lunedì, ottobre 07, 2013

Articolo di Buddy Fox....

Soft landing”, più semplicemente “atterraggio morbido”, per un abile pilota d’aereo è un esercizio semplice, quasi di routine, per un banchiere centrale è invece un traguardo, un sogno, un’utopia o peggio una chimera.

Agevole impugnare una cloche dopo molte ore di esercizio, ben più difficile guidare il mondo da uno scranno, anche esso sia quello della Fed, la più importante e potente banca centrale del pianeta, le ore di studio e di esercizio non sono mai abbastanza. Ogni volta è come la prima volta, e tutte le volte si accollano le speranze e le responsabilità di un “soft landing” (atterraggio morbido dell’economia) al governatore della Fed di turno: nessuno ci è riuscito in passato, nemmeno Alan Greenspan il governatore per ogni emergenza, e non ci è riuscito nemmeno Bernanke che della Grande Depressione conosceva ogni particolare, discorso a parte su Paul Volcker che dell’inflazione fu il grande domatore.

Ogni volta è come la prima volta, ogni volta si dice: “questa volta sarà soft landing, l’economia frenerà ma non crollerà prima di ripartire”. A corroborare queste analisi (che assomigliano più a un atto di fede che a una concreta possibilità) è l’ultima decisione della Fed che lascia immutato il Quantitative Easing, sorprendendo anche i più ottimisti, come se Bernanke volesse tappezzare di denaro tutte le piste di atterraggio del mondo, rendendo agevole l’arrivo anche alle economie più goffe.

Alla domanda “qual è il più grande hedge fund della storia?” Warren Buffett ha risposto: “facile, la Federal Reserve” e ha aggiunto“sono favorevole a un terzo mandato per Bernanke, se hai un fuoriclasse a disposizione non lo tagli fuori”. Ma il pompaggio di moneta prima poi dovrà arrestarsi e Bernanke lo sa bene, anche per questo credo che il re del Dollaro abbia deciso di abdicare. Ci si ritira quando si è in cima e non quando ormai si è affondati. La nuvola nera che Greenspan aveva passato a Bernanke, ora viene lasciata alla Yellen, difficile immaginare un lieto fine per questa storia. Niente “soft landing” anche questa volta servirà il paracadute.

FTSEMIB: attenzione attenzione, ora Roubini è diventato rialzista! “E’ l’ora di comprare azioni” ha detto l’economista intervenendo alla conferenza Inside Commodities. Per anni Roubini è stato il nostro indicatore contrarian (se lui dice “vendere” noi compriamo), e fino a oggi è stato preciso, ma questa volta potrebbe aver ragione. All’ottimismo di Roubini si aggiunge la copertina del Time che celebra il Toro, per molti si avvicina il momento dell’euforia. Per noi diventerà prudenza, attenzione Wall Street è vicina al top. Piazza Affari per fortuna ha la strada spianata, noi possiamo salire ancora, sopra 18,000 sarà allegria!

TELECOM: si potrà dire che tutto il male è cominciato con Colaninno, che ha ingozzato di debito una compagnia sana e snella. E da lì in peggio, prima Tronchetti che ha svuotato la cassa e poi la Telco che ha totalmente snobbato i piccoli azionisti. Oggi la nuova beffa, si dirà almeno Colaninno un’Opa l’ha lanciata, si è preso il bottino ma ha anche elargito a chi era in fondo alla cascata. Oggi Telefonica vuole comandare senza avere la maggioranza, sembra di essere tornati alla prima privatizzazione, quando il consorzio degli Agnelli comandava con il 6,67%. La battaglia non è finita, Telecom questa volta farà contenti tutti.

