lunedì, gennaio 17, 2011


La settimana appena trascorsa si è aperta con le stesse incognite della precedente e con gli indici internazionali piuttosto deboli. Una decisa sterzata è arrivata con le notizie riguardanti il buon successo delle aste dei titoli di stato portoghesi, guidati dagli acquisti della Bce, elemento che ha riportato gli indici in territorio positivo. Sui mercati azionari, settimana positiva di rialzo dei principali indici, su dati economici migliori delle attese. La stagione degli utili statunitensi del quarto trimestre sta confermando il trend di crescita di utili e fatturato. Forte rialzo in settimana per i mercati azionari europei del settore bancario e finanziario e quindi per i panieri europei ad alto contenuto finanziario (Ftse Mib, Ibex), mentre hanno sottoperformato i settori europei più difensivi. Emergenti in generale recupero anche se non manca qualche segno meno (come India e Turchia). In campo valutario, si conferma la correlazione tra borse ed andamento dell'Euro: questa settimana la valuta europea recupera sulla generalità dei cross. L'euro si è rafforzato inoltre per via di timori inflazionistici e dalla possibilità di un aumento dei tassi di interesse da parte della Bce.

La minaccia inflazionistica sembra essere sempre più realistica anche per i paesi emergenti. Le banche centrali potrebbero essere costrette a rivedere la propria politica monetaria attraverso il rialzo dei tassi di interesse e la rivalutazione dei cambi. Questo ovviamente causerebbe un freno alla crescita.

In conclusione l'andamento degli indici azionari in settimana ha rafforzato gli indici più deboli mentre ha consolidato quelli più forti, rimane anche rialzista il trend di medio periodo. Restano alti i livelli di ipercomprato e la possibilità di storni o correzioni.

Indice Vix: è ormai sul supporto fondamentale a quota 16, in un contesto di downtrend pronunciato. Sono possibili correzioni e aumenti di volatilità sui mercati azionari nelle prossime sedute

lunedì, gennaio 10, 2011

Settimana di rientro...


Settimana di rientro dalle festività che ripropone interessanti temi per le varie asset class. Il 2011 si è aperto su una nota positiva, con dati economici più forti del previsto, azioni in rialzo ed obbligazioni in ripiegamento. Tra gli indici azionari del Vecchio Continente troviamo segni più per Dax, Cac, Ftse e persino Ftse Mib, quest'ultimo grazie alla componente "Oil" del paniere; in calo pesante solo l'indice spagnolo. Gli indicatori sono in forte ipercomprato per cui molto probabilmente sono possibili sull'azionario dei ribassi per fare uscire gli indicatori da questa fase. Gli spread dei paesi periferici di Eurolandia hanno subito l'ennesimo allargamento, anche se Spagna e Portogallo hanno comunicato di essere in grado di centrare gli obiettivi di deficit per il 2010. Nonostante questo, i credit default swap sui debiti pubblici dei paesi europei periferici sembrano mostrare che il mercato prevede un peggioramento della situazione in essere. Ne è conferma l'aumento degli spread dei titoli del debito bancario area euro senior e la caduta dell'Euro rispetto le principali valute.

Le materie prime sono risultate in calo di circa il 2% questa settimana, su timori che la stretta monetaria in atto in Cina possa determinare un calo della domanda. Anche le voci di regolamentazione per impedire a singoli operatori di detenere rilevanti quote dello stock di materie prime presso le borse merci a contribuito al ridimensionamento delle quotazioni.
Grafico Euro vs Franco Svizzero: il cross eur/chf fa registrare nuovi minimi, la debolezza dell'euro è determinata dall'incertezza sul debito pubblico dei paesi periferici di Eurolandia.

mercoledì, dicembre 22, 2010


Il titolo ha toccato i 47 euro per cinque volte ritornando indietro, mostra una figura ad accumulazione posizionarsi long alla rottura delle resistenza a 47 euro, occhio ai falsi segnali!molto importante vedere i volumi

