giovedì, ottobre 12, 2006

Pensione attesa


Previdenza


E' molto probabile che la pensione pubblica su cui potremo contare, una volta entrate a regime le riforme, oscillerà tra il 25% (autonomi con scarsa contribuzione ) e il 63% (dipendenti con elevato incricio tra età e contribuzione ) della retribuzione media. La tabella che segue mostra il cosidetto tasso di sostituzione, ossia il rapporto teorico percentuale atteso tra prima pensione e ultimo reddito.Quindi e qui mi ripeto è molto importante individuare per tempo il modo per avere una volta in pensione, il denaro che consenta di condurre lo stile di vita individuato come accettabile. Questo è una cosa che non interessa molto noi italiani, dal 37 Rapporto Censisi infatti si evince che "oltre il 71% attualmente di noi italiani non fa nulla per garantirsi una vecchiaia serena rinviando qualsiasi intervento a riguardo". Ecco intento la tabella, i valori sono espressi in percentuale.

giovedì, ottobre 05, 2006

RIFORMA TFR

Arrivano la parti sociali;

Fra due settimane forse si potrà fare chiarezza sulle modalità della Riforma Previdenziale .Il ministro del Lavoro Cesare Damiano è pronto ad incontrare le parti sociali, visto le forti critiche che ha sollevato la decisione di trasferire il 50% del Tfr inoptato presso un Fondo Inps. Per ora tutto rimane un po' sul vago, di certo è che la Riforma è stata anticipata a Luglio 2007 anzichè al 1 gennaio 2008, e che si riducono i tempi per fornire un adeguata informazione ai lavoratori.Speriamo che questo non ostacoli ulteriormente l'avvio in Italia della previdenza complementare...

mercoledì, ottobre 04, 2006

Fondi Pensione territoriali

Fondi Pensione territoriali

Con la nuova formulazione dell'articolo 117 della Costituzione sì è ripartita la competenza normativa tra lo Stato e le Regioni,a quest'ultima si attribuisce una discussa competenza legislativa per la previdenza integrativa e complementare.

Al Fondo territoriale possono aderire solo i cittadini residenti nella Regione in cui il fondo è stato istituito o chi svolge la propria attività prevalente in tale area geografica. Il caso di maggior successo è quello di Laborfonds in Trentino Alto Adige, seguito da Solidarietà Veneto per il Veneto e da Fopadiva per lavoratori dipendenti residenti in Valle d'Aosta.

La gestione del fondo soprattutto quella amministrativa e contabile viene espletata da una società per azioni con partecipazione mista pubblico-privato, la quale svolge inoltre attività di informazione e consulenza a beneficio dei lavoratori iscritti.

Sono presenti all'interno del fondo anche dei Fondi di garanzia, attraverso i quali la Regione interviene a favore degli iscritti al Fondo che versano in condizione di particolare disagio economico, perchè l'azienda dove lavorano è in crisi o fallita.


Alessandro Pazzaglia

martedì, ottobre 03, 2006

Fondi Pensione Aziendali

Fondi Pensione Aziendali

Oggi entriamo nello specifico dei fondi pensione aziendali, la secondo tipologia dopo quella dei fondi pensione settoriali ( vedi articolo precedente) appartenenti quindi entrambi alla categoria più ampia dei fondi chiusi.
I fondi pensione aziendali hanno come ambito di riferimento la singola azienda.E' il caso del Fondo Quadri e Capi Fiat o di Fondo Poste. Il principale vantaggio è rappresentato dall'elevato connotato di flessibilità, potendosi meglio calare nelle esigenze specifiche del singolo contesto aziendale con benefici effetti in termini sia di efficacia del circuito informativo sia di relazioni sindacali. Lo svantaggio principale invece potrebbe essere la dimensioni eccessivamente ridotta del fondo la quale potrebbe comportare un potenziale accrescimento del livello di onerosità.