CHL: siamo solo all’inizio della grande festa, ora superiamo 0,055

TISCALI: la prossima preda? Crediamoci.
Buddy Fox
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martedì, novembre 20, 2012

Rimane ancora invariato il cambio Euro Dollaro che rimane però sotto al vecchio supporto a 1,28 €. Le tensioni della scorsa settimana relative al caso "Grecia" e le preoccupazioni di un mancato accordo sul "Fiscal Cliff" americano hanno spinto al rialzo le quotazioni del bund che si avvicina dinuovo ai massimi di periodo

lunedì, giugno 04, 2012

Anche Obama ci chiede di fare di più in Italia per fermare un'eventuale contagio causato dall'uscita della Grecia dall'Euro. Peggiorano i dati su disoccupazione in America e Europa, sul Pil in America; meno brillante delle previsione e sull'attività economica in Cina, in netto calo. Intanto a livello europeo si inizia a parlare di aumentare il tetto sui depositi bancari (attualmente di 100.000 €) .....forse per combattere un effetto contagio sulle banche dei periferici più deboli? o forse per arrestare il flusso di capitali che già da tempo sta lasciando i depositi bancari dei Piigs a favore di Germania e Francia? quest'estate si ballerà molto .....spero non il sirtaki...

lunedì, maggio 28, 2012

Oggi arrivano dei segnali positivi dal fronte greco.
Il Fondo Finanziario di Stabilità oggi ha sborsato circa 18 miliardi di euro alle prime quattro banche greche come dal piano di ricapitalizzazione. Panayotis Thomopoulos a capo del fondo ha rilasciato un intervista al telefono mettendo in luce il piano nel dettaglio
La secondo notizia della giornata è che Nuova Democratia, il partito ellenico che aderisce al piano di austerità imposto dalla Troika è risultato primo in tutti i 6 polls pubblicati il 26 Maggio relativi alle elezioni di Giugno.

mercoledì, gennaio 04, 2012

Andamento Cross Euro Dollaro Australiano



giovedì, maggio 05, 2011

Wall Street chiude in rosso; a indebolire le piazze del paese a stelle e strisce sono stati i deludenti dati macroeconomici pubblicati in giornata. E' stato, infatti, reso noto che la stima ADP sul mondo del lavoro ha evidenziato una crescita nel mese di aprile di 179 mila impieghi. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano un incremento di 198 mila posti di lavoro. Le piazze azionarie si sono ulteriormente indebolite giovedì sulla scia del deludente dato macro sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione; salite di 43 mila unità da 431 mila unità a 474 mila unità (le attese da parte del mercato erano fissate a 410 mila unità).

lunedì, aprile 11, 2011

Settimana di borsa tutto sommato ancora positiva per i mercati azionari internazionali, anche se, a parte qualche eccezione, l'impressione è che gli indici, con la grande corsa iniziata dai minimi di marzo, ora abbiano un pò il fiatone. Il che non mette in tensione lo status del trend di medio lungo (che infatti lo storno dovuto a Giappone e Libia non ha intaccato) ma pone piuttosto l'attenzione sul breve periodo dove alcune situazioni di stress degli indicatori potrebbero portare a ripiegamenti fisiologici. L'S&P 500, infatti, si è ritrovato per diverse sedute ad accarezzare l'area dei massimi del 2011 sui livello dei 1330-1340 punti, senza però avere mai la spinta giusta per effettuare il breakout rialzista. Gli indici europei, sia quelli regionali, sia quelli dei singoli paesi, evidenziano un trend continuativo rialzista nelle ultime ottave: una pausa sarebbe utile per affrontare con più forza le resistenze statiche poste innanzi. In particolare, per l'S&P 500, il breakout di area 1330 1340 darebbe il là ad un movimento positivo confermato, una vera e propria gamba rialzista con target in area 1400. Parallelamente, sugli altri indici, si assisterebbe ad un apprezzamento dei corsi azionari, con i beta propri di ogni mercato rispetto a quello americano. Quanto alla settimana appena trascorsa, si conferma la correlazione tra trend positivo degli indici e rialzi sul cross Euro Dollaro; quest'ultimo sta violando la trend ribassista primaria e si inserisce in un contesto di confermata forza della valuta europea, pur in presenza di problematiche serie (ma forse già scontate dal mercato) sul debito sovrano (vedi Portogallo). La dinamica dei tassi di interesse ha nuovamente indebolito l'obbligazionario, anche se il movimento era stato già in gran parte anticipato negli ultimi mesi. Sul mercato delle materie prime sono risultati ancora forti oro e petrolio, con nuovi massimi di periodo, elemento che va a legarsi con le tensioni inflazionistiche già percepite dai mercati. La tonicità delle commodities rafforza in ambito settoriale comparti come la Chimica, le Risorse di Base e l'Oil & Gas. Bene, tra gli emergenti, Cina e Turchia.

