Mercato Americano Inizio ultima settimana di marzo con apertura in rialzo per il mercato americano; a trainare gli acquisti il dato sull'inflazione risultata nulla su base mensile, dell'1,3% su quella annuale, parte bassa del range tra 1% e 2%. Queste indicazioni hanno ridato fiducia nella capacità della ripresa economica, fornendo nuovi spunti rialzisti. Martedì ,invece, sui mercati è tornata a regnare l'incertezza sui mercati, sulla scia dei dati relativi al settore immobiliare, inferiori alle previsioni, i listini hanno perso via via terreno anche per via della riduzione del rating dell'Islanda ( Moody's rivede il rating sul paese a Baa3 da stabile a negativo), e dal deludente esito dell'asta di bond greci a dodici anni, di cui è risultata venduta solo metà. Solo a fine settimana i listini hanno ripreso a crescere in modo più robusto annullando l'incertezza che ha regnato sui mercati per metà settimana. A sostenere i listini hanno contribuito i dati sul mercato del lavoro diffusi venerdì a mercati parzialmente chiusi; i dati hanno evidenziato la creazione di 162.000 posti di lavoro nei settori non agricoli a marzo.
Produzione Industriale è scesa a febbraio dello 0,9%, rispetto al mese precendente, primo risultato negativo dopo 11 mesi consecutivi di crescita. Il dato annuale invece la stessa rilevazione ha fatto segnare una crescita del 31,3% a fronte di un valore atteso pari a 31,7% ed una crescita del 18,5% nel mese precedente. Il Tasso disoccupazione è risultato pari al 4,9% a febbraio in linea con le attese degli analisti ma con un numero di disoccupati superiore dell'8,4%, rispetto all'anno precendente. Il Dato relativo ai Consumi di febbraio infine ha fatto registrare un calo dello 0,5%, risultato negativo per la prima volta negli ultimi 7 mesi. Martedì i dati macroeconomici rilasciati hanno messo in evidenza una situazione in chiaro scuro; se l'indice di Fiducia delle Imprese è risultato in crescita a marzo a quota 45,8 i Nuovi Cantieri edili di febbraio hanno fatto registrare un calo del' 9,3% su base annuale (previsione erano per un calo del 1%).
Mercato Europeo
L’attività manifatturiera nella zona euro è cresciuta il mese scorso al ritmo più rapido in oltre tre anni, spinta dalla forza degli ordinativi e della produzione. L’indice Pmi Market in marzo è migliorato a 56,6 da 54,2 in febbraio, oltre la stima iniziale di 56,3. Si tratta della lettura migliore dal novembre 2006 e della conferma per il sesto mese consecutivo dell’espansione della manifattura europea.Importante il dato sul tasso di disoccupazione dell'eurozona a febbraio. I dati diffusi dall'Eurostat evidenziano un rialzo del tasso di disoccupazione al 10% dal 9,9% di gennaio. In linea con le attese la Germania: -31mila disoccupati a marzo, tasso 8%.
Indice sulla fiducia dei consumatori europei stabile a 17 punti a marzo. Dato in linea con le attese del mercato. In rialzo invece l'indice sulla fiducia economica passato da 95,9 a 97,7 punti.





Nella settimana appena conclusasi, gli indici americani hanno corretto fino a toccare i supporti di breve, senza violarli. Per quanto riguarda il Dow Jones, tocca gli 8290 punti e poi risale recuperando la mm200. Rimane per ora in fase laterale. Il Nasdaq Composite invece staziona intorno ai 1800 punti in fase laterale chiudendo invariato su un time frame settimanale. Sostanzialmente in fase laterale anche gli indici europei. Il Dax tocca i 4650 punti, supporto di breve, per poi ripartire: rimane ancora sotto la resistenza dei 5000 punti.