Alessandro Pazzaglia

giovedì, settembre 28, 2006

Percorso Decisionale 2


Lavoratore Dipendente iscritto, per la prima volta alla previdenza obbligatoria prima del 29.4.1993

Percorso Decisionale 1

Lavoratore Dipendente iscritto per la prima volta, alla previdenza obbligatoria dopo il 29.4.1993

Riforma del Tfr


Visto che leggo sul sole 24 ore che il gorverno ha intenzione di anticipare la Riforma del Tfr pubblico un breve iter sul percorso decisionale che il lavoratore dovrà adottare secondo il d.lgs 252 del 2005.

I fondi pensione settoriali

FONDI SETTORIALI

I fondi pensione settoriali nascono in virtù di un accordo di settore. Per esempio sono fondi settoriali il Fonchim e il Cometa, rispettivamente il fondo del settore chimico e metalmeccanico.Le principali motivazioni che possono condurre a una scelta che prediliga l'ambito settoriale vanno rivenute in primo luogo nel rispetto dell'autonomia collettiva, trovando naturale negoziazione nell'ambito del livello contrattuale di categoria.
I requisiti:

  1. Possono aderire ai fondi settoriali solo i lavoratori che appartengono a quel settore, in caso di cambiamento di occupazione e di comparto il lavoratore dovrà trasferire la propria posizione pensionistica al fondo del nuovo settore.
  2. i costi di gestione di un fondo settoriale tendono a ridursi in maniera considerevole, grazie ad economie di scala, all'omogenità degli iscritti e all'elevato numero di aziende aderenti.

Alessandro Pazzaglia

mercoledì, settembre 27, 2006

Fondi pensione negoziali

Fondi Chiusi:

E' rappresentata dai fondi pensione che traggono origine dalla contrattazione collettiva.I Fondi chiusi sono rivolti a :

  1. ai dipendenti sia privati che pubblici, individuati secondo il cirterio dell'appartenenza alla medisima categoria, comparto o raggruppamento;
  2. al lavoratori autonomi e ai liberi professionisti organizzati in forma collettiva per aree professionali e per territorio;
  3. ai soci lavoratori di cooperative di produzione a lavoro, anche unitamente ai lavoratori delle cooperative interessate.

Oggi soprattutto in riferimento all'introduzione della Riforma Maroni, il lavoratore del settore privato viene fortemente indirizzato ad aderire ai fondi chiusi, in vista del trasferimento del Tfr.

Differente è il caso dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti in quanto non avendo Tfr, non avranno alcun obbligo di aderire agli eventuali fondi di categoria. I fondi chiusi sono ad ambito definito, ossia hanno una platea definita di potenziali aderenti, per fare un esempio un metalmeccanico non può partecipare al fondo dei chimici o un dentista partecipare a quello dei ragionieri commercialisti.

Vediamo di suddividere i Fondi chiusi in categorie;

  • settoriali ; volti ai lavoratori di un determinato settore di attività o di professione
  • aziendali, i cui destinatari sono dipendenti appartenenti a un'azienda o a un gruppo aziendale.
  • territoriali, costituiti dall'adesione di lavoratori dipendenti da imprese ubicate su un determinato territorio.

Nel prossimo articolo valuteremo più approfonditamente le diverse categorie sopracitate.

Alessandro Pazzaglia

martedì, settembre 26, 2006

Fondi Preesistenti

Fondi Pensione Preesistenti

Diamo ora una breve definizione di Fondi Preesistenti. Per fondi preesistneti s'intendono i fondi pensione istituiti prima dell'entrata in vigore del d.lgs 124/1993

I fondi di maggiore dimensione, si rivolgono a :


  1. collettività di lavoratori dipendenti ; ( dirigenti aziende industriali, commerciali o di servizi, soprattutto banche e assicurazioni)
  2. collettività di lavoratori di specifici settori ; ( giornali, aziende municipalizzate, servizi di pubblica utilità )
  3. collettività dei lavoratori autonomi; agenti di assicurazione

i Fondi preesistenti ;

Nascevano, di solito, per effetto di accordi o regolamenti aziendali.Si rivolgono ad una platea ben definita e solitamente non molto ampia.Potevano essere sia interni che esterni all'azienda.Generalmente hanno regole di governance tendenti a coinvolgere lavoratori ed organizzazioni sindacali.

Scenario

i fondi preesistenti nascono prevalentemente in regime di prestazione definita.