lunedì, aprile 04, 2011

Report

I rialzi azionari di questa settimana hanno portato gli indici in prossimità dei massimi toccati un mese fà, cancellando i ribassi causati dal terremoto giapponese e dalla guerra nordafricana. Sul fronte macroeconomico sono state riviste al ribasso le stime di crescita mondiale. Alla luce di queste previsioni, i primi dati macroeconomici segnalano un rallentamento dei consumi negli Stati Uniti rispetto ai dati sulla produzione, inoltre ad alimentare i dubbi sulla continuità della ripresa in atto è l'ascesa senza freno del prezzo del petrolio. Sul mercato del reddito fisso, i titoli di stato hanno perso terreno per la seconda settimana consecutiva sorpresi dal dato sull'inflazione europea e dalla forza dell'Euro, che si apprezza rispetto alle altre valute nonostante le pessime notizie dal Portogallo e dall'Irlanda (il mercato sconta per certo una stretta monetaria della Bce per il 7 aprile) . Sul mercato azionario, settimana di sovraperformance degli emergenti rispetto ai paesi sviluppati, l'imminente stretta monetaria in europa rende quindi di nuovo attraente l'investimento in emergenti. In particolare, bene gli indici americani e tra gli europei, bene il Dax tedesco, spinto all'insù dai comparti più pesanti dell'indice: industriali, chimici e risorse di base. I deludenti andamenti del settore bancario e dei finanziari (vedi Portogallo e Irlanda) hanno invece penalizzato l'indice italiano e spagnolo. Per quanto riguarda le materie prime, si segnala un rialzo del 2% in dollari; bene agricoltura e materie prime, male i metalli di base. Il tema della settimana entrate è verificare il proseguimento dei rialzi in atto e se tale movimento si rafforzerà nel medio periodo o se invece il secondo trimestre del 2011 si indebolirà sulla spinta dei dati macro e delle notizie provenienti dall'earning season statunitense. Intanto il Vix ( volatilità ) fa segnalare una riduzione tornando con forza sotto quota 20.

martedì, marzo 29, 2011

Settimana di borsa positiva per gli operatori finanziari che ritrovano fiducia dopo le sedute di tensione. Le nubi relative al terremoto in Giappone e alla crisi libica, non si sono però completamente dissolte. In particolare, in Giappone si registra una parziale fusione delle barre di combustibile usato al reattore numero due della centrale nucleare di Fukushima ed la perdita dell'acqua altamente radiottiva contaminata dalle barre. In Libia invece gli insorti hanno annunciato la conquista della città natale di Gheddafi. Inoltre in settimana si sono anche diffusi nuovi timori sulla tenuta del debito portoghese. Gli indici sono stati comunque capaci di registrare performance positive consistenti: nel Vecchio Continente tutte le performance sono state sopra i tra punti percentuali: in particolare Francia e Germania hanno registrato incrementi del 4,19% e del 4,10%. Buone i risultati anche degli altri paesi sviluppati giudati dal 2,91% del Giappone. Anche tra gli emergenti segni positivi generalizzati, dove si distinguono in particolare il Cile (6,47%) che sembra aver interrotto la prolungata fase correttiva, ma anche la Cina (4,74%) e soprattutto India (5,13%). Ancora debole la Turchia, che segna un più modesto 0,90%. Nel mercato Forex, l'Euro rimane forte nonostante le pressioni provenienti dalla situazione portoghese. Tra le commodities, positivi sia petrolio sia oro, dopo i cali della settimana scorsa. In diminuzione, invece, la volatilità dopo il forte aumento registrato nella settimana precedente.

