Il blog ha lo scopo di supportare l'investitore sui principali temi della finanza,in modo del tutto avulso da logiche di vendita
lunedì, settembre 08, 2008
S&P 500
lunedì, settembre 01, 2008
Commento ai mercati
Nella settimana appena trascorsa la situazione dei mercati è rimasta immutata.Gli indici americani dopo alcune sedute positive hanno chiuso in modo debole. Meglio invece gli indici europei, risultati più tonici.
Restiamo in presenza di un movimento rialzista di breve periodo e ribassista di medio lungo.
Ricapitolando l'andamento degli indici americani, si conferma il trend ribassista di lungo periodo iniziato a gennaio 20008. Nonostante, infatti, il recupero registrato tra marzo e maggio, subito dopo circa il 15 di maggio si è riaffermato il trend primario ribassista.A oggi il trend continua a oscillare intorno ai 1265 - 1300, ma mantiene una tendenza al rialzo nel brevissimo occhio ai 1265!
mercoledì, agosto 06, 2008
Nella settimana precedente i mercati hanno lateralizzato, senza riuscire a superare i livelli della settimana precedente, ma resistono alle pressioni ribassiste. Come si vede dal grafico dello S&P 500 il trend di breve rimane in un movimento rialzista di breve, mentre il trend di medio e lungo rimane ribassista. Ieri l'indice ha superato quota 1280, con un aumento della forza relativa, segnale che forse si attendeva, per il rimbalzo di breve. Prossima target 1310-1330.
mercoledì, luglio 23, 2008
s&p 500 con la chiusura di ieri, l'indice segna il superamento della
resistenza a 1275, dovrebbe quindi esserci la prosecuzione del rialzo
a 1310-1330.
Il MACD rimane negativo ma in fase ascendente, dando un segnale buy
Superamento anche della Media Mobile a 20 giorni a (1264,86) segnale buy
Momentum settimanale in fase ascendente,
Momentum mensile in fase ascedente.
RSI in rialzo a 50
martedì, luglio 15, 2008
s&P 500 tocca un doppio minimo in Gennaio e a Marzo a 1270, rimbalza a 1430-1450 nel mese di maggio per poi ritornare a 1270. Ora bisogna vedere se trova un supporto a 1210.
Caso 1) su tenuta del livello a 1210 possibile una fase di riaccumulazione
Caso 2) se cede area 1220, il successivo sostegno potrebbe essere individuato tra i livelli 1170 e 1180
lunedì, luglio 07, 2008
MACD negativo, risale dal doppio minimo a 6164,42 possibile risalita a 6501,59 , possibile obiettivo a 6644,63. Macd nel brevissimo positivo, può far pensare ad un inversione di tendenza dai ribassi degli ultimi giorni. Media mobile a 20 giorni inclinata negativamente, mentre la Media mobile a 100 giorni risulta meno inclinata, sempre negativamente. Per vedere se possibile un' inversione di tendenza, prendendo a riferimento la Media Mobile a 50 giorni e quella a 150 giorni, risulta ancora sotto la prima, segnale positivo può venire da un taglio della prima sulla seconda.
mercoledì, luglio 02, 2008
lunedì, marzo 17, 2008
Commento ai mercati
Ottava di borsa caratterizzata da un andamento molto volatile, con gli indici che toccano minimi di gennaio e rimbalzano con forza grazie a due fattori: il report di S&P secondo cui le svalutazioni dovute ai subprime sarebbero già complete e l’intervento congiunto delle banche centrali con ingenti iniezioni di liquidità nel sistema. La settimana però si conclude ancora con una evidente debolezza, con gli indici vicini ai minimi.
Per quanto riguarda lo S&P 500 test importante è la tenuta di quota 1270, la rottura della congestione di febbraio (1310-1370) con la rottura al ribasso, porta a nuovi rischi per un ulteriore fase ribassista.
martedì, marzo 11, 2008
WALL STREET IN FORTE RALLY
Il Dow Jones guadagna il 2,12% a 11988, lo S&P 500 il 2,19% a 1301, il Nasdaq invece a 2,25% a 2218. L'immissione di liquidità sarà effettuata attraverso un'offerta in Titoli di Stato attraverso aste che si svolgeranno su base settimanale. Gli intermediari che hanno accesso alle aste possono inoltre offrire anche titoli legati ai prestiti immobiliari....
Non c'è analisi tecnica o macroeconomica che tenga, rispetto all'ultima ottava di borsa caratterizzata da un andamento negativo, con gli indici americani su nuovi minimi!Vediamo se questa nuova iniezione di liquidità avrà la capacità di correggere i trend degli indici
mercoledì, marzo 05, 2008
Cambi €/$
Oggi in Usa
Usa, economia rallenterà sensibilmente - Paulsonmercoledì, 5 marzo 2008 4.27
WASHINGTON, 5 marzo (Reuters) - Il segretario al Tesoro Usa Henry Paulson ha detto oggi che la crescita economica ha rallentato considerevolmente, ma ritiene che la produzione continuerà ad espandersi nel 2008.
"L'economia Usa, con la combinazione di una significativa correzione del mercato immobiliare, gli alti prezzi dell'energia e le turbolenze dei mercati finanziari, ha rallentato in maniera apprezzabile" ha detto in un discorso preparato per la Camera Usa.
"I nostri fondamentali a lungo termine sono solidi, e credo che la nostra economia continuerà a acrescere quest'anno, sebbene non tanto rapidamente quanto negli ultimi anni" ha detto.
lunedì, marzo 03, 2008
Vantaggi Fiscali del TFR in previdenza Complementare per i Dipendenti da aziende private
Grazie
Giorgio da Genova
Accantonando il Tfr in un Fondo Pensione o in Piano Individuale di Previdenza si investe nei mercati finanziari e la rivalutazione non è limitata solo al 75% dell'inflazione + 1,5% . Al raggiungimento dell'età pensionabile gli accantonamenti nel Fondo Pensione tassati dal 15% al 9% in funzione della durata del risparmio, anzichè all'aliquota media Irpef dell'ulitmo quinquennio come avviene per il TFR (mai inferiore al 23%) . Supposto :
- Durata in anni dell'accumulo : 20 anni
- Reddito annuo lordo iniziale: 30.000 €
- Rendimento fondo pensione atteso : 1,5% annuo
- Tasso di inflazione atteso : 2%
- Crescita del reddito oltre l'inflazione : 1%
Si ottengono i seguenti risultati
- Montante lordo al termine per il Fondo Pensione 63.383 € mentre se lo lascio il TFr in azienda il montante finale è pari a 72.413 € con una differenza in % di 14,2%
- Tasse dovute al termine: per il Fondo Pensione di categoria le tasse sono pari a 7.520 € mentre le tasse applicate al termine al TFR sono pari a 15.369 € con una differenza 104,4 %
- Montante netto : Per il Fondo Pensione è pari a 55.863 € mentre per il TFR è pari a 57.044 €
Quindi in questo primo caso converebbe tenere il TFR in azienda, ma questo perchè nel calcolo finanziario è stato ipotizzato che il Fondo si rivaluti meno del TFR cioè di 1,5% contro un 3%!
Vediamo ora cosa accade se il TFR Fondo Pensione hanno la medesima rivalutazione?
- Durata in anni dell'accumulo : 20 anni
- Reddito annuo lordo iniziale: 30.000 €
- Rendimento fondo pensione atteso : 3% annuo
- Tasso di inflazione atteso : 2%
- Crescita del reddito oltre l'inflazione : 1%
- Montante lordo al termine per il Fondo Pensione 72.413 € mentre se lo lascio il TFR in azienda il montante finale è pari a 72.413 € medesimo importo.
- Tasse dovute al termine: per il Fondo Pensione di categoria le tasse sono pari a 7.520 € mentre le tasse applicate al termine al TFR sono pari a 15.369 € con una differenza 104,4 %
- Montante netto : Per il Fondo Pensione è pari a 64.983 € mentre per il TFR è pari a 57.044 €
In questo secondo calcolo si è supposto una rivalutazione del Fondo Pensione e del TFR di un 3% per entrambe le forme per evidenziare come incide la tassazione nel piano d'accumulo. Le cifre parlano da sole....
NB: Il presente calcolo è una semplificazione finalizzata alla spiegazione dei vantaggi fiscali connessi alla previdenza complementare. I rendimenti dell'nvestimento ed il tasso di inflazione sono puramente ipotetici e non esiste alcuna garanzia che si verificino nella realtà. Il risultato al termine è conseguente a dette ipotesi e pertanto sconta le citate approssimazioni. Inoltre il montante maturato nel Fondo Pensione non può essere riscosso in un unica soluzione che per un massimo del 50%, la parte restante deve essere trasformata in rendita vitalizia. Fa eccezione a questa regola (pertanto si può riscuotere il 100% in capitale) solo il caso in cui la rendita corrispondente al 70% del montante risulti inferiore al 50% della pensione sociale.
giovedì, febbraio 28, 2008
Negli scambi sulla piazza americana l'euro ha aggiornato ilmassimo storico rispetto al dollaro toccando 1,5147 per poiassestarsi i 1,5137 dollari.
Ma il biglietto verde scivola anche nei confronti dellealtre valute. Rispetto al paniere delle sei principali diviseconcorrenti, è calato dello 0,1% a 74,168 punti , poco aldi sopra del minimo storico a 74,041 sfiorato all'uscita deidati macro dagli Usa.
Stesso comportamento nei riguardi dello yen. Il cambio trala moneta americana e giapponese ha visto un deprezzamento dellaprima sotto quota 106,04.