Hanno subito notevoli cambiamenti;

  • operazioni di scioglimento
  • operazioni di confluenza
  • operazioni di trasformazione (delle forme organizzative, degli istituti previdenziali) verso forme di contribuzione definita e regime misto.

Il legislatore ha incentivato tale processo ( forte limitazione nell'ambito dell'operatività dei fondi pensione che assicurano prestazioni integrative a beneficio definito)

Dati

Tra i Fondi pensione preesistenti nel 2005 331 sono di competenza della Covip, 117 sono interne a banche e 7 interne a imprese di assicurazione. Tra i 331 sottoposti alla vigilanza della Covip 320 sono provvisti di soggettività giuridica autonoma, e i restanti 11 sono costituiti come poste contabili all'interno del bilancio dell'impresa in cui lavorano i destinatari dei fondi stessi.

Situazione attuale

Negli ultimi anni, sostanziale stabilità nel numero degli iscritti attivi.

Questo è coerente con la nuova disciplina di settore:

  1. i fondi preesistenti non possono ampliare la propria area dei destinatoari oltre a quella originariamente prevista
  2. lavoratori di prima occupazione successiva al 28 aprile 1993 non possono iscriversi a forme pensionistiche definita

lunedì, settembre 25, 2006

Gli strumenti offerti dal mercato

Nell'articolo precedente attraverso l'utilizzo di un caso pratico, avevamo calcolato il fabbisogno previdenziale o gap previdenziale, ossia il rapporto in percentuale tra reddito da lavoro ante pensione e pensione. Oggi facciamo un elenco di tutti gli strumenti che il mercato presenta per coprire il proprio gap previdenziale (vedi tabella)
Nel prossimo articolo faremo una breve panoramica sui fondi Pensione, facendo un cenno sulle sostanziali differenze tra le tipologie sopracitate.
Per chiudere la scorsa settimana parlando con un consulente del lavoro circa la Riforma Maroni e la questione del Tfr e l'avvio della Previdenza Complementare, mi sono sentito dire che la legge sulla Previdenza Complementare non è stata ancora approvata, e che tutto rimarrà come prima, e pensare che il governo attuale la vuole anticipare!!!
In realtà la legge è stata approvata in data 5 dicembre 2005 con D.lgs 252/05 e voglio sottolineare che sebbene quasi tutte le norme entreranno in vigore soltanto dal 1° gennaio 2008, la conoscenza delle stesse può riflettersi sulle attuali decisioni dei potenziali aderenti.

Alessandro Pazzaglia

giovedì, settembre 21, 2006

Come si stima il fabbisogno integrativo?

Ricapitalando il lavoro finora svolto, negli articoli precedenti abbiamo calcolato il "Tenore di vita desiderato in pensione", abbiamo visto che il tenore di vita è equivalente a ;

  1. % del reddito da lavoro ante pensione;
  2. è pari all'ammontare della spese presunte in pensione.

Il Tenore di vita va confrontato con la Pensione Prevista (quella obbligatoria), a tali fini si possono anche includere :

  1. Altri capitali (affitti, rendite da disinvestimenti)
  2. Capitali disponibili (Tfr residuo, eredità, capitali da disinvestimento)

Se considerando tutti questi fattori non si riesce a raggiungere la stima dell'ammontare delle spese presunte in pensione, si origina un gap o fabbisogno, il quale può essere coperto solo attraverso un Piano di accumulo previdenziale, sempre che non sia stato già stipulato.

Nel prossimo articolo vedremo quali sono tutte le modalità di copertura del gap.

mercoledì, settembre 20, 2006

TERZO STEP


Il lavoratore dipendente di un'azienda del settore privato.