lunedì, marzo 21, 2011

Settimana di borsa condizionato dal terribile terremoto che ha colpito il Giappone. Si è aggiunto, sul finire di settimana, l'acuirsi della crisi in Libia, con l'ipotesi Onu di un intervento volto a far cadere il regime di Gheddafi. Intano sui listini internazionali si sono abbattute forti vendite, specie nella prima parte della settimana quando si sono susseguite notizie provenienti dal Giappone. Poi gli indici sono stati capaci di reagire: nel Vecchio Continente Ibex e paesi noridici hanno chiuso in parità, mentre hanno sofferto Dax, Cac e Ftse Mib. Nel resto del mondo, l'azionario giapponese chiude l'ottava con circa 10 punti percentuali di perdita, mentre gli indici americani chiudono con un passivo limitato al 2%, in recupero comunque dai minimi della settimana. Tra gli emergenti segni contrastanti: positivi Russia, Cile Malaysia e Corea mentre i mercati cinesi risentono della situazione in giappone. Tra gli indici settoriali hanno recuperato limitando i danni Assicurazione, Health Care e Telecom, più resistenti Oil & Gas, Costruzioni e Industriali. Nel mercato Forex, dopo un rally lo Yen è tornato sulle posizioni di inizio settimana con un Euro che ha recuperato posizioni anche sul Dollaro Usa, raggiungendo ormai livelli critici di resistenze dinamiche. Tre le materie prime, in calo sia petrolio sia oro, mentre hanno recuperato posizioni i metalli industriali. In forte aumento la volatilità, l'indice Vix ha toccato quota 31 per poi indebolirsi e tornare in area 24.

lunedì, marzo 14, 2011


Settimana di borsa caratterizzata da segni meno sui mercati azionari internazionali che non riescono a trovare la forza che ha caratterizzato le prime settimane di gennaio. Il precipitare degli eventi in nord Africa, il caro prezzi delle materie prime e la discesa del Dollaro e ora, anche l'impatto economico del terremoto in Giappone, stanno apportando tensione al mercato che si trova in situazioni di incertezza.
Nel mercato americano l'S&P 500, nell'ultima settimana recupera sul finale il supporto a 1300 punti migliorandone l'impostazione. Nel Vecchio Continente a differenza dell'America gli indici principali hanno registrato una maggiore debolezza. Il tema della settimana entrante sarà quindi di verificare quale dei mercati darà la direzione al trend, se quello americano improntato maggiormente al rialzo rispetto a quello ribassista europeo. Rimangono inoltre deboli i mercati emergenti, che fanno registrare cadute fino ai 4 punti percentuali di Cina e Corea. Da inizio anno questi mercati stanno decisamente mostrando una perdita di forza relativa. In recupero solo la Turchia. In tema di comparti settoriali, molto colpiti quelli legati alle risorse di base mentre hanno tenuto le posizioni solo Food e Telecom. Sul fronte valutario, l'Euro ha manifestato la medesima tendenza di deprezzamento verso la generalità delle valute: il cambio verso il Dollaro ormai è giunto in area 1,40/1,41. L'obbligazionario, grazie alle difficoltà dell'equity, recupera qualche posizione: le scadenze lunghe arrivano a guadagnare fino a 50 bps.