Questo il prezzo del barile (+0,9%)(ANSA) - ROMA, 28 FEB - Il petrolio apre a 100,58 dollari al barile (+0,9%) al mercato di New York. Alcune notizie riportate poche ore prima da alcune agenzie riferiscono che sarebbero state interrotte le consegne di greggio da Kirkuk, in Iraq. 28 Feb 15:47
Dato Macroeconomico
Usa: Pil quarto trimestre a +0,6%
Sotto stime analisti, nuovo record euro a 1,5146 dollari(ANSA)- ROMA, 28 FEB - Il prodotto interno statunitense nel quarto trimestre del 2007 e' cresciuto dello 0,6% in base alla seconda stima, che conferma la precedente. Le previsioni degli analisti erano per una revisione al rialzo allo 0,8%. Nel quarto trimestre i consumi privati sono aumentati dell'1,9%, meno del +2,0% stimato a gennaio e in rallentamento dal 2,8% dei tre mesi precedenti. Dopo la diffusione del dato Usa, l'euro ha segnato un nuovo record a 1,5146 dollari.
venerdì, febbraio 22, 2008
Desiderate avere una Analisi entro 24 ore del vostro Fondo Pensione con giudizio sulla gestione finanziaria? o desiderate sapere qual'è il migliore fondo pensione aperto ad oggi?
In particolare :
1) con analisi sui costi di gestione: le linee di ciascun fondo vengono classificate sulla base delle categoria Covip di appartenenza e vengono attribuite un punteggio da 1 "fondo inefficiente" a 5 "ottimo".
2) Rendimenti rispetto al benchmark, valutazione dell’andamento dei rendimenti del fondo rispetto al benchmark dichiarato comprensivo di eventuali dividendi degli indici di riferimento. Evidenzia la capacità dei gestori di replicare battere i rendimenti dell’indice di riferimento.
3) Aspetti qualitativi dell’offerta; analisi del numero di linee o comparti offerti dal fondo, accordi su rendite e capitale, il controllo dei rischi, la possibilità di compartecipazione a più comparti e con quali quote.
4) Informativa e trasparenza; analisi e classificazione dell’informazione e della trasparenza offerta. L’analisi è stata condotta sulla base della qualità e della quantità di informazione offerte dai mezzi di comunicazione del fondo.
5) Assistenza alla clientela: valutazione dell’assistenza clienti offerta.
Ø Monitoraggio dell’andamento del Fondo di Categoria nel tempo, con aggiornamento semestrale
Ø Indicazione del rischio finanziario associato a ciascuna linea di investimento, determinazione del profilo di rischio.
Il costo complessivo della valutazione completa del fondo e l’aggiornamento semestrale annuo, è pari ad un importo di 75 € più iva, da corrispondere semestralmente in via anticipata
contattare al call me alla vostra destra o tramite email ifapordenone@yahoo.it
Grazie dell'attenzione
venerdì, febbraio 01, 2008
La previdenza
Volevo ricordare che dal 01 gennaio 2008, sono entrati in vigore, nuove norme in materia di previdenza e di welfare.
Le principali novità sono
- Abolizione del cosidetto scalone
- Introduzione delle finistre di uscita per la pensione di vecchiaia
- L'estensione del congedo di maternità e malattia per i lavoratori parasubordinati, finora previsto solo per le lavoratrici dipendenti
- Modifica delle aliquote contributive per i lavoratori parasubordinati
- Incrementi dei trattamenti di disoccupazione
- Riscatto della laurea e facilitazione e nuove possibilità per i giovani
- Totalizzazioni più facile
- Lavori usuranti e amianto: pensionamento anticipato
Nel prossimo articolo , approfondiremo le singole voci separatamente.
domenica, dicembre 09, 2007
La surroga
L'ABI il 21 Novembre ha deciso di ;
- che nelle procedure di sostituzione mutuo i costi di estinzione anticipata del mutuo siano assunti dalla banca subentrante
E' quindi corretto il principio per cui la banca subentrante debba accolarsi tutti gli oneri per l'accensione del nuovo mutuo?a me pare di sì visto che come controparte acquisisce clienti e li fidelizza per molti anni.Voi che ne pensate? avete provato a chiedere alla vostra banca se già applica la procedura di surroga?
lunedì, ottobre 01, 2007
Surrogazione dei mutui è già operativa?
Per capire a che punto stanno le cose abbiamo deciso di verificare la applicazione della norma sul campo, i risultati dell'indigine saranno pubblicati al più presto
lunedì, settembre 10, 2007
venerdì, agosto 03, 2007
I chiarimenti dell'Inps
I periodi di lavoro all'estero in paesi comunitari o extracomunitari convenzionati non valgono ai fini dell'anzianità per la previdenza complementare.E' quanto emerge dal messaggio INPS 19225/07.
Il criterio serve per distinguere la posizione dell'aderente alla previdenza complementare, tra vecchi e nuovi iscritti; e la possibilità solo per il vecchio iscritto di destinare anche solo una sola parte del suo TFR e non il 100% come invece è obbligatoriamente previsto per i cosidetti nuovi iscritti.
Alessandro Pazzaglia
sabato, giugno 09, 2007
Chiarimenti Circolari Covip
Con riferimento al decreto legislativo n. 252 05 , entrato in vigore il 1° gennaio 2007 , è stata rappresentata alla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, l’esigenza di precisazioni con riguardo ad alcune previsioni dell’articolo 11, in tema di prestazioni, e circa la modalità di erogazione delle prestazioni pensionistiche.
Il predetto comma conferma la possibilità , già prevista dall’articolo 7, comma 6 del decreto legislativo n.124 del 1993, di ottenere la liquidazione in capitale della prestazione pensionistica fino ad un massimo del 50% del montante finale accumulato e nel contempo introduce l’obbligo di sottrarre dal computo dell’importo complessivamente erogabile in capitale le somme già erogate a titolo di anticipazioni e non reintegrate da parte dell’iscritto.
Costituisce invece una novità dell’art 11 comma 3 la prevista sottrazione nel computo dell’importo complessivo erogabile in capitale, delle somme già percepite a titolo di anticipazione e non reintegrate, su cui va calcolata il 50% per individuare l’importo massimo erogabile in capitale.
Esempio numerico:
Montante Finale (100.000€ ) = Versamenti Effettuati (120.000 €) – Anticipazioni non reintegrate (20.000 €);
Capitale complessivo erogabile = (Montante Finale (100.000€) – Anticipazioni non reintegrate (20.000€) ) X 50 % = 40.000 € [1]
Chiarimento in materia di anticipazioni ;
Altra tematica che ha fornito oggetto di richieste di chiarimenti è quella delle anticipazioni, ora disciplinate dall’art.11 commi 7 e 8 , del decreto nr. 252/2005. In assenza di contrarie indicazioni normative si ritiene che continui ad essere ammessa la presentazione , nel corso del periodo di iscrizione ad una forma pensionistica complementare, di una pluralità di richieste di anticipazioni, anche eventualmente per lo stesso titolo. Si precisa a riguardo che non si rilevano particolari ostacoli alla concessione delle anticipazioni anche durante il periodo di eventuale prosecuzione volontaria della contribuzione oltre il raggiungimento dell’età pensionabile prevista dal regime obbligatorio di appartenenza. Ciò ovviamente, fermo restando il rispetto delle condizioni previste circa la durata dell’iscrizione ed il massimale erogabile. Vi ricordo che per le spese mediche e per l’acquisto e ristrutturazione della prima casa si possono richiedere anticipazioni rispettivamente “in qualsiasi momento” e “dopo 8 anni di permanenza” fino al 75% del montante effettivamente in essere presso la forma pensionistica complementare al momento della richiesta. Per altri motivi non specificati si può richiedere, invece, solo il 30% del montante, dopo 8 anni di permanenza.
Esempio di calcolo per le anticipazioni
Anticipazione massima acquisto prima casa = 75% X Montante Finale (100.000€ ) = 75.000 €
Anticipazione usufruita = 20.000 €
Anticipazione ancora da usufruire = 55.000 € [2] e non 60.000€
[1] Non si deve quindi calcolare il 50% sul Montante Finale, ma bensì il 50% (cioè l’aliquota massima di prelievo della prestazione sottoforma di capitale a scadenza) sarà calcolata sul Capitale Complessivo erogabile.
[2] Errore sarebbe calcolare l’anticipazione ancora da usufruire come il 75% della differenza tra Montante Finale – Anticipazione usufruita e non reintegrata = 100.000 € - 20.000 € = 80.000 € X 75% = 60.000 € , in realtà il massimale va incrementato di tutte le anticipazioni percepite e non reintegrate.
martedì, maggio 22, 2007
Il contributi ai Fondi
L'ammontare del contributo minimo a carico del lavoratore dipendente e del datore di lavoro è stabilito dal contratto o accordo collettivo di lavoro non dagli Statuti dei Fondi, l'informazione del consulente del lavoro è errata. Anche per quanto riguarda le quote di TFR da destinare al fondo sono determinate attraverso una quota minima definita dalla contrattazione colletiva, o 50% nel caso in cui quest'ultima non preveda il versamento del TFR, e non come ha detto il consulente dalla tipologia di fondo!!!
Alessandro Pazzaglia
martedì, maggio 08, 2007
Si possono variare i contributi del lavoratore in fase di contribuzione
Luigi da Milano.
Si, il contributo può essere variato nel corso della fase di contribuzione, deve rispettare comunque il minimo previsto dalla fonte istitutiva del fondo, ossia non può mai scendere al di sotto del 1%, altrimenti se va sotto a tale soglia del 1% il contributo viene sospeso, facoltà esplicitamente prevista dallo statuto. La sospensione del contributo del lavoratore porta alla sospensione dell'obbligo contributivo da parte del datore di lavoro, fermo restando il versamento del TFR.
La variazione del contributo può essere fatta mensilmente, per esempio se lei decidesse di variare il contributo dal 2% al 1,5% a maggio, lo può fare ma tale variazione sarà valida dal mese successivo a quello della richiesta, quindi a giugno.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, maggio 03, 2007
Cosa accade nel caso l'azienda in cui opero fallisce?
Giovanni da Firenze
Il TFR lasciato in azienda è garantito da un Fondo di garanzia istituito presso l'Inps. Tale Fondo ha il compito di intervenire nel caso in cui l'azienda fallisca, o nel caso in cui intevenga una procedura concorsuale.
mercoledì, maggio 02, 2007
Cosa succede al lavoratore che cessa il rapporto di lavoro prima del semestre?