Analizziamo insieme la situazione del dipendente nel momento in cui andrà in pensione. Ipotizziamo che da qui al 2030, anno in cui andrà in pensione, il suo reddito aumenterà del 1% se così fosse avendo un reddito ad oggi nel 2006 di 22.665 € il lavoratore si troverebbe con un reddito ante pensione di 28.493 €. Nettizzando il reddito così ottenuto per il 29% aliquota fiscale ottengo un reddito netto di 20.243 € da cui ne deriviamo che il suo tenore di vita prima di andare in pensione sarà di 20.243 €. Vediamo cosa percepisce come entrata il lavoratore nel momento del pensionamento. Il reddito da lavoro non ci sarà al suo posto ci sarà il reddito da pensione, che noi abbiamo calcolato nell'articolo di ieri pari a 19.039 € lordi , ossia 15388 € netti. Il lavoratore si troverà quindi con Risorse mancanti pari a 4.854 € , idem nell'anno successivo e per tutti quelli a venire.
Cliccate nella tabella per vedere il bilancio del lavoratore. Cosa dovrà fare il lavoratore per coprire tale gap? riuscirà a vivere con un reddito di 1.282 € al mese ? questo e altro lo scopriremo nel prossimo articolo..

Alessandro Pazzaglia & Adriana Cameli.

martedì, settembre 19, 2006

Seconda parte dell'esempio


Pianificazione finanziaria,

Avevamo nell'articolo precedente inserito i dati del reddito del lavoratore , in quel caso dipendente di azienda del settore privato, risultanti dall'estratto conto inps, ( sarebbe cosa giusta per chiunque ha una posizione aperta presso l'inps di registrarsi nel sito www.inps.it e nella sezione "servizi online" richiedere i codici d'accesso, i quali un volta attribuitevi vi permetteranno di visualizzare in qualsiasi momento la vostra situazione pensionistica, i passi sono i seguenti: andate sul sito www.inps.it, cliccate a sinistra su servizi online, poi su "Richiesta codice Pin" e successivamente su "Assegnazione Pin", cliccandoci dentro ed inserendo i dati richiesti, verrà visualizzata la prima parte del Pin (8 caratteri). La seconda parte, indispensabile per completare il codice ed accedere ai servizi telematici, verrà recapitata a domicilio.)
Ecco le stime attesa dalla previdenza pubblica obbligatoria (cliccate nell'immagine per ingrandirla) alla data scelta di pensionamento, calcolate in conformità con i requisiti e i sistemi di conteggio delle attuali norme di legge.
Sulla base della contribuzione accreditata la prima decorrenza utile di pensione è gennaio 2030 e il limite massimo di posticipo dalla di pensionamento è febbraio 2036.
I dati sono tutti a valori di oggi depurati dell'effetto inflazione ( cioè i 1000 euro del 2030 corrispondono ai 1000 euro di oggi). Dalla tabella si trova che lavoratore in questione andrà in pensione con il 66.16% del reddito da lavoro ( a valori lordi) e il 75,53% (a valori netti). Il dato che a noi interessa è quello netto, è infatti la pensione netta quella "spendibile" e sulla quale noi dobbiamo fare affidamento. Il lavoratore andrà quindi in pensione con 1.282,33 € netti (15.388 €:12 mesi) al mese nel gennaio 2030, e la pensione coprirà il 75,53% del proprio fabbisogno o tenore di vita (fatto pari al reddito dell'ultimo stipendio ossi 20.375 €). Risulta quindi che quando il lavoratore andrà in pensione avrà circa un ammanco del 24,47% una differenza assoluto annua di 4.986 € , rispetto al reddito da lavoro. Il lavoratore potrà a questo punto decidere di intervinire attraverso la previdenza complentare, per raggiungere lo stesso tenore di vita e coprire il gap, in modo da non sentire differenze rispetto a quando era al lavoro, oppure lasciare il gap aperto e intervenire con altri strumenti,ma questo lo vedremo nel prossimo articolo....