venerdì, febbraio 11, 2011



La settimana appena conclusa è stata caratterizzata dalla debolezza dei paesi emergenti che fino ad oggi avevano retto meglio l'urto della correzione che interessa l'area; i mercati dell'area rimangono condizionati dalle notizie sull'inflazione. Gli indici che registrano le maggiori perdite in settimana sono quello cinese, quello coreano e infine quello russo; quest'ultimo dovuto all'indebolimento del prezzo del petrolio. Raggiungono nuovi massimi invece gli indici americani; in particolare il Nasdaq che si trova ora sui livelli del 2007, azzerando completamente la crisi. Anche in Europa in settimana gli indici trovano vigore, in particolare da segnalare il Dax che riesce a superare la resistenza a 7200 punti con la miglior performance tra i mercati del Vecchio Continente. Alla base di questo movimento vi sono un crescente ottimismo sulla crescita, mentre i prezzi del debito pubblico calano lentamente ma in modo costante. In Europa, in calo solo la Spagna e i paesi nordici, quest'ultimi indeboliti dalla debacle di Nokia. Tra i comparti settoriali, si conferma la tendenza alla normalizzazione nei rapporti di forza relativa: ritrovano forza chimici, industriali e auto.Debole invece, come detto, il petrolio. In ambito Forex, l'Euro guadagna posizioni su Franco e Yen, nonostante tra i Cds di stati e banche si segnala qualche incremento. Continua a scendere il Bund, il mercato obbligazionario rimane decisamente debole.

lunedì, gennaio 24, 2011


Settimana di correzione per gli indici azionari. L'Eurostoxx 50 torna a ritestare i 3000 punti per poi ritracciare, l'impostazione dell'indice rimane comunque sostanzialmente invariata. Prende una pausa invece l'indice tedesco Dax dopo un rialzo durato per tutto il 2010, che ha visto l'indice superare i massimi a 6.300 punti. Nella settimana appena trascorsa sono giunti segnali positivi a livello macro; i dati di attività economica hanno evidenziato il nuovo massimo storico per l'indice Ifo Tedesco. Bene il dato del Pil cinese del quarto trimestre, mentre rassicurano le notizie derivanti dall'america con il dato sui sussidi alla disoccupazione settimanali a 404.000. In settimana l'elemento di maggior interesse è stata una decisa rotazione settoriale dei comparti azionari. In Europa a beneficiarne sono, come la settimana precedente, i titoli bancari e assicurativi, che ritrovano vigore interrompendo il trend ribassista che li ha contraddistinti per tutto il 2010. Ne hanno fatto le spese quindi i settori azionari a più alta forza relativa nell'ultimo anno; Chimica, Materiali di base, Beni per la Casa e la Persona, Industriali. Questa rotazione settoriale ha di conseguenza favorito gli indici europei con un maggior peso di titoli bancari e finanziari come Ftse Mib e Ibex, mentre il Dax ha chiuso in rosso prendendosi una pausa dopo il prolungato rialzo. Anche sul mercato americano ha visto un cambiamento di settori; i titoli tecnologici e quelli a media- piccola capitalizzazione stanno perdendo forza relativa rispetto al mercato. Gli indici azionari in conclusione rimangono ancora con un'impostazione positiva, seppure siano prossimi ad importanti livelli di resistenza (1300 per l's&P 500 e 7200 per il Dax). Ritracciano in settimana perdendo forza tutti i mercati azionari emergenti eccetto l'India che realizza una performance positiva, dopo però settimane di debolezza. I mercati obbligazionari emergenti risentono negativamente del surriscaldamento delle relative economie; in settimana Brasile e Polonia hanno infatti aumentato i tassi ufficiali. In ambito cambi, infine, l'Euro recupera su quasi tutte le valute grazie al buon andamento del comparto finanziario e all'allentamento della crisi europea.