Settimana di borsa che conferma le difficoltà europee in tema di debito pubblico governativo. Tra le asset class di investimento si sono registrate forti diminuzioni dei prezzi dei titoli di stato a causa della crisi dei paesi europei che sembra ora allargarsi anche verso Francia e Germania: ne è evidenza il ribasso del bund tedesco. In questo contesto di incertezza, gli investitori visto i rialzi dell'azionario delle ultime settimane sembrano spinti verso attivi più rischiosi. Tra questi selezionando i settori meno indebitati, come l'azionario industriale. I titoli invece bancari e assicurativi, avendo in bilancio quantità elevate di titoli di stato rimangono sfavoriti dagli investitori. La situazione dei mercati appare ancora statica con gli indici azionari occidentali vicini ai massimi del 2010 ( Dax, s&P 500, nordici), mentre gli emergenti stanno tirando ancora il fiato, dopo il surriscaldamento degli ultimi mesi. Sul mercato dei cambi dopo il rally di inzio anno, il dollaro sta terminando il 2010 in ribasso del 3% rispetto alle principali valute. Molto probabile che l'andamento del biglietto verde possa continuare in modo erratico, con ampie oscillazioni indotte dai deficit fiscali negli Stati Uniti e dalla debolezza dell'Europa perifierica. Tra le commodities da segnalare la fase di consolidamento dell'oro. Ancora in ripiegamento gli indici obbligazionari, anche emergenti. Ripiega verso i minimi di periodo il Vix, elemento da non trascurare in quanto le probabilità di una fase correttiva di breve diventano piuttosto elevate. Allego grafico Vix : l'indice si appoggia a quota 16, in un contesto ribassista, potrebbe preludere a improvvisi aumenti di volatilità.

lunedì, dicembre 13, 2010


Settimana di borsa contrastata in settimana per le borse internazionali che mantengono una struttura tecnica positiva nel trend generale, manifestando però sul breve tendenze distinte. In settimana la notizia che ha influito maggiormente sugli indici azionari è stata la decisione da parte degli Stati Uniti di estendere i tagli d'imposta introdotte dalla vecchia amministrazione Bush e di introdurne di nuove. Il fine è quello di stimolare l'economia americana nel breve a tal punto di compensarne i costi di manovra. L'indice s&P 500 si conferma infatti in settimana l'indice più forte ne è conferma la chiusura verso i massimi di periodo. La crescita rimane comunque ancora stagnante ed è ancora prematuro parlare di espansione; gli effetti di stimolo infatti sono indotti dall'esterno dalla politica monetaria e fiscale anzichè creati dai player di settore; imprese, banche, famiglie e pubblica amministrazione.

In area euro si è assistito invece ad un'ulteriore ampliamento degli spread della periferia dell'area, con l'eccezione dell'Irlanda che ha approvato nuovo budget di austerità. Gli spread rimarranno tuttavia sotto pressione per via di cospicue nuove emissione obbligazionarie nel 2011.

I mercati emergenti hanno invece sofferto in settimana, in primo luogo Turchia e India. Il primo corregge all'interno del proprio trend rialzista mentre il mercato indiano, come pure altri paesi Bric come Brasile e Cina, sta tirando il fiato ( indice Bric -4,6% ad un mese). Riscontri positivi invece per Corea, Malaysia, Messico e Sudafrica. In settimana da sottolineare il dato di inflazione cinese al 5,1% e le conseguenze che tale dato potrebbe avere a livello globale se il governo cinese decidesse di introdurre ulteriori misure restrittive per correggerlo.

Sul fronte valutario, L'Euro si è indebolito verso tutte le valute, in particolare Sterlina inglese e Franco Sivzzero. La tensione sul debito periferico ancora non riesce a trovare uno sbocco definitivo, tanto da condizionare anche il mercato obbligazionario governativo. Le scadenze più lunghe, infatti, perdono in settimana tra lo 0,60% e lo 0,70%. (allego grafico bund; la quotazione del bund hanno infatti stornato verso i primi supporti a 129 e ora si appoggia al supporto statico in area 125).

lunedì, dicembre 06, 2010

Settimana tonica


Settimana di borsa tonica con recuperi su tutte le borse internazionali. Gli indici si portano di nuovo vicino ai massimi di breve. L'S&P 500 chiude la settimana sui massimi annuali in area 1220, nonostante il dato sull'occupazione americana che rimane preoccupante . Il bilancio settimanale rimane quindi positivo per azioni e materie prime, mentre negativo per le obbligazioni. Il mercato obbligazionario della zona periferica europea continua a registrare forti tensioni per l'indecisione dei paesi membri sulla politica di salvataggio da attuare verso i paesi dell'area euro in crisi. Bene in settimana l'asta di titoli pubblici spagnoli. Le tensioni, tuttavia, sul mercato obbligazionario europeo non sono finite. Bisogna aspettare le prossime pesanti scadenze di rimborso dei titoli di stato spagnoli e portaghesi per sciogliere la prognosi sullo stato di salute delle rispettive economie.