Alessandro Pazzaglia & Adriana Cameli

lunedì, settembre 18, 2006

Calcolo di una pensione, esempio pratico di analisi


Pianificazione Previdenziale

Procederemo ora a fare un esempio di pianificazione previdenziale partendo da un caso concreto, in particolare andiamo a verificare seguendo cinque step i seguenti aspetti:

  1. Analisi della situazione attuale ( redditi e situazione contributiva di previdenza obbligatoria),
  2. Definizione della data di pensione e stima dell'importo atteso,
  3. eventuale partecipazione a forme di previdenza complementare,
  4. Analisi del divario tra tenore di vita desiderato e risorse della pensione pubblica e rendite vitalizie da forme di previdenza complementare,
  5. Aggiunta di eventuali integrazioni con nuove forme di previdenza integrativa individuale per raggiungere il tenore di vita desiderato.
Partiamo dall'Identificativo del soggetto si chiama Sig. M.P. è nato a gennaio 1971, è uomo ed ha svolto un lavoro da dipendente, la situazione reddituale e l'inquadramento professionale, qui ricostruiti per l'intera carriera lavorativa, costituiscono la base sulla quale poggia la stima delle prestazioni pensionistiche riportata in seguito. Tutti i conteggi sono effettuati sulla base della noramtiva vigente, tenendo in debita considerazione gli adempimenti della stessa alle ipotesi di evoluzione attesa dei fattori economici e demografici.Di particolare importanza, in questa ricostruzione, risulta l'aspettativa di evoluzione del reddito negli anni a venire ( specificata in termini di incremento reale della retribuzione annua in %), in quanto sia le pensioni stimate, che le esigenze del tenore di vita, ne sono fortemente condizionate. Le scelte effettuate sono frutto di un'attenta ponderazione tra i dati sotici rilevati per l'intera collettività, le apsettative macroeconomiche e la sua visione specifica. Si presume, inoltre, che a partire dall'anno corrente sino alla data della pensione non ci siano interruzioni della contribuzione.

Nel Prossimo articolo verrà pubblicato il risultato dell'analisi

Alessandro Pazzaglia & Adriana Cameli

venerdì, settembre 15, 2006

Pensione di vecchiaia occupati prima del 01/01/1996














Vecchiaia.....


Spetta al lavoratore al raggiungimento dell'età pensionabile e purchè sia in possesso del requisito minimo richiesto di contribuzione.

REQUISITI:


  1. Età : 65 uomini e 60 donne
  2. Contribuzione : 20 anni

Per chi è valido?:

Lavoratori dipendenti, pubblici e privati nonchè lavoratori autonomi.

giovedì, settembre 14, 2006

Sistema misto







Il Sistema Misto

Si applica ai lavoratori con meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
In questo caso la pensione viene calcolata in parte secondo il sistema retributivo, per l'anzianità maturata fino al 31 Dicembre 1995, in parte con il sistema contributivo, per l'anzianità maturata dal 1° Gennaio 1996. Se però si possiede un'anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni, di cui almeno 5 successivi al 1995, è possibile utilizzare l'opzione per avere la pensione calcolata esclusivamente con il sistema contributivo.
L'opzione non può essere esercitata da chi ha diritto al calcolo con il solo sistema retributivo.

martedì, settembre 12, 2006

Metodo contributivo


1) Campo d'applicazione : lavoratori dopo 01/01/1996
2) Modalità di calcolo : una volta individuato la retribuzione annua dei lavoratori dipendenti o i redditi conseguenti dai lavoratori autonomi o parasubordinati, calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell'aliquota del 33% per i dipendenti mentre quella del 20% per gli autonomi, il 19,70% per i parasubordinati ( il 20% per la quota di reddito eccedente 39.297,00 euro);
3) si determina successivamente il montante individuale che si ottiene sommando i contributi di ciascun anno opportunamente rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del Pil ( prodotto interno lordo ) determnata dall'Istat pari a ( 1,055871 nel 97, 1,053597 nel 98, 1,056503 nel 99, 1,051781 nel 2000, 1,047781 nel 2001, 1,043698 nel 2002, 1,041614 nel 2003,1,039272 nel 2004, 1,040506 mel 2005
4)applicare al montante contributivo il coefficiente di trasformazione che varia in funzione dell'età del lavoratore, al momento della pensione, così come riportato di seguito : 57 4,720%; 58 4,860%; 59 5,006%; 60 5,163%; 61 5,334%; 62 5,514%; 63 5,706%; 64 5,911%; 65 6,136%.