lunedì, gennaio 17, 2011


La settimana appena trascorsa si è aperta con le stesse incognite della precedente e con gli indici internazionali piuttosto deboli. Una decisa sterzata è arrivata con le notizie riguardanti il buon successo delle aste dei titoli di stato portoghesi, guidati dagli acquisti della Bce, elemento che ha riportato gli indici in territorio positivo. Sui mercati azionari, settimana positiva di rialzo dei principali indici, su dati economici migliori delle attese. La stagione degli utili statunitensi del quarto trimestre sta confermando il trend di crescita di utili e fatturato. Forte rialzo in settimana per i mercati azionari europei del settore bancario e finanziario e quindi per i panieri europei ad alto contenuto finanziario (Ftse Mib, Ibex), mentre hanno sottoperformato i settori europei più difensivi. Emergenti in generale recupero anche se non manca qualche segno meno (come India e Turchia). In campo valutario, si conferma la correlazione tra borse ed andamento dell'Euro: questa settimana la valuta europea recupera sulla generalità dei cross. L'euro si è rafforzato inoltre per via di timori inflazionistici e dalla possibilità di un aumento dei tassi di interesse da parte della Bce.

La minaccia inflazionistica sembra essere sempre più realistica anche per i paesi emergenti. Le banche centrali potrebbero essere costrette a rivedere la propria politica monetaria attraverso il rialzo dei tassi di interesse e la rivalutazione dei cambi. Questo ovviamente causerebbe un freno alla crescita.

In conclusione l'andamento degli indici azionari in settimana ha rafforzato gli indici più deboli mentre ha consolidato quelli più forti, rimane anche rialzista il trend di medio periodo. Restano alti i livelli di ipercomprato e la possibilità di storni o correzioni.

Indice Vix: è ormai sul supporto fondamentale a quota 16, in un contesto di downtrend pronunciato. Sono possibili correzioni e aumenti di volatilità sui mercati azionari nelle prossime sedute

lunedì, gennaio 10, 2011

Settimana di rientro...


Settimana di rientro dalle festività che ripropone interessanti temi per le varie asset class. Il 2011 si è aperto su una nota positiva, con dati economici più forti del previsto, azioni in rialzo ed obbligazioni in ripiegamento. Tra gli indici azionari del Vecchio Continente troviamo segni più per Dax, Cac, Ftse e persino Ftse Mib, quest'ultimo grazie alla componente "Oil" del paniere; in calo pesante solo l'indice spagnolo. Gli indicatori sono in forte ipercomprato per cui molto probabilmente sono possibili sull'azionario dei ribassi per fare uscire gli indicatori da questa fase. Gli spread dei paesi periferici di Eurolandia hanno subito l'ennesimo allargamento, anche se Spagna e Portogallo hanno comunicato di essere in grado di centrare gli obiettivi di deficit per il 2010. Nonostante questo, i credit default swap sui debiti pubblici dei paesi europei periferici sembrano mostrare che il mercato prevede un peggioramento della situazione in essere. Ne è conferma l'aumento degli spread dei titoli del debito bancario area euro senior e la caduta dell'Euro rispetto le principali valute.

Le materie prime sono risultate in calo di circa il 2% questa settimana, su timori che la stretta monetaria in atto in Cina possa determinare un calo della domanda. Anche le voci di regolamentazione per impedire a singoli operatori di detenere rilevanti quote dello stock di materie prime presso le borse merci a contribuito al ridimensionamento delle quotazioni.
Grafico Euro vs Franco Svizzero: il cross eur/chf fa registrare nuovi minimi, la debolezza dell'euro è determinata dall'incertezza sul debito pubblico dei paesi periferici di Eurolandia.

mercoledì, dicembre 22, 2010


Il titolo ha toccato i 47 euro per cinque volte ritornando indietro, mostra una figura ad accumulazione posizionarsi long alla rottura delle resistenza a 47 euro, occhio ai falsi segnali!molto importante vedere i volumi

