, ottobre 25, 2010

Dopo sei settimane di forti acquisti di asset rischiosi, il mercato in settimana si prende una pausa per consolidare i rialzi registrati.
Nel mercato azionario spicca l'indice tedesco Dax, di nuovo confermatosi come mercato ad alta forza relativa. Recupera anche la borsa Italiana sulla scia della buona performance del settore bancario.
Rimane poco mosso invece il mercato americano, mentre quello giapponese rimane senza spunti di rilievo. Si fermano anche i mercati emergenti in settimana tranne la Russia. Si conferma invece molto tonico l'indice azionario Turco.
Tra i settoriali europei, i maggiori rialzi in settimana sono stati il comparto auto, quello delle bevande e della chimica, mentre i maggiori ribassi sono stati registrati nei titoli farmaceutici, quelli dei media e delle telecomunicazioni. Nel mercato forex, l'Euro continua a segnalare la propria forza, in particolare verso Franco Svizzero e Sterlina Britannica. Deboli in genere le materie prime, con l'oro e i preziosi che stornano dopo settimane di rialzi. Le prospettive restono però favorevoli, per effetto della domanda dei paesi emergenti prevista nei prossimi mesi, e in alcuni casi per lo squilibrio previsto tra domanda e produzione, ma l'indebolimento della produzione globale nel quarto trimestre potrebbe agire da freno alle quotazioni.
I mercati rimangono in attesa del FOMC del 3 novembre in cui sarà più chiara la manovra che la Fed ha intenzione di intraprendere per contrastare un eventuale rallentamento economico e il pericolo deflazione. Se la Fed dichiarasse di voler proseguire il proprio obbiettivo di politica macroeconomica di stabilità dei prezzi e piena occupazione, allora, gli attivi più rischiosi ed obbligazioni high yield sarebbe favoriti dagli investitori.
Grafico Baltic Dry Index
lunedì, ottobre 18, 2010

Settimana dominata dal discorso di Ben Bernanke alla Fed di Boston sulle manovre che la banca centrale americana intende intraprendere per contrastare eventuali rischi deflazionistici. Il mercato rimane incerto non riuscendo a prevedere quale rischio si dovrà affrontare nei prossimi anni se un periodo di deflazione o di inflazione. Il rally dei Treasuries legati all'inflazione mostra il fatto che la Fed tenterà attraverso la prossima manovra di easing quantitativo, di aumentare l'inflazione. L'aumento della liquidità attuato attraverso il riacquisto di titoli di stato ha l'obiettivo di attuare una politica monetaria espansiva finalizzata a sostenere la crescita economica. L' "effetto ricchezza" si genererà dapprima nei mercati finanziari con la speranze di indurre successivamente a stimolare consumi e investimenti nell'economia reale. Queste possibili manovre hanno spinto sull'acceleratore i mercati azionari nella scorsa settimana, ma attenzione alle possibili ripercussioni sulla parte obbligazionaria, soprattutto sui titoli a più lunga scadenza.La seduta di mercoledì, in particolare, ha visto molti indici rompere importanti resistenze; un esempio la rottura del Dax di quota 6300 . Anche l'indice cinese è pronto a rompere la resistenza che lo ha bloccato a partire da metà dello scorso anno. Per il mercato valutario il dollaro continua a deprezzarsi: il movimento sembra per ora confermare che gli Stati Uniti continueranno ad indebolire il dollaro rispetto alle valute del resto del mondo. Sterlina rimane stabile. Ancora forti le materie prime, non solo tutti i metalli preziosi ma anche il comparto di quelli industriali. Da segnalare l'andamento dell'oro che ha toccato il prezzo record di 1381 dollari l'oncia prima di correggere; l'andamento di apprezzamento è stato sostenuto dalla possibilità di un forte aumento delle aspettative inflazionistiche. Anche il petrolio conferma il proprio movimento rialzista, spinto dal deprezzamento del dollaro ma anche da attese di forte incremento della domanda da parte dei paesi emergenti.
lunedì, ottobre 11, 2010

Nel corso della settimana è proseguito il movimento di rivalutazione di tutti i mercati spinti al rialzo dagli interventi messi a segno dalle banche centrali volti a sostenere la crescita economica. Questa situazione ha ridotto il rischio di ribasso dei mercati, aumentandone il potenziale rialzista di breve termine, nonostante i dati macroeconomici mostrino ancora una certa debolezza ( la stima Adp ha evidenziato infatti la perdita di 39.000 posti di lavoro a settembre in america deludendo le previsioni degli analisti che si attendevano invece la creazione di 20.000 posti). In settimana inoltre il rialzo del petrolio e quello generalizzato di tutte le commodities ha spinto all'insù tutti i mercati ricchi di materie prime. Per i mercati bene alcuni emergenti (Corea, India, Malaysia, Turchia) che segnano nuovi massimi di periodo, mentre il Brasile si avvicina al massimo precedente. Nella settimana appena chiusa il movimento al rialzo ha coinvolto anche le borse del Vecchio continente, confermando il Dax come mercato con la migliore impostazione tecnica e di trend. Molto importante per il perseguimento del trend la rottura della resistenza a 6300 punti. Tra i settoriali molto bene in Europa il settore Auto, Chimico, e Materiali di base, in coda invece rimane il settore Bancario, Assicurativo e Utilities.
Nelle valute, continua il rally dell'Euro verso Dollaro e Sterlina, avvicinandosi alle trendline ribassiste di lungo. La forza della valuta europea vanifica i rialzi per l'investitore europeo di materie prime e bond emergenti il cui andamento rialzista è visibile dal grafico allegato.
lunedì, ottobre 04, 2010

La settimana appena conclusa è stata caratterizzata da due temi principali: nel primo si sono rafforzati i timori sulla sostenibilità del debito dell'area Euro (Portogallo, Spagna e soprattutto Irlanda), dall'altro le buone notizie rinvenienti dall'economia americana che evidenzia una situazione positiva ( le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nell'ultima settimana sono scese a 453.000 unità, in misura superiore alle previsioni degli analisti che si attendevano un calo più contenuto, a 458.000 unità, migliori delle attese anche il Prodotto interno lordo, la cui lettura definitiva relativa al secondo trimestre a evidenziato un incremento dell'1,7%, superiore al consensus che era per una conferma del dato preliminare, a 1,6%, l'indice Chicago Pmi che a settembre è salito a 60,4 punti dai 56,7 del mese precedente, sorprendendo gli analisti che si attendevano un calo a 56 punti).
In settimana le preoccupazioni sui debiti sovrani dell'area Euro non sembrano tuttavia contrastare il rafforzamento dell'Euro, che recupera terreno verso la qualità totale delle valute.
Le preoccupazioni invece si sono fatte sentire sull'azionario europeo; (il dato peggiore l'ha segnato la Spagna con -2,83% , Francia -2.11% ). Bene invece l'azionario dei paesi emergenti con l'ottima performance del Brasile +3.82% seguito dal South Africa e dalla Russia con il 2,23% e 2,11% trascinati al rialzo dal prezzo del greggio.
Per quanto riguarda i settoriali per l'area euro da segnalare la maggior forza del settore Auto e Chimica e Industriali, mentre i peggiori rimangono il settore Bancario Assicurativo e infine Utilities.
Oro Petrolio e Bund laterali nel breve.
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