Sul mercato azionario, bene il Dax che chiude molto vicino ai massimi del 2010, trainato dai settori che, anche in ambito europeo si confermano come i più forti (Industriali, Chimica, Auto, Beni per la casa e la persona). Rimangono sottoperformanti, invece, bancari, assicurativi, utilities e telecom. Il loro andamento ribassista si riflette sulla minor performance di indici come Ibax e Ftse Mib a forte contenuto finanziario, penalizzati anche dall'aumento del rischio paese.

Riguardo le materie prime, settimane caratterizzata da robusti rialzi, dopo la correzione di metà novembre (sia energetiche, sia metalli preziosi) . Le quotazioni sono sostenute dalla domanda crescenti dei paesi emergenti. Ancora debole il Bund, ormai giunto comuque a supporti di discreta valenza.

Focus sul Ftse Mib; l'indice mantiene una bassa forza relativa rispetto all'azionario europeo. L'indice già da tempo sta facendo registrare massimi decrescenti. Pericolosamente vicino si supporti di area 19800 e sotto la trendline rialzista di medio periodo, rotta la scorsa settimana. (vedi grafico)

lunedì, novembre 22, 2010


La scorsa settimana ci sono stati dei risvolti contrastanti per gli indici internazionali. La correzione di mercato è stata innescata da Cina e dai paesi periferici dell'area Euro. Il mercato ha visto alternarsi fasi positive a correzione più o meno marcate; nel complesso però non è cambiato il quadro tecnico in maniera significativa. Una correzione fisiologica quindi, giustificata da un rialzo che dura ininterottamente da dieci settimane. Tra i mercati più profittevoli, si evidenzia, una volta tanto, il Nikkei, capace di recuperare posizioni fin tanto da tornare sopra 10000 punti. Il Dax, invece, conferma la sua forza facendo segnare il miglior rendimento tra i mercati europei; quello peggiore, invece, spetta all'Italia. Il motivo è da ricercare nella debolezza del settore bancario italiano, il settore in settimana infatti registra un -1,6%.

Sul mercato obbligazionario, settimana di nuovi ribassi dei prezzi soprattutto in Europa sulla scia della crisi irlandese. Riamane ancora da vedere che ripercussioni avrà la crisi Irlandese soprattutto sui paesi più deboli, Spagna e Portagallo in primis.I due paesi non risultano così vulnerabili quanto l'Irlanda il cui sistema bancario ha di recente aumentato la propria dipendenza dalla Banca Centrale europea.

Anche le materie prime hanno ceduto terreno questa settimana sempre in risposta alla stretta monetaria cinese (che ha aumentato di mezzo punto il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche), il loro andamento sarà quindi molto influenzato dalla capacità della Cina di poter frenare le spire inflazionistiche senza compromettere la crescita economica. In settimana anche oro e petrolio si sono mossi in correzione.

lunedì, novembre 15, 2010


Settimana di borsa negativa per quasi tutte le borse internazionali, sia quelle dei paesi sviluppati sia quelle emergenti. In particolare in Europa hanno sofferto ancora il Ftse Mib e il Cac, mentre solo la Germania ha limitato i danni.Le ricorrenti crisi tra i paesi membri dell'Unione monetaria europea stanno spingendo i paesi più solidi come la Germania, a richiedere la creazione di un meccanismo permanente di risoluzione delle tensioni finanziarie. La settimana ha visto ampi allargamenti degli spread, con un recupero finale sulle voci d'accesso dell'Irlanda ai fondi d'emergenza; questo ha causato una caduta degli indici obbligazionari. Sui mercati azionari gli indici americani hanno fatto segnare un 2% di perdite, ma sono state superiori le perdite dei paesi emergenti, tra cui spicca il Brasile, India e Cina. Quest'ultima mostra una situazione di surriscaldamento congiunturale, che ha prodotto il recente rialzo dell'inflazione (giunta al 4,4% ) . Importanti repercussioni sull'economia globale deriverà dal modo in cui Pechino gestirà questo surriscaldamento, se utilizzerà strumenti che vanno a rallentare la crescita o se interverrà con altri strumenti per allentare la pressione.

A livello settoriale si sono mantenuti positivi solo il comparto Auto e quello dei Beni per la casa e la persona, ma hanno limitato le perdite anche gli Industriali. Segni meno per gli Assicurativi, i Materiali da Costruzione e per il Settore Volo.

Sul mercato dei cambi, l'incertezza sui tempi d'accesso dell'Irlanda ai fondi di emergenza ha visto recuperare tutti i cross verso l'Euro, con il Dollaro che recupera quasi il 3%.