Settimana di borsa che conferma le difficoltà europee in tema di debito pubblico governativo. Tra le asset class di investimento si sono registrate forti diminuzioni dei prezzi dei titoli di stato a causa della crisi dei paesi europei che sembra ora allargarsi anche verso Francia e Germania: ne è evidenza il ribasso del bund tedesco. In questo contesto di incertezza, gli investitori visto i rialzi dell'azionario delle ultime settimane sembrano spinti verso attivi più rischiosi. Tra questi selezionando i settori meno indebitati, come l'azionario industriale. I titoli invece bancari e assicurativi, avendo in bilancio quantità elevate di titoli di stato rimangono sfavoriti dagli investitori. La situazione dei mercati appare ancora statica con gli indici azionari occidentali vicini ai massimi del 2010 ( Dax, s&P 500, nordici), mentre gli emergenti stanno tirando ancora il fiato, dopo il surriscaldamento degli ultimi mesi. Sul mercato dei cambi dopo il rally di inzio anno, il dollaro sta terminando il 2010 in ribasso del 3% rispetto alle principali valute. Molto probabile che l'andamento del biglietto verde possa continuare in modo erratico, con ampie oscillazioni indotte dai deficit fiscali negli Stati Uniti e dalla debolezza dell'Europa perifierica. Tra le commodities da segnalare la fase di consolidamento dell'oro. Ancora in ripiegamento gli indici obbligazionari, anche emergenti. Ripiega verso i minimi di periodo il Vix, elemento da non trascurare in quanto le probabilità di una fase correttiva di breve diventano piuttosto elevate. Allego grafico Vix : l'indice si appoggia a quota 16, in un contesto ribassista, potrebbe preludere a improvvisi aumenti di volatilità.

lunedì, dicembre 13, 2010


Settimana di borsa contrastata in settimana per le borse internazionali che mantengono una struttura tecnica positiva nel trend generale, manifestando però sul breve tendenze distinte. In settimana la notizia che ha influito maggiormente sugli indici azionari è stata la decisione da parte degli Stati Uniti di estendere i tagli d'imposta introdotte dalla vecchia amministrazione Bush e di introdurne di nuove. Il fine è quello di stimolare l'economia americana nel breve a tal punto di compensarne i costi di manovra. L'indice s&P 500 si conferma infatti in settimana l'indice più forte ne è conferma la chiusura verso i massimi di periodo. La crescita rimane comunque ancora stagnante ed è ancora prematuro parlare di espansione; gli effetti di stimolo infatti sono indotti dall'esterno dalla politica monetaria e fiscale anzichè creati dai player di settore; imprese, banche, famiglie e pubblica amministrazione.

In area euro si è assistito invece ad un'ulteriore ampliamento degli spread della periferia dell'area, con l'eccezione dell'Irlanda che ha approvato nuovo budget di austerità. Gli spread rimarranno tuttavia sotto pressione per via di cospicue nuove emissione obbligazionarie nel 2011.

I mercati emergenti hanno invece sofferto in settimana, in primo luogo Turchia e India. Il primo corregge all'interno del proprio trend rialzista mentre il mercato indiano, come pure altri paesi Bric come Brasile e Cina, sta tirando il fiato ( indice Bric -4,6% ad un mese). Riscontri positivi invece per Corea, Malaysia, Messico e Sudafrica. In settimana da sottolineare il dato di inflazione cinese al 5,1% e le conseguenze che tale dato potrebbe avere a livello globale se il governo cinese decidesse di introdurre ulteriori misure restrittive per correggerlo.