Giuseppe da Venezia,
Caro Giuseppe, chi come lei decide di cessare il rapporto di lavoro prima della scadenza del semestre, avrà diritto a ricevere il proprio TFR. E' necessario però che lei non abbia effettuato alcuna scelta circa il conferimento per la destinazione del Trattamento di fine rapporto.Si ritiene che tale regola valga anche in caso di azienda con più 49 dipendenti.
Alessandro Pazzaglia
Centro per la previdenza complementare.
venerdì, aprile 27, 2007
Se faccio parte di un' azienda con 10 dipendenti, il mio TFr resta obbligatoriamente in azienda se non effettuo alcuna scelta?
Luigi da Bologna
martedì, aprile 17, 2007
Per i contributi inglesi non cambia la regola.
L'anzianità di iscrizione a forme di previdenza obbligatoria avvenuta in uno dei Peasi dell'Unione Europea è utile al cittadino comunitario per ottenere un unico trattamento pensionistico. Per lei Luisa che ha versato i primi contributi obbligatori in Inghilterra prima del 28 aprile del 1993, il decreto legisltativo 252 del 2005, offre la possibilità, se ancora non avesse aderito a far data del 31 dicembre 2006 ad una forma di previdenza complementare , la possibilità di versare parzialmente o complementamente il proprio TFR maturando. Il periodo trascorso all'estero una volta fatta la totalizzazione viene considerato "pro-rata" ai fini del calcolo della pensione pubblica; supponiamo che lei Luisa vada in quiescenza con pensione di vecchiaia con 60 anni di età e 20 anni di contributi, nel caso siano stati sommati 19 anni di contributi italiani e 1 anno di contributi inglesi, il pro rata è commisurato ai 19 anni italiani.
Ecco un esempio del pro rata: L'INPS determina l'ammontare teorico della "pensione" alla quale avrebbe diritto se tutti i contributi accumulati (19 anni + 1 ) fossero stati accreditati presso L'INPS. Tale ammontare viene ridotto in proporzione al periodo di assicurazione italiano (19 anni) ottenendo così il pro -rata italiano che l'INPS porrà in pagamento a favore dell'interessato.
A riguardo c'è un minimo contributivo per avere diritto alla totalizzazione, per il suo caso il minimo stabilito dai Regolamenti CEE è di 1 anno pari a 52 settimane, che deve aver maturato in Inghilterra!!
Riferimenti normativi; Trattato di Roma del 25 Marzo del 1957 e principio della libera circolazione dei lavoratori
Regolamenti Comunitari; che contengono la disciplina completa della materia della sicurezza socilae nei confronti dei Paesi dell'Unione Europea.
Centro Studi di Previdenza Complementare
lunedì, aprile 16, 2007
E' possibile il trasferimento del Tfr ad un Fondo Pensione Aperto?
Marco da Pordenone,
Per lei che versa già il 100% del proprio Tfr al Fondo Pensione di categoria non è tenuto a compilare alcun modulo per il conferimento del Tfr. Può comunque decidere di trasferire la propria posizione visto che ha già maturato i requisiti di permanenza al fondo di due anni, e può trasferire la quota di Tfr e il suo contributo di lavoratore. (Pip. Fpa)
Il datore di lavoro potrebbe inoltre previo accordo individuale concederle il contributo di datore, ma non è più obbligato a farlo.
Alessandro Pazzaglia
venerdì, aprile 13, 2007
La scelta del conferimento vale anche per l'interinale?
Giorgio da Firenze
La risposta è affermativa, anche i lavoratori interinali sono obbligati a versare il TFR con le modalità previste per tutti i lavoratori che hanno diritto al TFR.
Il lavoratore nel caso scegliesse di lasciare il TFR in azienda dovrà compilare il modulo e consegnarlo al datore di lavoro entro il 30 giugno 2007. Vale la pena ricordare che la modalità tacita comporta l'adesione a una forma di previdenza complementare.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, aprile 12, 2007
Contributo aziendale non è soggetto a Irpef
Antonio Da Milano
Risp: la risposta è affermativa si può infatti mantenere il TFR al 100% in azienda, visto che ha meno di 50 dipendenti e poi aderire a un fondo pensione Pip con il contributo a proprio carico. A riguardo si può anche ottenere tramite contrattazione individuale l'eventuale contributo datoriale, questo però è una decisione che spetta al datore di lavoro se concederlo o meno, il datore di lavoro è infatti obbligato al versamento del contributo solo nel caso il lavoratore scegliesse di aderirie al Fondo Pensione di categoria ossia il Cometa.
Grazie
lunedì, marzo 05, 2007
Convenzione in rendita
Ciò significa che nel momento in cui sottoscrivete il fondo non sapete quali saranno i coefficienti di trasformazione applicati al vostro montante, quindi non conoscete l'entità della vostra pensione complementare.
Ci sono poi alcuni fondi pensione, per esempio, il fondo Cometa, che ha stipulato la convenzione per l'erogazione delle prestazioni con Generali, ma tale accordo vale fino al 2011!!!
Ciò significa che dopo il 2011 i coefficienti possono essere rivisti, e se si in che modo?inoltre manca un altro tassello, qual'è il tasso tecnico applicato alla rendita?ossia come viene rivalutata la rendita di anno in anno?
Dott. Alessandro Pazzaglia
mercoledì, febbraio 28, 2007
Scelta dei due Fondi
Il datore di lavoro se il lavoratore entro il 31 maggio 2007 non esprime alcuna volontà di conferimento, il datore dovrà indicargli quale dei due fondi andrà il suo Tfr,ossia il fondo che al 31/ 05/ 07 ha il maggior numero di iscritti tra i lavoratori dell'azienda.
Che succede se nel mese successivo il numero di lavoratori iscritti dei due fondi si invertono?ossia se quello che aveva il numero minore di iscritti supera quello che ne aveva di più?
Il TFR del lavoratore va a al primo!
Avete visto Balarò ieri sera, sono rimasto sconcertato quando il Ministro Giordano ha detto che il sistema di calcolo contributivo è un sistema non a ripartizione!!!che incompetenza
Alessandro Pazzaglia
giovedì, febbraio 22, 2007
Conferimento del TFR
Lo vedremo domani nel prossimo articolo
Alessandro Pazzaglia
mercoledì, febbraio 07, 2007
Domanda
Se le mancano 9 anni per andare in pensione andrà in pensione nel 2016, dovrà calcolare per prima cosa la sua posizione pensionistica pubblica Inps, tramite l'analisi dell'estratto conto contributivo ed analizzare quale sarà la copertura della pensione pubblica netta, su reddito netto ante-pensione. Una volta capito la copertura ed individuato il gap pensionistico, vada a vedere quanto deve accantonare ogni anno per colmarla. Prenda quindi ad analizzare la previdenza complementare facendo questo ragionamento:"se accantono a partire da oggi tutto il TFR 6,91% della mia retribuzione, più il contributo datoriale mettiamo 1% e ci acciungo l'1% del contributo del lavoratore e rivalutando questo accantonamento ogni anno fino al 2016 per il rendimento del fondo qual'è sarà il mio montante finale, e la rendita aggiuntiva che avrò dalla pensione complementare?"
Questo calcolo dovrà farlo prendendo a riferimento i coefficienti di trasformazione in rendita della compagnia assicurativa con la quale il fondo ha siglato la convenzione, deve suppore una rivalutazione annua del fondo al netto dei costi di una certa percentuale fissa ogni anno....tutti paramentri che mostrano una certa aleatorietà, ma che comunque ci dicono in via approssimativa cosa fare, l'analisi previdenzale è un processo tagliato su misura sulle persone per cui è un lavoro cucito a dosso, non ci sono regole generali che valgono per tutti....diffidate dalle persone che affermano che per forza bisogna aderire ai fondi...chi l'ha detto...se una persona non ha una grossa scopertura pensionistica pubblica può tranquillamente tenere il TFR in azienda,
Dott.Alessandro Pazzaglia
martedì, febbraio 06, 2007
Ancora una domanda sulla rendita
Per capire quale sarà la rendita bisogna calcolare il montante, dato dagli accontamenti annui rivalutati da qui alla data di pensionamento per il rendimento del Fondo, al netto di oneri e tassi ed di eventuali anticipazioni e riscatti, una volta applicato il montante bisogna applicare il coefficiente di trasformazione in rendita della compagnia assicurativa con cui il fondo ha stipulato la convenzione.
Ovviamente il calcolo della rendita può variare nel tempo le compagnie assicurative possono rivedere al ribasso i coefficiente di trasformazione, solitamente questo avviene ogni tre anni
Un'ulteriore fattore da considerare per il calcolo della rendita è il coefficiente tecnico applicato dalla compagnia assicurativa sulla rendita, che serve per rivalutare la rendita di anno in anno.
Per quanto riguarda il capitale questo può essere prelevato al massimo al 50% il resto viene trasformato in rendita quindi non spetta al sottoscrittore decidere la percentuale di riscatto tra capitale e rendita, resta da vedere se trasformando il 70% del montante accontonato al netto di oneri e tassi, anticipazione e riscatti , la rendita che si ottiene sia inferiore a metà dell'assegno sociale, solo in tal caso il capitale può essere riscattato al 100%. La ratio di questa norma risiede nel fatto che se il capitale accontonato nel fondo è molto basso, questo non verrà trasformato in rendita.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, febbraio 01, 2007
Quesiti
Sono un uomo a 65 anni con un montante euro 50.000 in un fondo pensione; in quanto è stimabile la rendita vitalizia mensile?