Questa settimana l'attenzione sarà rivolta alla tenuta del trend di breve dell'S&P 500, e all'ipotesi che una sua violazione potrebbe generare effetti correttivi nel breve. Il trend di medio e lungo rimane comunque positivo. In forte correzione anche le materie prime, anche se l'apprezzamento del dollaro ha attenuto in senso contrario le perdite, il motivo dello storno è da ricercare nella Cina e nella politica di raffreddamento della sua economia, essendo essa stessa la principale fonte di domanda di materie prime a livello globale.

lunedì, novembre 08, 2010


Settimana di borsa molto positiva per i listini internazionali che si rinforzano sulle notizie provenienti dagli USA; dalla monovra annunciata dalla Fed, dalle elezioni di midterm, e dai dati di crescita più forti delle attese. Questi tre eventi hanno prodotto effetti positivi per i prezzi degli assets sia per l'azionario sia per l'obbligazionario governativo. Riguardo all'esito elettorale, la vittoria dei Repubblicani rende più probabile concessioni della Casa bianca alle imprese. Riguardo la nuava fase di easing quantitativo (immissione di circa 900 miliardi di dollari fino alla fine di giugno 2011) spinge a spostare i propri asset dall'obbligazionario (meno attraente in un'ottica di lungo termine sia per la minore remuneratività che per l'accresciuto rischio di inflazione) all'azionario.Riguardo l'ultimo elemento, i dati di crescita oltre le attese fanno propendere a una visione rialzista del corrente trimestre.

Nella settimana appena trascorsa le cattive notizie sono arrivate invece dall'Europa, con l'aumento del premio per il rischio del debito dell'area Euro, in particolare quello irlandese. Questo ha comportato nell'area euro ad un indebolimento del settore finanziario e degli indici ad alto contenuto finanziario, come Ftse Mib e Ibex, con vendite generalizzate, mentre ha premiato i settori ciclici come Basic Materials e Chimici. In ambito settoriale deboli Retail, Banche, Tecnologici e Utilities. L'ottima performance dei titoli del comparto dei materiali di basi va di pari passo con l'eccellente andamento di tutti gli indici emergenti, e del deprezzamento del dollaro. In ambito valutario, l'Euro mostra ancora forza verso il Dollaro USA e le altre valute, ma è chiaramente frenato dai problemi irlandesi; si apprezza rispetto all'Euro il Franco Svizzero (vedi grafico)

martedì, novembre 02, 2010

Settimana di borsa più volatile rispetto alle precedenti, con i mercati azionari internazionali che ritracciano sia per prese di profitto sia per il riaffaciarsi di nuovi timori per il comparto bancario globale. Per l'area Euro ritracciano con maggior forza Spagna e Regno Unito mentre fanno meglio Germania e Italia. Male il Giappone che mostra una maggior debolezza rispetto a tutti gli indici. Per i mercati emergenti segno più per il Messico e Malesia, mentre ritraccia pesantemente Turchia, la peggiore, dopo Brasile e India. America chiude la settimane leggermente in positivo. Bene l' S&p 500 che rimane rialzista nel breve dopo il superamento di area 1130 e il raggiungimento del primo obiettivo a 1170, ora punta verso i massimi del 2010 a 1220. Nasdaq e Dow Jones prossimi alle resistenze. Per l'indice più rappresentativo europeo, il Dax, continua la sua risalita dopo il superamento delle resistenze poste a 6300 punti. L'indice italiano rimane ancora ribassista nel medio periodo, mentre laterale nel breve. Per i settoriali area euro, prende forza il settore telecommunicazione e utilities, mentre perdono posizioni i titoli ciclici ; industriali, tecnologici e materiali in testa. Tra le valute da segnalare il recupero della sterlina sull'euro e il continuo apprezzamento in settimana dello yen. Bund : quotazione che dopo l'impennata in area 133 (resistenza) storna verso 128-129, supporto valente. Indicatori che escono dall'ipercomprato.

lunedì, ottobre 25, 2010


Dopo sei settimane di forti acquisti di asset rischiosi, il mercato in settimana si prende una pausa per consolidare i rialzi registrati.

Nel mercato azionario spicca l'indice tedesco Dax, di nuovo confermatosi come mercato ad alta forza relativa. Recupera anche la borsa Italiana sulla scia della buona performance del settore bancario.

Rimane poco mosso invece il mercato americano, mentre quello giapponese rimane senza spunti di rilievo. Si fermano anche i mercati emergenti in settimana tranne la Russia. Si conferma invece molto tonico l'indice azionario Turco.