Sul fronte valutario, L'Euro si è indebolito verso tutte le valute, in particolare Sterlina inglese e Franco Sivzzero. La tensione sul debito periferico ancora non riesce a trovare uno sbocco definitivo, tanto da condizionare anche il mercato obbligazionario governativo. Le scadenze più lunghe, infatti, perdono in settimana tra lo 0,60% e lo 0,70%. (allego grafico bund; la quotazione del bund hanno infatti stornato verso i primi supporti a 129 e ora si appoggia al supporto statico in area 125).

lunedì, dicembre 06, 2010

Settimana tonica


Settimana di borsa tonica con recuperi su tutte le borse internazionali. Gli indici si portano di nuovo vicino ai massimi di breve. L'S&P 500 chiude la settimana sui massimi annuali in area 1220, nonostante il dato sull'occupazione americana che rimane preoccupante . Il bilancio settimanale rimane quindi positivo per azioni e materie prime, mentre negativo per le obbligazioni. Il mercato obbligazionario della zona periferica europea continua a registrare forti tensioni per l'indecisione dei paesi membri sulla politica di salvataggio da attuare verso i paesi dell'area euro in crisi. Bene in settimana l'asta di titoli pubblici spagnoli. Le tensioni, tuttavia, sul mercato obbligazionario europeo non sono finite. Bisogna aspettare le prossime pesanti scadenze di rimborso dei titoli di stato spagnoli e portaghesi per sciogliere la prognosi sullo stato di salute delle rispettive economie.

Sul mercato azionario, bene il Dax che chiude molto vicino ai massimi del 2010, trainato dai settori che, anche in ambito europeo si confermano come i più forti (Industriali, Chimica, Auto, Beni per la casa e la persona). Rimangono sottoperformanti, invece, bancari, assicurativi, utilities e telecom. Il loro andamento ribassista si riflette sulla minor performance di indici come Ibax e Ftse Mib a forte contenuto finanziario, penalizzati anche dall'aumento del rischio paese.

Riguardo le materie prime, settimane caratterizzata da robusti rialzi, dopo la correzione di metà novembre (sia energetiche, sia metalli preziosi) . Le quotazioni sono sostenute dalla domanda crescenti dei paesi emergenti. Ancora debole il Bund, ormai giunto comuque a supporti di discreta valenza.

Focus sul Ftse Mib; l'indice mantiene una bassa forza relativa rispetto all'azionario europeo. L'indice già da tempo sta facendo registrare massimi decrescenti. Pericolosamente vicino si supporti di area 19800 e sotto la trendline rialzista di medio periodo, rotta la scorsa settimana. (vedi grafico)

lunedì, novembre 22, 2010


La scorsa settimana ci sono stati dei risvolti contrastanti per gli indici internazionali. La correzione di mercato è stata innescata da Cina e dai paesi periferici dell'area Euro. Il mercato ha visto alternarsi fasi positive a correzione più o meno marcate; nel complesso però non è cambiato il quadro tecnico in maniera significativa. Una correzione fisiologica quindi, giustificata da un rialzo che dura ininterottamente da dieci settimane. Tra i mercati più profittevoli, si evidenzia, una volta tanto, il Nikkei, capace di recuperare posizioni fin tanto da tornare sopra 10000 punti. Il Dax, invece, conferma la sua forza facendo segnare il miglior rendimento tra i mercati europei; quello peggiore, invece, spetta all'Italia. Il motivo è da ricercare nella debolezza del settore bancario italiano, il settore in settimana infatti registra un -1,6%.

Sul mercato obbligazionario, settimana di nuovi ribassi dei prezzi soprattutto in Europa sulla scia della crisi irlandese. Riamane ancora da vedere che ripercussioni avrà la crisi Irlandese soprattutto sui paesi più deboli, Spagna e Portagallo in primis.I due paesi non risultano così vulnerabili quanto l'Irlanda il cui sistema bancario ha di recente aumentato la propria dipendenza dalla Banca Centrale europea.

Anche le materie prime hanno ceduto terreno questa settimana sempre in risposta alla stretta monetaria cinese (che ha aumentato di mezzo punto il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche), il loro andamento sarà quindi molto influenzato dalla capacità della Cina di poter frenare le spire inflazionistiche senza compromettere la crescita economica. In settimana anche oro e petrolio si sono mossi in correzione.