La trasformazione del capitale in una rendita avvine applicando dei "coefficienti di conversione" che tengono conto dell'andamento demografico della popolazione italiana e sono differenziati per età e per sesso. Quindi per capire la rendita del tuo fondo pensione vai a vedere sulla nota Informativa del fondo, qual'è il coefficiente di trasformazione applicato per il 2007 dalla compagnia assicurativa che ha sitpulato la convenzione con il suo fondo.Si ricordi che può trasformare in rendita tutto il montante fino al 100% mentre può prelevare il montante in forma di capitale solo fino al 50%, eccetto quando trasformando il 70% del montante accumultato cioè 50.000 € la rendita sia inferiore a metà dell'assegno sociale. In sintesi, quanto maggiori saranno il capitale accumulato e/o l'età al pensionamento, tanto maggiore sarà l'importo della tua pensione.
Alessandro Pazzaglia
mercoledì, gennaio 24, 2007
Dove trovare le informazioni che mi servono?
- Sono possibili le seguenti fonti
1) Estratto conto Inps
2) Moduli CUD di tutti gli anni lavorativi precedenti
- Dove trovare l'estratto conto Inps
1) Puoi richiedere l'estratto conto presso un qualsiasi patronato
2) Puoi visualizzare e stamèare l'estratto conto direttamente dal sito internet www.inps.it
- Collegati al sito www.inps.it
- Dal menu a sinistra scegli servizi "on line"
- Se non hai ancora avuto l'assegnazione di un codice segreto (PIN) devi fare una richiesta sul sito
- Clicca su "Richiesta Pin online" e premere con il pulsante sinistro del mouse
- Inserisci il tuo codice fiscale e premi avanti per continuare
- Riempi il modulo con i tuoi dati anagrafici e conferma per richiedere il Pin
- Se la richiesta del Pin è terminata correttamente verrà presentata la prima parte del codice segreto
- La seconda parte verrà spedita a casa
Seguite la procedura una volta ottenuto il codice potete accedere al sito e visualizzare l'estratto conto contributivo.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, gennaio 18, 2007
Analisi della Posizione Pensionistica
Ecco quali sono i passaggi che dovete effettuare prima di costruirVi la previdenza integrativa:
(compilate altrimenti il questionario otterrete tutte le informazioni sulla posizione pensionistica)
Analisi dell'estratto conto contributivo storico;
- Analisi della situazione contributiva attuale;
- Stima età di pensionamento;
- Individuazione dell'effettiva dinamica salariale attesa;
- Analisi dell'eventuale esigenza di ricongiunzione o totalizzazione;
- Analisi costi/benefici di riscatti di laurea, contribuzioni volontarie;
- Analisi costi/benefici dell'eventuale opzione di ricalcalo contributivo;
- Eventuali pensioni supplementari che si possono aggiungere alla principale;
- Il sistema delle tutele sociali (invalidità, inabilità, trattamento minimo);
- Incidenza di tasse ed oneri su redditi e pensioni.
Alessandro Pazzaglia
lunedì, gennaio 15, 2007
Previdenza e Riforma Tfr
Il proliferare delle leggi nella previdenza pubblica, l’evoluzione del mondo del lavoro e l’aleatorietà del metodo di calcolo contributivo richiedono un’attenta analisi della materia e la stima della pensione pubblica non può prescindere prima di pensare al conferimento del Tfr di analizzare un insieme di fattori quali (analisi dell’estratto conto contributivo, stima dell’età di pensionamento, individuazione della dinamica salariale, analisi dell’eventuale ricongiunzione o totalizzazione, tasse ed oneri sui redditi e le pensioni, ecc)
La nuova riforma pensionistica cambierà l’approccio delle aziende e dei lavoratori in merito alle tematiche previdenziali. Tra le linee guida tracciate dalla Riforma c’è, ad esempio, l’equiparazione delle diverse forme pensionistiche, che pone i fondi pensione aperti e le polizze FIP in una posizione di equivalenza rispetto ai fondi pensione di categoria. Nasce pertanto l’esigenza da parte dei lavoratori di orientarsi tra le svariate offerte del mercato della previdenza complementare ce tenderà nel futuro a sostituire le pensioni pubbliche. Affidare la propria al mercato espone i lavoratori a molteplici incombenze quali, ad esempio:
-orientarsi tra l’ampiezza dell’offerta
-scegliere il proprio profilo di rischio
-valutare prodotti complessi
-Individuare gli importi necessari all’integrazione necessari all’integrazione pensionistica
-Valutare i prodotti previdenziali già stipulati.
Prima quindi di procedere al conferimento o meno del Tfr è necessario prima di tutto capire la propria posizione pensionistica, solo infatti conoscendo l'entità del gap previdenziale, si può capire se il conferimento del TFR a previdenza complementare sia utile o meno.
Alessandro Pazzaglia
mercoledì, gennaio 10, 2007
Previdenza e Riforma Tfr
Ci raccomandiamo con tutti voi che questo semestre sia utilizzato per pianificare in modo consapevole la propria pensione, non vogliamo fare terrorismo attorno al tema della previdenza, ma questa Riforma del Tfr nasce proprio dalla fragilità del sistema previdenziale pubblico: un numero sempre più esiguo di lavoratori deve sostenere una massa crescente di pensionati sempre più longevi. L'ultima soluzione che è stata prospettata dal governo è quella se non di utlizzare il Tfr per coprire tale Gap.
Non fatevi inoltre intimorire dal datore di lavoro, richiedeteli tutte le informazioni, di cui ha l'obbligo di fornirVi, e non fateVi pilotare nella scelta.
Alessandro Pazzaglia
lunedì, gennaio 08, 2007
Da oggi si riparte
Ci sono pervenute una gran quantità di richieste per la pianificazione previdenziale e molti di voi hanno complitato il questionario da noi pubblicato a dicembre, vi chiediamo quindi di pazientare in modo da poter rispondere compiutamente ad ognuno di voi
Grazie,
Dott. Alessandro Pazzaglia
sabato, dicembre 23, 2006
mercoledì, dicembre 20, 2006
Centro Studi Previdenza Integrativa
Come vi avevamo promesso vi inviamo la guida on-line da compilare per avere tutte le informazioni sulla loro situazione previdenziale. Tutti i visitatori che avranno compilato il kit riceveranno una guida informativa personalizzata in grado di supportarli ad effettuare una scelta consapevole del proprio TFr, e se lo desiderano, potranno avere inoltre una pianificazione previdenziale approfondita da parte di un consulente previdenziale indipendente da qualsiasi istituto finanziario,e vendita di prodotti previdenziali.
Inviate il questionario a ifapordenone@yahoo.it
Dott.Alessandro Pazzaglia
martedì, dicembre 19, 2006
lunedì, dicembre 18, 2006
Guida alla Riforma
I lettori che vorranno inviare tutte le informazioni sulla loro situazione previdenziale riceveranno gratuitamente una guida informativa personalizzata in grado di supportarli ad effettuare una scelta consapevole del proprio Tfr e, se lo desiderano, potranno avere una pianificazione previdenziale approfondita da parte di un consulente finanziario indipendente.
Una volta compilato il questionario (che domani troverete pubblicato nel blog) e inviato all’indirizzo E-mail ifapordenone@yahoo.it , nel giro di alcune settimane riceverete tutte le informazioni necessarie al caso specifico. Se il lettore avverte l'esigenza di una vera e propria pianificazione previdenziale i consulenti finanziari indipendenti che analizzeranno il suo specifico caso, saranno a sua disposizione per valutare insieme le modalità della consulenza.
Dott. Alessandro Pazzaglia
Dott.ssa Adriana Cameli
giovedì, dicembre 14, 2006
Perchè il lavoratore è meglio che faccia la sua scelta per il TFR...
A partire dal 1 Gennaio 2007, tutti i lavoratori con un contratto di lavoro dipendente in forza del quale matura il TFR devono scegliere se destinare i flussi futuri del TFR ad un fondo pensione oppure se mantenere la situazione cosi' com'e'. E' importante ricordare che il lavoratore DEVE fare la propria scelta altrimenti se entro il 30 Giugno 2007, non sceglie, si trova nella situazione peggiore. Riassumiamo i motivi per cui il lavoratore DEVE effettuare la propria scelta
Se il lavoratore non consegna al datore di lavoro nessuna scelta scritta,
- TFR futuro confluirà nella linea piu' conservativa del fondo pensione e quindi con rendimenti che difficilmente saranno superiori a quelli del TFR.
- non riceverà nessun contributo aggiuntivo del datore di lavoro, in quanto viene prelevato solo il suo TFR senza il contributo del lavoratore.
Cosa deve fare quindi ciascun lavoratore?in sintesi:
- scegliere se aderire ad un fondo pensione
- scegliere il fondo pensione
- scegliere il tipo di contribuzione (solo i flussi futuri del TFR o anche i versamenti del lavoratore solo in questo caso si ha diritto al contributo del datore di lavoro)
Questo ovviamente vale soprattutto per i lavoratori più giovani, quelli, cioe' che rientrano nel sistema contributivo e devono accantonare risparmio ai fini previdenziali per più di un decennio.
Dott. Alessadro Pazzaglia, ifapordenone@yahoo.it
Un ringraziamento
GRAZIE A TUTTI I PRIMI 2000 VISITATORI DEL BLOG
UFFICIO STUDI IFAPORDENONE
DOTT. ALESSANDRO PAZZAGLIA & DOTT.SSA ADRIANA CAMELI
R&P
mercoledì, dicembre 13, 2006
Imminente informativa per le aziende
Entro il 31 dicembre il datore di lavoro dovrà aiutare il dipendente a fare una scelta adeguata e consapevole sulla destinazione del TFR maturando alle forme di previdenza complementare. A norma del art. 8 comma 8 del d. lgs. 252/05 “prima dell’avvio del periodo di sei mesi previsto, il datore di lavoro deve fornire al lavoratore adeguate informazioni sulle diverse scelte disponibili. Trenta giorni prima della scadenza dei sei mesi utili ai fini del conferimento del TFR maturando, il lavoratore che non abbia ancora manifestato alcuna volontà deve ricevere dal datore di lavoro le necessarie informazioni relative alla forma pensionistica complementare verso la quale il TFR maturando è destinato alla scadenza del semestre”.