Tra i settoriali europei, i maggiori rialzi in settimana sono stati il comparto auto, quello delle bevande e della chimica, mentre i maggiori ribassi sono stati registrati nei titoli farmaceutici, quelli dei media e delle telecomunicazioni. Nel mercato forex, l'Euro continua a segnalare la propria forza, in particolare verso Franco Svizzero e Sterlina Britannica. Deboli in genere le materie prime, con l'oro e i preziosi che stornano dopo settimane di rialzi. Le prospettive restono però favorevoli, per effetto della domanda dei paesi emergenti prevista nei prossimi mesi, e in alcuni casi per lo squilibrio previsto tra domanda e produzione, ma l'indebolimento della produzione globale nel quarto trimestre potrebbe agire da freno alle quotazioni.

I mercati rimangono in attesa del FOMC del 3 novembre in cui sarà più chiara la manovra che la Fed ha intenzione di intraprendere per contrastare un eventuale rallentamento economico e il pericolo deflazione. Se la Fed dichiarasse di voler proseguire il proprio obbiettivo di politica macroeconomica di stabilità dei prezzi e piena occupazione, allora, gli attivi più rischiosi ed obbligazioni high yield sarebbe favoriti dagli investitori.
Grafico Baltic Dry Index

lunedì, ottobre 18, 2010


Settimana dominata dal discorso di Ben Bernanke alla Fed di Boston sulle manovre che la banca centrale americana intende intraprendere per contrastare eventuali rischi deflazionistici. Il mercato rimane incerto non riuscendo a prevedere quale rischio si dovrà affrontare nei prossimi anni se un periodo di deflazione o di inflazione. Il rally dei Treasuries legati all'inflazione mostra il fatto che la Fed tenterà attraverso la prossima manovra di easing quantitativo, di aumentare l'inflazione. L'aumento della liquidità attuato attraverso il riacquisto di titoli di stato ha l'obiettivo di attuare una politica monetaria espansiva finalizzata a sostenere la crescita economica. L' "effetto ricchezza" si genererà dapprima nei mercati finanziari con la speranze di indurre successivamente a stimolare consumi e investimenti nell'economia reale. Queste possibili manovre hanno spinto sull'acceleratore i mercati azionari nella scorsa settimana, ma attenzione alle possibili ripercussioni sulla parte obbligazionaria, soprattutto sui titoli a più lunga scadenza.La seduta di mercoledì, in particolare, ha visto molti indici rompere importanti resistenze; un esempio la rottura del Dax di quota 6300 . Anche l'indice cinese è pronto a rompere la resistenza che lo ha bloccato a partire da metà dello scorso anno. Per il mercato valutario il dollaro continua a deprezzarsi: il movimento sembra per ora confermare che gli Stati Uniti continueranno ad indebolire il dollaro rispetto alle valute del resto del mondo. Sterlina rimane stabile. Ancora forti le materie prime, non solo tutti i metalli preziosi ma anche il comparto di quelli industriali. Da segnalare l'andamento dell'oro che ha toccato il prezzo record di 1381 dollari l'oncia prima di correggere; l'andamento di apprezzamento è stato sostenuto dalla possibilità di un forte aumento delle aspettative inflazionistiche. Anche il petrolio conferma il proprio movimento rialzista, spinto dal deprezzamento del dollaro ma anche da attese di forte incremento della domanda da parte dei paesi emergenti.

lunedì, ottobre 11, 2010


Nel corso della settimana è proseguito il movimento di rivalutazione di tutti i mercati spinti al rialzo dagli interventi messi a segno dalle banche centrali volti a sostenere la crescita economica. Questa situazione ha ridotto il rischio di ribasso dei mercati, aumentandone il potenziale rialzista di breve termine, nonostante i dati macroeconomici mostrino ancora una certa debolezza ( la stima Adp ha evidenziato infatti la perdita di 39.000 posti di lavoro a settembre in america deludendo le previsioni degli analisti che si attendevano invece la creazione di 20.000 posti). In settimana inoltre il rialzo del petrolio e quello generalizzato di tutte le commodities ha spinto all'insù tutti i mercati ricchi di materie prime. Per i mercati bene alcuni emergenti (Corea, India, Malaysia, Turchia) che segnano nuovi massimi di periodo, mentre il Brasile si avvicina al massimo precedente. Nella settimana appena chiusa il movimento al rialzo ha coinvolto anche le borse del Vecchio continente, confermando il Dax come mercato con la migliore impostazione tecnica e di trend. Molto importante per il perseguimento del trend la rottura della resistenza a 6300 punti. Tra i settoriali molto bene in Europa il settore Auto, Chimico, e Materiali di base, in coda invece rimane il settore Bancario, Assicurativo e Utilities.