ESEMPIO
I contributi versati e capitalizzati durante la vita lavorativa di un soggetto con 35 anni di contribuzione che decide di andare in pensione a 57 anni sono pari a 346.500 € ( in ipotesi di crescita salariale e pil pari a zero ), la sua pensione annua lorda sarà pari a 18.408 € calcolata nel seguente modo:
(30.000 euro x 33% + crescita media pil in questo caso supposta pari a zero ) x 35 anni= 346.500 € , tale valora moltiplicato per il coefficiente trasformazione montante mi dà la pensione lorda annua, ossia 346500 x 4,720%

Alessandro Pazzaglia

lunedì, settembre 11, 2006

Calcolo con il metodo retributivo


1)Campo d'applicazione: lavoratori che al 31/12/1995 hanno maturato 18 anni di contributi.
2)Modalità di calcolo: media di retribuzione degli ultimi 10 anni per i dipendenti dal 2001, e ultimi 15 anni per gli autonomi dal 2003.
3)Applicazioni: applicazione di un'aliquota decrescente alla retribuzione media così calcolata;

Anzianità maturate fino al 1992
Per le anzianità contributive maturate fino al 31 dicembre 1992 le aliquote di rendimento sono le seguenti:

1) sulla prima fascia di retribuzione annua pensionabile, pari a 39.297,00 €, si applica il 2% annuo;
2) sulla quota superiore, oltre 39.297,00 € fino a € 52.265,01 , si applica l'1,50%;
3) sulla quota superiore che va oltre 52.265,01 fino a 65.233,02, si applica l'1,25%;
4)sulla quota di salario eccedente oltre € 65.233,02, si applica l'1%.

Anzianità maturate dal 1993
Per le anzianità maturate dal 1° gennaio 1993, le aliquote di rendimento sono così modificate:

1) sulla prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari a 39.297,00 € si applica il 2% annuo;
2)sulla quota superiore,oltre 39.297,00 € fino a 52.265,01 € , si applica l'1,60%;
3)sulla quota superiore, oltre 52.265,01 € fino a 65.233,02 €, si applica l'1,35%;
4) sulla quota superiore oltre 65.233,02 € fino a 74.664,30 €, si applica l'1,15%;
5) sulla quota di salario eccedente oltre € 74.664,30 ,si applica lo 0,90%

Per cui per fare un esempio pratico se ho un importo annuo di retribuzione e reddito di 39.297,00 € e ho maturato 40 anni di contributi avrò una pensione annua lorda pari a 31.437,60 € così determinata 2% (aliquota rendimento annuo per fascia di reddito per anzianità maturate al 31 dicembre 1992 vedi sopra) * 40 anni di contribuzione + 2% ( Aliquota rendimento annuo per fascia di reddito per anzianità maturate dal 31 dicembre 1992 vedi sopra ) * 40 anni di contribuzione /2= 80% questo significa che otterrò una pensione annua lorda pari all'80% del reddito medio annuo lordo ossia= 39.297,00 € *80% = 31.437,60 €

venerdì, settembre 08, 2006

Determinanti della Riforma


Il ridursi del numero di lavoratori in servizio ( che pagano i contributi ) e l'aumento del numero dei pensionati ( i cui trattamenti sono pagati attraverso contribuzione degli attivi) hanno reso il nostro sistema precario e bisognoso di riforme strutturali, aumentando il fabbisogno di risorse finanzarie ai fini previdenziali.
Per tali motivi il governo ha deciso attraverso un Ddl delega ancora da "concertare" (entro il 2007), di apportare delle modifiche strutturali.
In agenda in particolare è previsto la rimodulazione dello scalone 2008 ( con incentivi e disincentivi),la revisione dei coefficienti di trasformazione in rendita, il nuovo meccanismo di cumulo tra il lavoro part-time e la pensione, l'intervento sugli ex fondi speciali Inps con disavanzo, l'eventuale anticipo al 2007 della riforma del Tfr e la sua graduale estensione al pubblico impiego.
Molta "carne al fuoco" ..... bisogna aspettare prima di pronunciarsi in modo da poter valutare e comprendere appieno che effetti tali riforme avranno su ciascuno di noi.
Nel prossimo articolo intanto che attendiamo le riforme, procederemo a fare un esempio di calcolo di pensione con il sistema retributivo.

Alessandro Pazzaglia