Il datore è quindi obbligato a :
Entro il 31 Dicembre 2006
Ø Il datore deve fornire al lavoratore informazioni sulle scelte per la destinazione del TFR
Ø Le informazioni devono permettere al dipendente di orientarsi consapevolmente tra le diverse è possibilità offerte
Le integrazioni
Ø Le informazioni di base vanno integrate con un’ adeguata attività di formazione anche nei primi mesi del 2007 e al momento delle nuove assunzioni
Ø La possibilità di incrementare la contribuzione al fondo
Ø La possibilità di variare la linea di investimento
Ø L’opzione al metodo contributivo
Ø Le regole sulle anticipazione del TFR conferito ai fondi
Entro il 31 Maggio 2007
Ø Al lavoratore che non ha ancora manifestato la propria volontà il datore di lavoro deve fornire altre informazioni sulla forma pensionistica complementare verso la quale il TFR è destinato.
Mi raccomando ai lavoratori non abbiate remore a sensibilizzare il datore di lavoro a fornirVi la giusta informazione riguardo la Riforma previdenziale e il Conferimento del TFR, perchè questo è sancito dalla legge.
Per qualsiasi contatto lascio email
ifapordenone@yahoo.it
Alessandro Pazzaglia
venerdì, novembre 17, 2006
Portabilità delle prestazioni pensionistiche
In riferimento ad una consulenza tenuta ieri, vorrei ricordare che nel caso in cui il lavoratore perda i requisiti di partecipazione alla forma pensionistica complementare , perchè cambia lavoro e settore di appartenenza (per cui se sono un impiegato nel settore dei metalmeccanici e vado a lavorare per un'azienda del settore chimico,non potrò più partecipare al Fondo Cometa ma dovrò passare al Fondo Fonchim ) ,verrà effettuato il trasferimento ad altra forma pensionistica complementare alla quale il lavoratore accede in virtù della nuova attività.
In sintesi, l'aderente può trasferire la propria posizione individuale maturata ad altra forma pensionistica solo alla perdita dei requisiti di partecipazione ossia solo se cambia lavoro e settore, o può farlo anche in presenza di tali requisiti, cioè se non cambia lavoro e settore?
Si, si può fare! decorsi due anni dalla data di partecipazione ad una forma pensionistica complementare (condizione necessaria) infatti l'aderente ha facoltà di trasferire l'intera posizione maturata ad altra forma pensionistica anche se non cambia lavoro o settore. Gli statuti e i regolamenti delle forme pensionistiche prevedono esplicitamente la predetta facoltà e non possono contenere clausole che risultino, anche di fatto, limitative del suddetto diritto alla portabilità dell'intera posizione individuale.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, novembre 16, 2006
Quando si può richiedere un'anticipazione alle forme pensionistiche complementari
- in qualsiasi momento, per un importo non superiore al 75% per spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sè, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
- decorsi otto anni di iscrizione, per un importo non superiore al 75%, per l'acquisto della prima casa di abitazione per sè o per i figli,
- decorsi otto anni d iscrizione, per un importo non superiore al 30 %, per ulteriori esigenze degli aderenti
Per le anticipazioni vengono applicate delle ritenute dalla forma pensionistica che eroga le anticipazioni, queste hanno diverse aliquote, ciò di dipende dal motivo per cui si richiede l'anticipazione:
- del 15% ridotta dello 0,3% per ogni anno successivo al 15° anno di partecipazione al fondo fino ad un massimo di riduzione del 6 % sull'importo erogato al netto dei redditi già assoggettati ad imposta
- del 23% negli altri due casi sul importo erogato, al netto dei redditi già assoggettati ad imposta.
Le anticipazioni possono, inoltre essere reintegrate in qualsiasi momento
Alessandro Pazzaglia
mercoledì, novembre 15, 2006
Diritto alla prestazione pensionistica
Art 11. del d.lgs 252 disciplina le modalità di prestazione delle forme pensionistiche complementari, in particolare il comma 2 del citato articolo afferma che si ha diritto alla prestazione pensionistica "al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabilite nel regime obbligatorio di appartenenza, con almeno 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari".
Questo significa che se sono un lavoratore dipendente del settore metalmeccanico supponendo di aver raggiunto i requisiti della pensione di vecchiaia, 65 anni di età e 20 anni di contribuzione, posso percepire la pensione complementare del Fondo Cometa, il fondo di categoria, se ho partecipato ad esso per almeno cinque anni.
Eccezione alla regola:
Nel caso in cui il dipendente rimane inoccupato per più di 48 mesi, si può anticipare la prestazione pensionistica per un periodo massimo di cinque anni rispetto ai requisiti per l'accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza.
Il montante che matura dalla forma pensionistica complementare non può essere prelevato tutto al 100% , ma solo per il 50% del montante finale cumulato.
nel computo dell'importo complessivo erogabile in capitale sono detratte le somme erogate a titolo di anticipazione per le quali non si sia provveduto al reintegro.
Solo nel caso in cui la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale sia inferiore al 50% dell'assegno sociale la stessa può essere erogata in capitale.
Nel prossimo articolo tratterò la parte relativa alle anticipazioni sulle prestazioni pensionistiche
Per qualisiasi richiesta di consulenza scrivetemi a ifapordenone@yahoo.it
Alessandro Pazzaglia
martedì, novembre 14, 2006
Conferimento del Tfr alla previdenza complementare
In questo articolo volevo ricordare che secondo l'art 8 comma 10 l'adesione a una forma pensionistica realizzata tramite il solo conferimento esplicito o tacito del Tfr non comporta l'obbligo della contribuzione a carico del lavoratore o del datore di lavoro. Il lavoratore può decidere, tuttavia, di destinare una parte della retribuzione alla forma pensionistica prescelta in modo autonomo ed anche in assenza di accordi collettivi; in tale caso comunica al datore di lavoro l'entità del contribuente e il fondo di destinazione.Il datore di lavoro può a sua volta decidere, pur in assenza di accordi collettivi, anche aziendali, di contribuire alla forma pensionistica alla quale il lavoratore ha già aderito, ovvero a quella prescelta in base al citato accordo. Nel caso in cui il lavoratore intenda contribuire alla forma pensionistica complementare e qualora abbia diritto ad un contributo del datore di lavoro in base ad accordi collettivi, anche aziendali, detto contributo affluisce alla forma pensionistica prescelta dal lavoratore stesso, nei limiti e secondo la modalità stabilita dai predetti contratti o accordi.
Alessandro Pazzaglia
ifapordenone@yahoo.it
giovedì, novembre 09, 2006
Riassumendo ...che posso fare?
- Versi già il Tfr alla previdenza complementare?
- Se la risposta è No ed ho iniziato a lavorare e mi sono iscritto all'Inps prima del 29/04/1993, allora posso lasciare Tfr in azienda, versato, tutto o in parte, a previdenza complementare
- Se la risposta è No ed ho iniziato a lavorare e mi sono iscritto all'Inps dopo il 29/04/1993, allora puoi lasciare Tfr in azienda o versarlo integralmente a previdenza complementare
- Se la riposta è Si in parte, allora puoi lasciare Tfr residuo in azienda o versarlo tutto a previdenza complementare
- Se la risposta è Si tutto, nulla! ho già scelto di versare di versare tutto il Tfr alla previdenza complementare.
Alessandro Pazzaglia
Lavoratori con un fondo pensione
Lavoratori già iscritti a un fondo pensione con devoluzione del Tfr :
- se di prima occupazione precedente al 28/04/1993 possono entro i 6 mesi :
o mantenere il Tfr residuo maturando in azienda, oppure
tacere (il Tfr residuo maturando viene devoluto al fondo pensione al quale sono iscritti)
- se di prima occupazione successiva al 28/04/1993 non cambia nulla rispetto al passato : (versano già integralmente tfr).
Alessandro Pazzaglia ifapordenone@yahoo.it
mercoledì, novembre 01, 2006
Lavoratori ante 1993 non iscritti a fondo pensione
Premessa, per la previdenza complementare, i lavoratori si distinguono in ;
- vecchi iscritti ; cioè coloro che hanno una posizione previdenziale complementare aperta prima del 28 aprile 1993,
- non di prima occupazione; sono tutti quei soggetti che hanno maturato una posizione previdenziale obbligatoria prima del 28 aprile 1993
- nuovi iscritti; sono quelli che sono stati assunti per la prima volta dopo 28 aprile 1993.
la suddivisione dei lavoratori in vecchi e nuovi iscritti è stata introdotta dal d. Lgs 124/93. La distinzione appena illlustrata è di fondamentale importanza per la categoria dei lavoratori dipendenti, poichè da ciò derivano differenti regole di accesso ai fondi pensione, in particolare con riferimento all'eventuale obbligo di conferimento del Tfr.
Trattiamo nel articolo odierno il caso dei lavoratori dipendenti assunti prima del 28/04/1993, non iscritti a fondi pensione, cosa possono fare del loro Tfr?
- mantenere tutto il Tfr maturando in azienda
- devolvere soltanto una parte del Tfr maturando: ossia quando previsto dai contratti collettivi - generalmente fra il 30% e 40% - in assenza di altre previsioni almeno il 50%)
- tacere : il tfr maturando viene devoluto integralmente al fondo pensione individuato in base alle normali regole del silenzio assenso.
il prossimo articolo riguarderà i lavoratori assunti prima del 28/04/1993 e già iscritti ad un fondo pensione.
Per qualsiasi richiesta di spiegazione non esistate a scrivermi, ricordo la mia email ifapordenone@yahoo.it
Alessandro Pazzaglia
lunedì, ottobre 30, 2006
Percorso Decisionale
Ricordiamo che il conferimento del Tfr può avvenire secondo due modalità:
- modalità tacita ( non dichiaro la mia decisione e resto in silenzio riguardo al conferimento del Tfr per tutti i sei mesi che ho a disposizione per esplicitare la mia decisione, i sei mesi decorrono a partire dal 01/01/07)
- modalità esplicita (dichiaro la mia decisione in modo esplicito circa dove voglio conferire il mio Tfr durante i sei mesi, decorrenza a partire dal 01/01/07)
A riguardo, la modalità di adesione tacita o esplicita hanno un percorso decisionale di conferimento del Tfr diverso.