Nelle valute, continua il rally dell'Euro verso Dollaro e Sterlina, avvicinandosi alle trendline ribassiste di lungo. La forza della valuta europea vanifica i rialzi per l'investitore europeo di materie prime e bond emergenti il cui andamento rialzista è visibile dal grafico allegato.

lunedì, ottobre 04, 2010


La settimana appena conclusa è stata caratterizzata da due temi principali: nel primo si sono rafforzati i timori sulla sostenibilità del debito dell'area Euro (Portogallo, Spagna e soprattutto Irlanda), dall'altro le buone notizie rinvenienti dall'economia americana che evidenzia una situazione positiva ( le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nell'ultima settimana sono scese a 453.000 unità, in misura superiore alle previsioni degli analisti che si attendevano un calo più contenuto, a 458.000 unità, migliori delle attese anche il Prodotto interno lordo, la cui lettura definitiva relativa al secondo trimestre a evidenziato un incremento dell'1,7%, superiore al consensus che era per una conferma del dato preliminare, a 1,6%, l'indice Chicago Pmi che a settembre è salito a 60,4 punti dai 56,7 del mese precedente, sorprendendo gli analisti che si attendevano un calo a 56 punti).

In settimana le preoccupazioni sui debiti sovrani dell'area Euro non sembrano tuttavia contrastare il rafforzamento dell'Euro, che recupera terreno verso la qualità totale delle valute.

Le preoccupazioni invece si sono fatte sentire sull'azionario europeo; (il dato peggiore l'ha segnato la Spagna con -2,83% , Francia -2.11% ). Bene invece l'azionario dei paesi emergenti con l'ottima performance del Brasile +3.82% seguito dal South Africa e dalla Russia con il 2,23% e 2,11% trascinati al rialzo dal prezzo del greggio.

Per quanto riguarda i settoriali per l'area euro da segnalare la maggior forza del settore Auto e Chimica e Industriali, mentre i peggiori rimangono il settore Bancario Assicurativo e infine Utilities.

Oro Petrolio e Bund laterali nel breve.

lunedì, settembre 27, 2010


La settimana appena trascorsa ha avuto un andamento molto particolare; molto fiacco fino a venerdì poi rialzi significativi su finire di seduta, convincenti per volumi. Probabili quindi nuovi allunghi e nuovi massimi di periodo. Questo riguarda sia gli indici più forti, per i mercati il Dax, per i settoriali con maggior forza (Personal, Chimica, Auto, Retail e Industriali), sia per quelli più deboli (vedi Ftse Mib). Da segnalare nell'ultima settimana il rafforzamento dell'Euro su tutte le principali valute; Dollaro, Sterlina e allo Yen. La settimana scorsa, infatti, è stata dominata dall'annuncio della Fed, che conferma di essere pronta a procedere ad un nuovo round di easing quantitativo. Ciò ha causato, come prevedibile, un deprezzamento del dollaro, un rally dei Treasuries e conseguente recupero dell'azionario e dell'oro. Venerdì a dare sostegno al movimento all'insù degli indici è stato, inoltre, il dato del leading indicator Usa che si è rafforzato più delle attere. Un aiuto è venuto anche dal ministro del Tesoro Usa; Geithner, fiducioso nella ripresa dell'economia.

lunedì, settembre 06, 2010


Settimana di positività delle borse internazionali che recuperano in maniera generalizzata. Gli incrementi oscillano tra il 3% e il 4% e arrivano dopo un mese di agosto di contrazione. Il rimbazlo è partito dalla parte bassa dell'indice americano S&P 500; sul frame weekly, infatti, tra 1030 e 1130, si sta giocando la partita per il trend dei prossimi mesi. Sulla scia delle borse americane, le borse europee chiudono la settimana in terreno positivo; da segnalare la perdita di forza dell'indice tedesco, il Dax, pur mantenendo un trend decisamente migliore rispetto ad altri indici. Soffre invece sul mercato azionario quello giapponese, spinto al ribasso dalla rivalutazione dello Yen. Tra le commodities, in laterale il greggio mentre l'oro si è riavvicinato ai suoi massimi storici. Il bund storna da quota 135, anche se non sono da escludere fiammate di recupero. Il mercato in generale attende segnali convinti ma solo il superamento di area 1130 di S&P 500 potrà dare linfa al movimento. In settimana a sostenere gli acquisti del mercato azionario hanno contribuito l'atteso report sul mercato del lavoro che se da un lato ha evidenziato un tasso di disoccupazione in rialzo al 9,6%, nel mese di agosto da 9,5% di luglio, in linea con le attese, dall'altro ha visto gli occupati nei settori non agricoli diminuire in misura inferiore alle attese: i posti persi sono stati 54.000, gli stessi del mese precedente (il dato è stato rivisto da -131.000 a -54.000 ) a fronte di attese per una contrazione di 106.000 unità. Gli indici inoltre in settimana si sono rafforzati soprattutto dopo le notizie incoraggianti giunte dall'Australia, il cui Prodotto interno lordo è risultato superiore alle attese, e dalla Cina, dove l'indice Pmi manufatturiero è tornato nel mese di agosto oltre i 50 punti, spartiacque tra contrazione ed espansione del settore.