Se si decide di conferire il Tfr alla previdenza complementare in modalità esplicita la scelta del lavoratore potrà dividersi tra:
- aderire al fondo,
- non aderire al fondo.
Se si decide di conferire il Tfr alla previdenza complementare in modalità tacita la scelta del lavoratore potrà essere solo :
- adesione tacita.
Quali opzioni ?,
A) Lasciare il tfr nell'impresa (nell'impresa fino a 50 dip. "per ora" il 50% del Tfr lasciato in azienda va al Fondo di garanzia del Inps).
B) Trasferire il Tfr ai fondi;
- Modalità esplicita: in tale modo il lavoratore può decidere se conferire il Tfr in un Fondo Pensione Chiuso (FPC), in un Fondo Pensione Aperto (FPA) e Piano Individuale di Previdenza (PIP).
- Modalità tacita: non avendo esplicitato dove conferire il suo Tfr, il Tfr verrà prelevato dopo che il lavoratore è stato debitamente informato, questo andrà a finire nel Fondo Pensione di Categoria, nel caso non esistesse uno allora verrà seguito il seguente iter;
- Esiste solo una forma collettiva di riferimento (Fpc, Fpp, Fpa ad adesione collettiva)? se Si, il Tfr è devoluto alla forma,se No, allora bisogna chiedere se ;
- Esiste un accordo a livello aziendale sulla forma di destinazione?Se Si il Tfr è devoluto alla forma prescelta, se No, allora bisogna chiedere se ;
- Esiste una forma con più iscritti in azienda?se Si, il Tfr è devoluto alla forma con più iscritti, se No, il Tfr è devoluto al fondo Inps.
Ricordiamo infatti che i fondi pensione chiusi possono essere istituiti seguendo essenzialmente tre strade:
- contrattazione collettiva nelle sue varie forme (nazionale, aziendale),
- regolamento aziendale,
- accordi tra i lavoratori.
Quindi in base alla categoria di appartenenza bisogna accertarsi se è previsto nel Ccnl la costituzione del fondo pensione, se non è prevista perchè non è stato raggiunto il necessario accordo a livello nazionale, può accadere che l'accordo venga raggiunto a livello aziendale o con accordo tra lavoratori.
Nel prossimo articolo farò un ulteriore distinzione, tra i lavoratori ante 1993 non iscritti a fondo pensione e lavoratori già iscritti ad un fondo pensione. Questo incide nelle modalità di conferimento del tfr, vedremo come.
Alessandro Pazzaglia
martedì, ottobre 24, 2006
Punti dell'accordo
- Avvio anticipato della previdenza integrativa che avverrà secondo le norme della legge n.243 / 2004. Quindi anticipo al 1 gennaio 2007 del termine da cui decorreranno i sei mesi per decidere sulla destinazione del TFR,
- tutte le imprese sopra i 50 dipendenti dovranno destinare all'INPS i fondi non affluiti alla previdenza integrativa. Questo punto sarà riesaminato al 2008.
- il Governo si impegna a rivedere nel corso del 2007 il trattamento fiscale dei fondi integrativi affinchè sia in linea con quello applicato alla previdenza integrativa degli altri paesi UE.
- Impegno del Governo a creare un fondo di garanzia per agevolare l'accesso al credito da parte delle imprese.
Nel prossimo articolo andiamo a rivedere il percorso decisionale del lavoratore dipendente, già precedentemente trattato, ma che è stato modificato con l'introduzione del TFR inoptato e il trasferimento del 50% di questo per imprese con più di 50 dipendenti ad un Fondo di Garanzia INPS.
Alessandro Pazzaglia
lunedì, ottobre 16, 2006
Limiti d'investimento dei Fondi Pensione
Ecco delle indicazioni sui limiti d'investimento dei Fondi Pensione, il legislatore ha infatti voluto tutelare l'investitore inserendo dei limiti d'investimento da parte della Società di Gestione, lo scopo di questi fondi infatti rimane quello previdenziale.
Il fondo può decidere di gestire la contribuzione raccolte in due modi;
1) in modo indiretta,
2) in modo diretto
Gestione Diretta;
In questo caso il fondo può sottoscrivere ;
Ø azioni
Ø quote di fondi comuni d’investimento mobiliare chiuso non superiori al 20% del proprio patrimonio e al 25% del capitale del fondo chiuso,
Gestione Indiretta;
il fondo può stipulare convenzioni con società di intermediazione mobiliare (Sim), con imprese assicurative o con società di gestione del risparmio (Sgr).
La gestione deve rispondere ai requisiti stabiliti dal regolamento e dallo statuto del fondo, in generale la gestione deve essere sana e prudente. Inoltre il fondo deve essere dotato di un benchmark di riferimento tramite il quale si deve valutare i risultati ottenuti, facendo riferimento a indicatori finanziari di comune utilizzo che siano rappresentativi del panorama finanziario e delle possibilità di investimento disponibili sul mercato, trasparenti e oggettivi.
In cosa può investire il fondo pensione:
Ø titolo di debito e di capitale, max 50% del patrimonio del fondo solo quelli negoziati sui mercati regolamentati dei Paesi aderenti all’Ue, degli Stati Uniti, del Canada e del Giappone purchè emessi da paesi aderenti all’Ocse oppure da soggetti residenti.Entro tale limite, i titoli di capitale non possono superare il 10% del patrimonio.
Ø i titoli di debito e di capitale emessi da paesi non aderenti all’Ocse o da organismi internazionali, cui aderisce uno degli stati membri della Ue, non possono superare il 20% del patrimonio del fondo pensione.
Ø Il fondo non può investire il proprio patrimonio in percentuale superiore al 15% in titoli di debito o di capitale, compresi i derivati che danno diritto all’acquisto di tali titoli, emessi da uno stesso emittente o soggetti facenti parte di un medesimo gruppo.
Ø titoli di debito e di capitale emessi da soggetti diversi dai Paesi aderenti all’Ocse oppure residenti in tali paesi, entro il limite massimo del 5% del patrimonio del fondo, purchè negoziati sui mercati regolamentati citati sopra.
Ø I titoli sopraccitati se non sono regolamentati sui mercati sopraccitati non possono superare il limite del 5% (salvo che non siano titoli di debito emessi da stati aderenti all’Ocse).
Ø quote di Oicr,
Ø quote di fondi comuni chiusi; max 20% del patrimonio del fondo
Ø operazioni di pronto contro termine,
Ø liquidità; max 20% del patrimonio del fondo
Ø contratti derivati
Ø valuta: almeno un terzo degli investimenti del fondo pensione deve essere denominato in una valuta congruente con quella nella quale verranno erogate le prestazioni.
Ø Non è previsto effettuare vendite allo scoperto.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, ottobre 12, 2006
Pensione attesa

Previdenza
E' molto probabile che la pensione pubblica su cui potremo contare, una volta entrate a regime le riforme, oscillerà tra il 25% (autonomi con scarsa contribuzione ) e il 63% (dipendenti con elevato incricio tra età e contribuzione ) della retribuzione media. La tabella che segue mostra il cosidetto tasso di sostituzione, ossia il rapporto teorico percentuale atteso tra prima pensione e ultimo reddito.Quindi e qui mi ripeto è molto importante individuare per tempo il modo per avere una volta in pensione, il denaro che consenta di condurre lo stile di vita individuato come accettabile. Questo è una cosa che non interessa molto noi italiani, dal 37 Rapporto Censisi infatti si evince che "oltre il 71% attualmente di noi italiani non fa nulla per garantirsi una vecchiaia serena rinviando qualsiasi intervento a riguardo". Ecco intento la tabella, i valori sono espressi in percentuale.
giovedì, ottobre 05, 2006
RIFORMA TFR
Fra due settimane forse si potrà fare chiarezza sulle modalità della Riforma Previdenziale .Il ministro del Lavoro Cesare Damiano è pronto ad incontrare le parti sociali, visto le forti critiche che ha sollevato la decisione di trasferire il 50% del Tfr inoptato presso un Fondo Inps. Per ora tutto rimane un po' sul vago, di certo è che la Riforma è stata anticipata a Luglio 2007 anzichè al 1 gennaio 2008, e che si riducono i tempi per fornire un adeguata informazione ai lavoratori.Speriamo che questo non ostacoli ulteriormente l'avvio in Italia della previdenza complementare...
mercoledì, ottobre 04, 2006
Fondi Pensione territoriali
Con la nuova formulazione dell'articolo 117 della Costituzione sì è ripartita la competenza normativa tra lo Stato e le Regioni,a quest'ultima si attribuisce una discussa competenza legislativa per la previdenza integrativa e complementare.
Al Fondo territoriale possono aderire solo i cittadini residenti nella Regione in cui il fondo è stato istituito o chi svolge la propria attività prevalente in tale area geografica. Il caso di maggior successo è quello di Laborfonds in Trentino Alto Adige, seguito da Solidarietà Veneto per il Veneto e da Fopadiva per lavoratori dipendenti residenti in Valle d'Aosta.
La gestione del fondo soprattutto quella amministrativa e contabile viene espletata da una società per azioni con partecipazione mista pubblico-privato, la quale svolge inoltre attività di informazione e consulenza a beneficio dei lavoratori iscritti.
Sono presenti all'interno del fondo anche dei Fondi di garanzia, attraverso i quali la Regione interviene a favore degli iscritti al Fondo che versano in condizione di particolare disagio economico, perchè l'azienda dove lavorano è in crisi o fallita.
Alessandro Pazzaglia
martedì, ottobre 03, 2006
Fondi Pensione Aziendali
Oggi entriamo nello specifico dei fondi pensione aziendali, la secondo tipologia dopo quella dei fondi pensione settoriali ( vedi articolo precedente) appartenenti quindi entrambi alla categoria più ampia dei fondi chiusi.