lunedì, agosto 23, 2010

Seduta negativa quella di venerdì a Wall Street a causa dei timori per la ripresa economica. A pesare sull'umore degli investitori una serie di dati macroeconomici decisamente poco incoraggianti: le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione nell'ultima settimana sono salite a 500.000 unità, attestandosi sui massimi da novembre 2009, deludendo le previsioni degli analisti che si attendevano invece un calo a 480.000 unità. Delusione anche dal Superindice che, nonostante nel mese di luglio abbia mostrato un incremento dello 0,1% (-0,3% il dato rivisto relativo a giugno), si è attestato sotto il consensus, fissato a +0,2%, e dall'indice Philadelphia Fed, scivolando in agosto a -7,7 punti dai 5,1 di luglio, sotto le attese, ferme a 7 punti.
I dati hanno persino annullato quelli positivi diffusi giovedì prima dell'apertura, che hanno indicato un incremento del 13% per l'indice settimanale delle richieste di mutui (quelle per l'effettivo acquisto di un immobile hanno registrato una flessione del 3,4%) e del 17% per le domande di rifinanziamento.
Male ancora il settore immobiliare, con le licenze di costruzione che hanno registrato un calo del 3,1% a 565.000 unità, risultando superiore al consensus, fermo a 576.000 unità, e i nuovi cantieri edili che benchè in rialzo dell'1,7% a 546.000 unità, si sono rivelati inferiori alle previsioni degli analisti che si attendevano un rialzo a 560.000 unità.
In linea con le attese i prezzi alla produzione, saliti dello 0,2% (il dato "core" ha evidenziato un incremento dello 0,3%, superiore a quello dello 0,2% del consensus).
Migliore delle attese si è invece rivelata in settimana la produzione industriale che a luglio ha registrato un rialzo dell'1%, ben superiore al +0,5% previsto dal mercato, così come la capacità di utilizzo degli impianti, salita al 74,8% dal 74,1% di giugno, oltre il 74,5% atteso.
Infine da segnalare le indicazioni giunte dall'Università del Michigan, il cui indice di fiducia dei consumatori nella sua versione preliminare in agosto ha evidenziato un incremento a 69,6 punti dai 67,8 del mese precedente, attestandosi oltre le attese, ferme a 69 punti

martedì, agosto 03, 2010


Mercati molto indecisi in settimana. A beneficiarne sono stati in settimana i settori bancari e finanziari, sempre sulla scia degli stress test, di conseguenza gli indici spagnolo e italiano che hanno al loro interno una composizione sovrapesata sui titoli bancari. Negativi invece i mercati americani dopo un dato sul Pil sotto le attese. Interessante l'andamento del S&P 500 dopo la rottura dei 1100 punti martedì l'indice ha ritracciato mercoledì e giovedì, per poi chiudere recuperando i 1100 solo a chiusura di venerdì. La tenuta dei 1100 sarà molto importante per avviare un'inversione di trend rialzista.


Per quanto riguarda il mercato europeo, L'Eurostoxx 50 segna minimi crescenti ancora da confermare però l'avvio di un trend rialzista dopo i ribassi degli ultimi mesi; solo la rottura dei 2800 punti confermerebbe un'inversione di trend.


Il Dax ha una situazione molto simile all'Eurostoxx 50, molto importante sarebbe il superamento dei 6350 punti: massimo precedente. Il nostro indice, invece, Ftse Mib, rompe la resistenza a 21000 punti, prossimo obbiettivo la ricopertura del gap del 28 aprile a 22000 punti circa. Da confermare ancora se il superamento dei 21000 punti possa essere un falso segnale "una trappola" per un ritorno al trading range precedente, agosto ne sarà il banco di prova.


Sul fronte delle commodities, continua la fase di debolezza dell'oro mentre il petrolio conserva il suo trend lateral positivo. In ambito valutario, ancora tonico nel breve l'Euro verso il Dollaro mentre la Sterlina ha guadagnato posizioni.