I fondi pensione aziendali hanno come ambito di riferimento la singola azienda.E' il caso del Fondo Quadri e Capi Fiat o di Fondo Poste. Il principale vantaggio è rappresentato dall'elevato connotato di flessibilità, potendosi meglio calare nelle esigenze specifiche del singolo contesto aziendale con benefici effetti in termini sia di efficacia del circuito informativo sia di relazioni sindacali. Lo svantaggio principale invece potrebbe essere la dimensioni eccessivamente ridotta del fondo la quale potrebbe comportare un potenziale accrescimento del livello di onerosità.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, settembre 28, 2006
Riforma del Tfr
I fondi pensione settoriali
FONDI SETTORIALI
I fondi pensione settoriali nascono in virtù di un accordo di settore. Per esempio sono fondi settoriali il Fonchim e il Cometa, rispettivamente il fondo del settore chimico e metalmeccanico.Le principali motivazioni che possono condurre a una scelta che prediliga l'ambito settoriale vanno rivenute in primo luogo nel rispetto dell'autonomia collettiva, trovando naturale negoziazione nell'ambito del livello contrattuale di categoria.
I requisiti:
- Possono aderire ai fondi settoriali solo i lavoratori che appartengono a quel settore, in caso di cambiamento di occupazione e di comparto il lavoratore dovrà trasferire la propria posizione pensionistica al fondo del nuovo settore.
- i costi di gestione di un fondo settoriale tendono a ridursi in maniera considerevole, grazie ad economie di scala, all'omogenità degli iscritti e all'elevato numero di aziende aderenti.
Alessandro Pazzaglia
mercoledì, settembre 27, 2006
Fondi pensione negoziali
E' rappresentata dai fondi pensione che traggono origine dalla contrattazione collettiva.I Fondi chiusi sono rivolti a :
- ai dipendenti sia privati che pubblici, individuati secondo il cirterio dell'appartenenza alla medisima categoria, comparto o raggruppamento;
- al lavoratori autonomi e ai liberi professionisti organizzati in forma collettiva per aree professionali e per territorio;
- ai soci lavoratori di cooperative di produzione a lavoro, anche unitamente ai lavoratori delle cooperative interessate.
Oggi soprattutto in riferimento all'introduzione della Riforma Maroni, il lavoratore del settore privato viene fortemente indirizzato ad aderire ai fondi chiusi, in vista del trasferimento del Tfr.
Differente è il caso dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti in quanto non avendo Tfr, non avranno alcun obbligo di aderire agli eventuali fondi di categoria. I fondi chiusi sono ad ambito definito, ossia hanno una platea definita di potenziali aderenti, per fare un esempio un metalmeccanico non può partecipare al fondo dei chimici o un dentista partecipare a quello dei ragionieri commercialisti.
Vediamo di suddividere i Fondi chiusi in categorie;
- settoriali ; volti ai lavoratori di un determinato settore di attività o di professione
- aziendali, i cui destinatari sono dipendenti appartenenti a un'azienda o a un gruppo aziendale.
- territoriali, costituiti dall'adesione di lavoratori dipendenti da imprese ubicate su un determinato territorio.
Nel prossimo articolo valuteremo più approfonditamente le diverse categorie sopracitate.
Alessandro Pazzaglia
martedì, settembre 26, 2006
Fondi Preesistenti
Diamo ora una breve definizione di Fondi Preesistenti. Per fondi preesistneti s'intendono i fondi pensione istituiti prima dell'entrata in vigore del d.lgs 124/1993
I fondi di maggiore dimensione, si rivolgono a :
- collettività di lavoratori dipendenti ; ( dirigenti aziende industriali, commerciali o di servizi, soprattutto banche e assicurazioni)
- collettività di lavoratori di specifici settori ; ( giornali, aziende municipalizzate, servizi di pubblica utilità )
- collettività dei lavoratori autonomi; agenti di assicurazione
i Fondi preesistenti ;
Nascevano, di solito, per effetto di accordi o regolamenti aziendali.Si rivolgono ad una platea ben definita e solitamente non molto ampia.Potevano essere sia interni che esterni all'azienda.Generalmente hanno regole di governance tendenti a coinvolgere lavoratori ed organizzazioni sindacali.
Scenario
i fondi preesistenti nascono prevalentemente in regime di prestazione definita.
Hanno subito notevoli cambiamenti;
- operazioni di scioglimento
- operazioni di confluenza
- operazioni di trasformazione (delle forme organizzative, degli istituti previdenziali) verso forme di contribuzione definita e regime misto.
Il legislatore ha incentivato tale processo ( forte limitazione nell'ambito dell'operatività dei fondi pensione che assicurano prestazioni integrative a beneficio definito)
Dati
Tra i Fondi pensione preesistenti nel 2005 331 sono di competenza della Covip, 117 sono interne a banche e 7 interne a imprese di assicurazione. Tra i 331 sottoposti alla vigilanza della Covip 320 sono provvisti di soggettività giuridica autonoma, e i restanti 11 sono costituiti come poste contabili all'interno del bilancio dell'impresa in cui lavorano i destinatari dei fondi stessi.
Situazione attuale
Negli ultimi anni, sostanziale stabilità nel numero degli iscritti attivi.
Questo è coerente con la nuova disciplina di settore:
- i fondi preesistenti non possono ampliare la propria area dei destinatoari oltre a quella originariamente prevista
- lavoratori di prima occupazione successiva al 28 aprile 1993 non possono iscriversi a forme pensionistiche definita
lunedì, settembre 25, 2006
Gli strumenti offerti dal mercato
Nell'articolo precedente attraverso l'utilizzo di un caso pratico, avevamo calcolato il fabbisogno previdenziale o gap previdenziale, ossia il rapporto in percentuale tra reddito da lavoro ante pensione e pensione. Oggi facciamo un elenco di tutti gli strumenti che il mercato presenta per coprire il proprio gap previdenziale (vedi tabella)Nel prossimo articolo faremo una breve panoramica sui fondi Pensione, facendo un cenno sulle sostanziali differenze tra le tipologie sopracitate.
Per chiudere la scorsa settimana parlando con un consulente del lavoro circa la Riforma Maroni e la questione del Tfr e l'avvio della Previdenza Complementare, mi sono sentito dire che la legge sulla Previdenza Complementare non è stata ancora approvata, e che tutto rimarrà come prima, e pensare che il governo attuale la vuole anticipare!!!
In realtà la legge è stata approvata in data 5 dicembre 2005 con D.lgs 252/05 e voglio sottolineare che sebbene quasi tutte le norme entreranno in vigore soltanto dal 1° gennaio 2008, la conoscenza delle stesse può riflettersi sulle attuali decisioni dei potenziali aderenti.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, settembre 21, 2006
Come si stima il fabbisogno integrativo?
- % del reddito da lavoro ante pensione;
- è pari all'ammontare della spese presunte in pensione.
Il Tenore di vita va confrontato con la Pensione Prevista (quella obbligatoria), a tali fini si possono anche includere :
- Altri capitali (affitti, rendite da disinvestimenti)
- Capitali disponibili (Tfr residuo, eredità, capitali da disinvestimento)
Se considerando tutti questi fattori non si riesce a raggiungere la stima dell'ammontare delle spese presunte in pensione, si origina un gap o fabbisogno, il quale può essere coperto solo attraverso un Piano di accumulo previdenziale, sempre che non sia stato già stipulato.
Nel prossimo articolo vedremo quali sono tutte le modalità di copertura del gap.
mercoledì, settembre 20, 2006
TERZO STEP

Il lavoratore dipendente di un'azienda del settore privato.
Analizziamo insieme la situazione del dipendente nel momento in cui andrà in pensione. Ipotizziamo che da qui al 2030, anno in cui andrà in pensione, il suo reddito aumenterà del 1% se così fosse avendo un reddito ad oggi nel 2006 di 22.665 € il lavoratore si troverebbe con un reddito ante pensione di 28.493 €. Nettizzando il reddito così ottenuto per il 29% aliquota fiscale ottengo un reddito netto di 20.243 € da cui ne deriviamo che il suo tenore di vita prima di andare in pensione sarà di 20.243 €. Vediamo cosa percepisce come entrata il lavoratore nel momento del pensionamento. Il reddito da lavoro non ci sarà al suo posto ci sarà il reddito da pensione, che noi abbiamo calcolato nell'articolo di ieri pari a 19.039 € lordi , ossia 15388 € netti. Il lavoratore si troverà quindi con Risorse mancanti pari a 4.854 € , idem nell'anno successivo e per tutti quelli a venire.
Cliccate nella tabella per vedere il bilancio del lavoratore. Cosa dovrà fare il lavoratore per coprire tale gap? riuscirà a vivere con un reddito di 1.282 € al mese ? questo e altro lo scopriremo nel prossimo articolo..
Alessandro Pazzaglia & Adriana Cameli.
martedì, settembre 19, 2006
Seconda parte dell'esempio

Pianificazione finanziaria,
Avevamo nell'articolo precedente inserito i dati del reddito del lavoratore , in quel caso dipendente di azienda del settore privato, risultanti dall'estratto conto inps, ( sarebbe cosa giusta per chiunque ha una posizione aperta presso l'inps di registrarsi nel sito www.inps.it e nella sezione "servizi online" richiedere i codici d'accesso, i quali un volta attribuitevi vi permetteranno di visualizzare in qualsiasi momento la vostra situazione pensionistica, i passi sono i seguenti: andate sul sito www.inps.it, cliccate a sinistra su servizi online, poi su "Richiesta codice Pin" e successivamente su "Assegnazione Pin", cliccandoci dentro ed inserendo i dati richiesti, verrà visualizzata la prima parte del Pin (8 caratteri). La seconda parte, indispensabile per completare il codice ed accedere ai servizi telematici, verrà recapitata a domicilio.)
Ecco le stime attesa dalla previdenza pubblica obbligatoria (cliccate nell'immagine per ingrandirla) alla data scelta di pensionamento, calcolate in conformità con i requisiti e i sistemi di conteggio delle attuali norme di legge.