Grafico andamento interessante: Euribor 1 3 6 mesi

martedì, luglio 27, 2010


Nella settimana degli stress test per le banche europee, i mercati internazionali hanno fatto segnare buoni progressi. In primo piano soprattutto i mercati emergenti: Brasile, Russia e Cina hanno chiuso una settimana con rialzi superiori al 4%, ma anche il mercato turco mostra decisamente una maggiore forza rispetto ad altri indici.

Seduta in netto rialzo la scorsa settimana in america grazie anche alle buone indicazioni giunte dal fronte societario. Neppure i dati negativi provenienti dal mercato del lavoro hanno intimorito i mercati. Gli acquisti si sono poi intensificati in settimana sulla scia delle notizie giunte dal settore immobiliare e dal superindice che ha sorpreso lievemente le stime al ribasso degli analisti.

Le borse stanno in generale migliorando la situazione tecnica e quelle in cui il trend già lo era, come il Dax, confermano la positività della tendenza.

Per L'S&P 500 dopo aver fatto segnare minimi decrescenti, il trend migliora, ne è conferma il superamento della dinamica ribassista di medio. Molto importante ora il superamento delle resistenze a 1110 e 1150.

Per quanto riguarda l'Europa, ancora bene il comparto dei titoli industriali, le auto, il food&beverage e i beni per la casa/persona. Bene anche il settore bancario, dopo gli stress test male invece il settore Health Care. Sul fronte monetario, l'Euro si indebolisce verso Dollaro e Sterlina. In ambito obbligazionario, debole il Bund mentre i paesi emergenti mantengono un trend invidiabile.

Tra le commodities, bene anche il petrolio che recupera delle posizioni mentre l'oro ha ancora una bassa forza nel breve termine, pur conservando un trend positivo nel medio lungo.

Grafico Gold


lunedì, luglio 19, 2010


Venerdì i mercati hanno chiuso con forti ribassi e con chiusure vicine a minimi intraday. Per quanto riguarda gli indici americani i forti ribassi di venerdì confermano il trend ribassista in atto: manca però ancora la violazione del minimo precedente per completarne il trend. Sull'Europa, l'Eurostox 50 chiude la settimana con un forte ribasso, per ora l'indice però mantiene una configurazione tecnica migliore rispetto a quella americana. Il ritracciamento di venerdì dell'indice ue infatti segue una serie di rialzi consecutivi, avvenuti nella prima metà del mese di luglio: potrebbe quindi essere salutare una pausa e un ritracciamento prima di riprendere nuovi rialzi, anche questo però da confermare in settimana.

La chiusura molto debole di venerdì degli indici americani è stata generata dalla delusione per i dati di bilancio del secondo trimestre riportati da alcuni grandi compagnie, come General Eletric, che è risultata sotto le attese degli analisti. Anche i risultati del secondo trimestre delle banche statunitensi (Jpm Morgan, Bank of America, Citigroup), pur positive non hanno entusiasmato il mercato.Oltre le trimestrali, anche i dati macroeconomici americani della settimana mostrano un indebolimento del quadro economico americano. Le minute della Fed del 22 e 23 giugno segnalano un lieve ridimensionamento delle stime di crescita ed un lieve aumento di quelle relative alla disoccupazione. La Fed infatti prevede che con l'attuale trend di crescita il vuoto di attività causato dalla crisi non sarà colmato prima di 4 -5 anni. E' proprio il commercio estero e la manifattura che contribuiscono a limare le stime di consenso sulla crescita americana del secondo trimestre. Infine l'andamento deludente del mercato del lavoro è alla base del deterioramento della fiducia dei consumatori in luglio, espressa dall'indice elaborato dall'Univeristà del Michigan.

Per quanto riguarda gli indici internazionali hanno ripiegato in modo più vistoso gli indici più deboli, come il Ftse Mib e Ibex, mentre il Dax e Nordici confermano la loro forza.

Per quanto riguarda i settori europei la scorsa settimana recuperano quello dell'Auto e degli energetici mentre cedono il passo i Bancari e gli Assicurativi e le Risorse di base. Tra le valute, l'Euro continua la fase di rimbalzo slegandosi di fatto dalla correlazione positiva con i ribassi di mercato. La valuta europea guadagna posizioni su Dollaro e Sterlina. Ancora laterale il trend del petrolio, mentre l'oro sta attraversando una fase di debolezza nel breve. Bund mantiene invece un'impostazione laterale di breve, mentre rimane rialzista di medio e lungo vedi grafico.