Sulla base della contribuzione accreditata la prima decorrenza utile di pensione è gennaio 2030 e il limite massimo di posticipo dalla di pensionamento è febbraio 2036.
I dati sono tutti a valori di oggi depurati dell'effetto inflazione ( cioè i 1000 euro del 2030 corrispondono ai 1000 euro di oggi). Dalla tabella si trova che lavoratore in questione andrà in pensione con il 66.16% del reddito da lavoro ( a valori lordi) e il 75,53% (a valori netti). Il dato che a noi interessa è quello netto, è infatti la pensione netta quella "spendibile" e sulla quale noi dobbiamo fare affidamento. Il lavoratore andrà quindi in pensione con 1.282,33 € netti (15.388 €:12 mesi) al mese nel gennaio 2030, e la pensione coprirà il 75,53% del proprio fabbisogno o tenore di vita (fatto pari al reddito dell'ultimo stipendio ossi 20.375 €). Risulta quindi che quando il lavoratore andrà in pensione avrà circa un ammanco del 24,47% una differenza assoluto annua di 4.986 € , rispetto al reddito da lavoro. Il lavoratore potrà a questo punto decidere di intervinire attraverso la previdenza complentare, per raggiungere lo stesso tenore di vita e coprire il gap, in modo da non sentire differenze rispetto a quando era al lavoro, oppure lasciare il gap aperto e intervenire con altri strumenti,ma questo lo vedremo nel prossimo articolo....
Alessandro Pazzaglia & Adriana Cameli
lunedì, settembre 18, 2006
Calcolo di una pensione, esempio pratico di analisi

Pianificazione Previdenziale
Procederemo ora a fare un esempio di pianificazione previdenziale partendo da un caso concreto, in particolare andiamo a verificare seguendo cinque step i seguenti aspetti:
- Analisi della situazione attuale ( redditi e situazione contributiva di previdenza obbligatoria),
- Definizione della data di pensione e stima dell'importo atteso,
- eventuale partecipazione a forme di previdenza complementare,
- Analisi del divario tra tenore di vita desiderato e risorse della pensione pubblica e rendite vitalizie da forme di previdenza complementare,
- Aggiunta di eventuali integrazioni con nuove forme di previdenza integrativa individuale per raggiungere il tenore di vita desiderato.
Nel Prossimo articolo verrà pubblicato il risultato dell'analisi
Alessandro Pazzaglia & Adriana Cameli
venerdì, settembre 15, 2006
Pensione di vecchiaia occupati prima del 01/01/1996
giovedì, settembre 14, 2006
Sistema misto

Il Sistema Misto
Si applica ai lavoratori con meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
In questo caso la pensione viene calcolata in parte secondo il sistema retributivo, per l'anzianità maturata fino al 31 Dicembre 1995, in parte con il sistema contributivo, per l'anzianità maturata dal 1° Gennaio 1996. Se però si possiede un'anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni, di cui almeno 5 successivi al 1995, è possibile utilizzare l'opzione per avere la pensione calcolata esclusivamente con il sistema contributivo.
L'opzione non può essere esercitata da chi ha diritto al calcolo con il solo sistema retributivo.
martedì, settembre 12, 2006
Metodo contributivo

1) Campo d'applicazione : lavoratori dopo 01/01/1996
2) Modalità di calcolo : una volta individuato la retribuzione annua dei lavoratori dipendenti o i redditi conseguenti dai lavoratori autonomi o parasubordinati, calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell'aliquota del 33% per i dipendenti mentre quella del 20% per gli autonomi, il 19,70% per i parasubordinati ( il 20% per la quota di reddito eccedente 39.297,00 euro);
3) si determina successivamente il montante individuale che si ottiene sommando i contributi di ciascun anno opportunamente rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del Pil ( prodotto interno lordo ) determnata dall'Istat pari a ( 1,055871 nel 97, 1,053597 nel 98, 1,056503 nel 99, 1,051781 nel 2000, 1,047781 nel 2001, 1,043698 nel 2002, 1,041614 nel 2003,1,039272 nel 2004, 1,040506 mel 2005
4)applicare al montante contributivo il coefficiente di trasformazione che varia in funzione dell'età del lavoratore, al momento della pensione, così come riportato di seguito : 57 4,720%; 58 4,860%; 59 5,006%; 60 5,163%; 61 5,334%; 62 5,514%; 63 5,706%; 64 5,911%; 65 6,136%.
ESEMPIO
I contributi versati e capitalizzati durante la vita lavorativa di un soggetto con 35 anni di contribuzione che decide di andare in pensione a 57 anni sono pari a 346.500 € ( in ipotesi di crescita salariale e pil pari a zero ), la sua pensione annua lorda sarà pari a 18.408 € calcolata nel seguente modo:
(30.000 euro x 33% + crescita media pil in questo caso supposta pari a zero ) x 35 anni= 346.500 € , tale valora moltiplicato per il coefficiente trasformazione montante mi dà la pensione lorda annua, ossia 346500 x 4,720%
Alessandro Pazzaglia
lunedì, settembre 11, 2006
Calcolo con il metodo retributivo

1)Campo d'applicazione: lavoratori che al 31/12/1995 hanno maturato 18 anni di contributi.
2)Modalità di calcolo: media di retribuzione degli ultimi 10 anni per i dipendenti dal 2001, e ultimi 15 anni per gli autonomi dal 2003.
3)Applicazioni: applicazione di un'aliquota decrescente alla retribuzione media così calcolata;
Anzianità maturate fino al 1992
Per le anzianità contributive maturate fino al 31 dicembre 1992 le aliquote di rendimento sono le seguenti:
1) sulla prima fascia di retribuzione annua pensionabile, pari a 39.297,00 €, si applica il 2% annuo;
2) sulla quota superiore, oltre 39.297,00 € fino a € 52.265,01 , si applica l'1,50%;
3) sulla quota superiore che va oltre 52.265,01 fino a 65.233,02, si applica l'1,25%;
4)sulla quota di salario eccedente oltre € 65.233,02, si applica l'1%.
Anzianità maturate dal 1993
Per le anzianità maturate dal 1° gennaio 1993, le aliquote di rendimento sono così modificate:
1) sulla prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari a 39.297,00 € si applica il 2% annuo;
2)sulla quota superiore,oltre 39.297,00 € fino a 52.265,01 € , si applica l'1,60%;
3)sulla quota superiore, oltre 52.265,01 € fino a 65.233,02 €, si applica l'1,35%;
4) sulla quota superiore oltre 65.233,02 € fino a 74.664,30 €, si applica l'1,15%;
5) sulla quota di salario eccedente oltre € 74.664,30 ,si applica lo 0,90%
Per cui per fare un esempio pratico se ho un importo annuo di retribuzione e reddito di 39.297,00 € e ho maturato 40 anni di contributi avrò una pensione annua lorda pari a 31.437,60 € così determinata 2% (aliquota rendimento annuo per fascia di reddito per anzianità maturate al 31 dicembre 1992 vedi sopra) * 40 anni di contribuzione + 2% ( Aliquota rendimento annuo per fascia di reddito per anzianità maturate dal 31 dicembre 1992 vedi sopra ) * 40 anni di contribuzione /2= 80% questo significa che otterrò una pensione annua lorda pari all'80% del reddito medio annuo lordo ossia= 39.297,00 € *80% = 31.437,60 €
venerdì, settembre 08, 2006
Determinanti della Riforma

Il ridursi del numero di lavoratori in servizio ( che pagano i contributi ) e l'aumento del numero dei pensionati ( i cui trattamenti sono pagati attraverso contribuzione degli attivi) hanno reso il nostro sistema precario e bisognoso di riforme strutturali, aumentando il fabbisogno di risorse finanzarie ai fini previdenziali.
Per tali motivi il governo ha deciso attraverso un Ddl delega ancora da "concertare" (entro il 2007), di apportare delle modifiche strutturali.
In agenda in particolare è previsto la rimodulazione dello scalone 2008 ( con incentivi e disincentivi),la revisione dei coefficienti di trasformazione in rendita, il nuovo meccanismo di cumulo tra il lavoro part-time e la pensione, l'intervento sugli ex fondi speciali Inps con disavanzo, l'eventuale anticipo al 2007 della riforma del Tfr e la sua graduale estensione al pubblico impiego.
Molta "carne al fuoco" ..... bisogna aspettare prima di pronunciarsi in modo da poter valutare e comprendere appieno che effetti tali riforme avranno su ciascuno di noi.
Nel prossimo articolo intanto che attendiamo le riforme, procederemo a fare un esempio di calcolo di pensione con il sistema retributivo.
Alessandro Pazzaglia
giovedì, settembre 07, 2006
I Pensionati
Prima articolo di una lunga serie allo scopo di fare un po' di chiarezza sul "Mondo Pensionistico", e di dare maggiori informazioni ai lettori in tema previdenziale e di fornire gli strumenti utili per il calcolo della pensione.
La prima suddivisione importante da fare è quella tra i diversi Sistemi Pensionistici presenti:
1)Sistema retributivo o a ripartizione,
2)Sistema Misto,
3)Sistema Contributivo.
Sistema Retributivo.
Il sistema retributivo o a ripartizione si applica ai lavoratori con più di 18 anni di contributi al 31/12/1995: la pensione dipende dagli anni di lavoro maturati e dal valore dalla retribuzione degli ultimi anni, indipendentemente dall'ammontare dei contributi versati durante tutta la vita lavorativa.
Sistema misto.
Si applica ai lavoratori con meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995: la pensione viene calcolata in parte secondo il sistema retributivo, per l'anzianità maturata fino al 31712/1995, in parte con il sistema contributivo, per l'anzianità maturata dal 1° gennaio 1996. (Riforma Dini Legge 335/95)
Sistema contributivo o a capitalizzazione .
Si applica a coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996, e commisura la pensione ai contributi effettivamente versati durante tutta la vita lavorativa.






